Il ritorno di James Gunn, ovvero come anche i colossi come Disney vacillano dinnanzi ai social network

Questo è un pezzo assolutamente di pancia, scritto subito dopo aver letto una delle notizie decisamente più inaspettate che potessero giungere alle nostre orecchie: Disney, dopo mesi assai turbolenti, ha ben deciso di reintegrare James Gunn e farlo tornare a dirigere Guardiani della Galassia Vol.3.

Perché sono/siamo tutti così estremamente felici di questo stravolgente capovolgimento della situazione? Semplice poiché, in un ecosistema semi-perfetto come quello dei Marvel Studios, la possibilità di vedere rovinata una trilogia così genuina e inaspettatamente amata (ammettetelo, e tiro fuori ovviamente dal discorso i lettori dei fumetti, chi di voi fino al primo film aveva la benché minima idea dell’esistenza di Star-Lord, Gamora, Rocket Racoon, di Groot o di Drax il Distruttore?) per colpa di avvenimenti che si, sono da condannare per la gravità dei pensieri espressi dal regista dieci anni or sono, ma che fortunatamente sono stati accantonati grazie a una forza a cui, ve lo dico francamente, la Disney non aveva minimamente pensato di vederla contro scagliata a una velocità inaudita: l’unione, quella pura e colma di passione, di una vastissima community intenta, sin dal primo istante in cui si apprese la triste vicenda, a inondare la rete con una valanga di post, cinguettii e molto altro ancora.

I social network, nella loro funzione più basilare ma oltremodo scontata ai giorni nostri, sono riusciti a creare un profondo ed emotivo legame sia con il regista che con alcuni elementi del cast come l’imponente Dave Bautista che, ignorando possibili ritorsioni a livello d’immagine ed economico, sono andati a muso duro contro un vero e proprio colosso industriale difendendo a spada tratta il padre creatore e sottolineando, a più riprese, come il loro successo non sarebbe sopraggiunto senza l’importante presenza di James Gunn.

Altra nota di merito, a cui è stato dato peso in sede di scelta, è la posizione sempre corretta e mai provocatoria nei confronti della Disney. Sin dai primi giorni, James Gunn ha severamente ammesso le proprie colpe senza trovar alcuna sterile difesa. Questo, assieme a un comportamento sempre educato, ha fatto sì che oggi sia stato reintegrato.

Disney ha messo da parte il proprio orgoglio e ferrea etica nella propria sfera di lavoro e tutti quanti noi, senza alcun rancore, dovremmo solo che fare un applauso a questa saggia scelta che, per la prima volta in assoluto, ha fatto realmente aprire gli occhi a molte persone e, come il sottoscritto, avere un briciolo di gratificazione personale: non siamo solamente denaro da far entrare nelle casse di macchina ben oliata d’intrattenimento, siamo persone con una mente pensante e la nostra opinione conta, al punto da far vacillare pesantemente anche chi, fino a qualche ora fa, veniva manifestato come l’assolutezza fatta azienda. Habemus Gunn!