Leggiamo sempre più critiche rivolte ai cinecomic, in parte anche da stampa italiana, con articoli che puntano il dito contro questo genere, definendolo infantile, ripetitivo, incapace di trasmettere emozioni ed addirittura non meritevole del successo che sta riscuotendo.

Alcuni mesi fa fecero clamore le parole di Alejandro G. Iñárritu, regista di Birdman che al posto di festeggiare i premi meritati con il suo film, si è schierato contro i cinecomic, come se provasse un odio profondo verso di essi, dichiarando che rappresentano addirittura un genocidio culturale. In poche parole per il regista tutti quelli che li vedono sono bambinoni non cresciuti, dato che i supereroi per lui sono adatti solo ad un pubblico infantile: non c’è niente di terribile nel fissarsi con i supereroi quando si ha sette anni, ma da grandi è una forte debolezza, quasi come se non si volesse crescere. Parte della stampa si è schierata poi con il regista, dando il via ad un vero e proprio processo contro questi film.

movies-alejandro-gonzalez-narritu_1A contestare le parole di Iñárritu sono stati Robert Downey Jr., James Gunn e molti altri del mondo di Hollywood, e la situazione piano piano è andata a calmarsi. Ora le critiche stanno nascendo nuovamente, dato che Fast and Furious 7 e Jurassic World si apprestano a raggiungere, se non superare, il primo Avengers al terzo posto della classifica dei film con il maggiore incasso. Jurassic World (che abbiamo apprezzato) essendo seguito di Jurassic Park, una delle saghe più famose del mondo, è già cult ancor prima di uscire, avendo milioni di persone appassionate alla saga, ed è quindi lecito aspettarsi un suo successo al botteghino. Schierarsi però contro i cinecomic ed annunciare l’inizio della loro fine solo perché stanno venendo superati al botteghino è da folli. Vediamo secondo noi perché:

Innanzitutto rappresentano uno dei pochi generi capace di alimentare un cinema da anni ormai allo sbaraglio, ad Hollywood scarseggiano le idee, considerando che escono ormai solo sequel, prequel, remake spin off e soliti clichè di saghe che hanno fatto la fortuna del cinema ormai decine di anni fa. I film sui supereroi sono oggi quindi l’unica vera novità nell’industria del cinema. Persino Dustin Hoffman, due volte premio Oscar, ha dichiarato che questo è il peggior momento del cinema negli ultimi 50 anni, con davvero poche idee. Questi cinecomic possono piacere o meno ma è un dato di fatto che abbiano inventato un nuovo genere, diverso da quanto visto finora: quello dei supereroi. All’interno di questo genere ci sono modi di fare diversi, la Marvel ha toni più sarcastici rispetto al Dark della DC Comics, ma entrambi non si possono più definire semplice fantascienza.

spiderman_soaker.grid-6x2Secondo poi dobbiamo per forza citare il marketing ed il relativo sfruttamento del brand: quanti incassi ha fatto la Disney SOLTANTO con il merchandising di Spider-Man? Ben 1,3 miliardi di dollari nel solo 2013. Quanti bambini si travestono da eroe? Quanti invece si travestono da Vin Diesel in Fast and Furious 7 per citarne uno? Chi scrive contro i cinecomic dovrebbe calcolare inizialmente questo. Magari Fast and Furious 7 supererà il primo Avengers come incassi, ma sicuramente quest’ultimo marchio vende molto di più.

Hugh Jackman in a scene from the film 'X-Men', 2000. (Photo by 20th Century-Fox/Getty Images)Questo genere di film ha poi un impatto culturale elevatissimo, vedi il Joker di Heath Ledger considerato oramai l’unico Joker da parte dell’immaginario collettivo o vedi i personaggi nel mondo dei fumetti che sempre di più si adattano alle loro controparti reali. Riescono poi a lanciare (e rilanciare) nuovi attori, come Chris Pratt (Star Lord), che adesso è diventato l’attore che tutti desiderano (Jurassic World, Indiana Jones etc), Hugh Jackman, che prima di interpretare Wolverine non era certamente così apprezzato, Robert Downey Jr., che dopo aver fatto la sua fortuna con il cinema era caduto in un periodo buio, ed è stato rilanciato proprio con Iron Man, ed addirittura il nuovo Spider-Man, il giovane Tom Holland, che ha un carico di responsabilità incredibile, ma che se farà bene avrà sicuramente tutte le porte aperte. Sempre più attori -spinti in parte dai soldi sia chiaro- desiderano far parte di un cinecomic. Esempio: Daniel Radcliffe, che ha interpretato Harry Potter, ha da poco dichiarato che desidererebbe vestire i panni di Robin in un film DC Comics. Ma anche altri attori di un certo spessore si stanno affacciando a questo mondo, vedi il bravissimo Benedict Cumberbatch che è stato scelto come Doctor Strange, Ben Affleck che sarà Batman a partire dal prossimo anno e persino Tilda SwintonCharlize Theron, che molti rumor vogliono rispettivamente come L’Antico e Carol Danvers.

Come non citare poi il grandissimo movimento economico che portano questi cinecomic. La Disney ormai non si fa problemi a pagare Robert Downey Jr. 40 milioni di dollari ESCLUSIVAMENTE per Captain America: Civil War, dato che è cosciente che avrà un ritorno economico mostruoso. Basti pensare che, nella classifica del 10 film con il maggiore incasso di sempre, ben 3 film sono basati su personaggi fumettistici: The Avengers è il terzo film che ha incassato di più al mondo, più di un miliardo e mezzo di dollari, seguito poi da Age of Ultron al sesto posto con 1 miliardo e 3 (senza contare edizione Blu-Ray e DVD che ancora dovranno uscire), e da Iron Man 3 al nono posto con un miliardo e 2 di dollari. Al 14esimo posto, solo per citarlo, è presente The Dark Night Rises di Nolan, che nonostante non abbia fatto centro in alcuni mercati mondiali, soprattutto in quello asiatico (il perché non lo sappiamo) ha incassato più di un miliardo di dollari. Anche un film con protagonisti poco conosciuti per chi non legge i fumetti, ovvero i Guardiani della Galassia uscito lo scorso anno, è riuscito a incassare più di 700 milioni, rivelandosi una vera e propria sorpresa.

Niente male insomma…

1436179579_cinecomic_wired-600x335

La verità secondo noi è sono in pochi oltre a Disney/Marvel e forse anche DC/Warner capaci di strutturare universi così profondi e radicati, con una continuity a livello di trama che lega tutti i film e le serie televisive nel corso degli anni. Si parla di un singolo universo nato nel 2008 con L’incredibile Hulk ed Iron Man 1 e che terminerà nel 2019 con Inumani ed Infinity Wars, ben 11 anni di film, con alcuni grandi successi ed altri flop, sia chiaro, ma comunque tutti ambientati nello stesso universo e tutti ben collegati.

Siamo davanti ad un cinema che chiaramente ha carenza d’idee, ma non capiamo come mai, al posto di criticare i sequel dei sequel (Terminator, Star Wars, Rocky, Rambo), i vari reboot oppure quel genere di film che annoia ancor prima di mettersi seduto al cinema, una parte della critica -forse ormai marcia- preferisca scagliarsi contro i cinecomic, una delle poche novità in questo mondo che porta, oltre a parecchi soldi, anche una ventata d’aria fresca nelle sale dei cinema.

Le persone vanno al cinema per provare emozioni, c’è a chi piacciono i film d’azione, chi invece preferisce film più profondi e chi invece, essendoci cresciuto sin da bambino, preferisce guardare il suo supereroe preferito sul grande schermo; proprio per questo ci sentiamo di scrivere contro quella parte di critica che sempre di più prova a smontare questa tipologia di film. Sicuramente arriverà il giorno in cui questi film perderanno valore, suscitando meno emozioni al pubblico e deludendo le aspettative dei fan, tuttavia finché il pubblico uscirà dalle sale entusiasta e divertita, dai nerd ai 50enni, e finché i incasseranno cifre da capogiro, è inutile dire che la loro era sia finita.. tutt altro, è appena iniziata..

Dato che molte critiche piovono addosso ai cinecomic proprio da persone, soprattuto qui in Italia, che in questo mondo contano poco ci sentiamo in dovere di chiudere citando una frase di James Gunn:

“è come quando chiedi ad una ragazza di uscire, lei rifiuta e poi cominci a dire in giro di quanto sia brutta…”