In questo nuovo approfondimento, mettiamo a confronto una scena di Captain America: Il Primo Vendicatore con la triste storia di Isaiah Bradley in The Falcon and The Winter Soldier.

Come alcuni di voi avranno notato, i Marvel Studios hanno sempre portato avanti un messaggio politico nei loro film, in alcuni casi in modo palese, in altri casi in modo più sottile, quasi impercettibile.

Con The Falcon and The Winter Soldier, però, gli studios di Kevin Feige hanno deciso di mettere in primo piano il messaggio politico, realizzando quello che ad oggi è il loro prodotto più maturo, che affronta  la tematica del razzismo.

Quello che il secondo episodio della serie aveva introdotto con la toccante storia di Isaiah Bradley e subito dopo con la scena in cui Sam viene fermato dalla polizia a Baltimora solo perché nero (scena che rispecchia perfettamente la società americana moderna), trova ampio spazio nel quinto episodio dello scorso venerdì.

Nello specifico, Sam Wilson decide di tornare da Isaiah Bradley in cerca di risposte, trovando però solo una straziante storia di razzismo sistemico (della quale parliamo apertamente in questo approfondimento).

Tra le Verità che scopriamo in questo episodio, veniamo a conoscenza di alcuni dettagli sul passato di Isaiah Bradley, che racconta del suo eroico salvataggio ai suoi compagni durante la Seconda guerra mondiale:

Un paio di noi vennero catturati durante una missione. Sentii dei superiori, parlavano di come far saltare per aria il campo di prigionia per nascondere le prove, ma loro erano i miei uomini, i miei fratelli e non delle prove.

Così decisi di scappare dalla base una notte e riportai indietro i commilitoni.

Cosa ottenni per aver salvato delle vite? Per i successivi 30 anni, vennero fatti degli esperimenti su di me, per capire come mai il siero avesse funzionato.

Una storia devastante…che diventa ancora più triste pensando ad un altro film dell’Universo Cinematografico Marvel.

I più attenti di voi lo avranno notato, la storia di Isaiah richiama quella di Steve Rogers durante Captain America: Il Primo Vendicatore. Quando parte del battaglione di Rogers (e degli Howling Commandos) viene catturato in missione, Rogers ha un duro confronto con il Colonnello Phillips, colpevole di non autorizzare neanche una missione di salvataggio:

Che farete con gli altri? Ci sarà una missione di salvataggio?

Sì, si chiama vincere la guerra.

Ma se sa dove si trovano, perché non va e…?

Sono 30 miglia oltre le linee, in uno dei territori più blindati d’Europa. Perderemmo più uomini di quanto ne salveremmo.

Nonostante l’imposizione di non agire da parte dell’esercito, Rogers decide comunque di entrare in missione per salvare i suoi compagni e dopo una breve infiltrazione ed uno scontro con il Teschio Rosso, riesce a riportarli alla base sani e salvi.

La reazione dei vertici più alti dell’esercito a questo innato atto di eroismo, che naturalmente non vogliamo sminuire? Steve viene accolto come un eroe e riceve persino una medaglia al valore (che ovviamente non accetta) da parte dello stesso esercito che non voleva neanche approvare una missione di salvataggio:

Sono onorato di conferire questa medaglia al valore al mio carissimo amico, Captain America

Da una parte un eroe viene accolto e celebrato per aver salvato da solo i suoi commilitoni, dall’altra parte un uomo viene imprigionato per 30 anni e sottoposto ad esperimenti per aver fatto lo stesso.

Il motivo? Inutile dirlo, di natura razziale. Stesso valore, stesso eroismo e spirito di sacrificio, colore di pelle differente.

Il concetto portato avanti da Isaiah ha senso: l’America non voleva far sapere dell’esistenza di un Captain America nero…ma con Sam Wilson le cose potranno cambiare? Sam riuscirà ad essere il “Captain America di tutti” facendo in modo che le sofferenze di Isaiah non siano state vane? Lo scopriremo domani, con l’episodio finale della serie.