L’agente di Ezra Miller smentisce molte delle accuse, ma Vanity Fair spiega che potrebbero aver pagato le presunte vittime per firmare degli NDA.

Come ben saprete, negli ultimi mesi Ezra Miller (interprete di The Flash al cinema) ha fatto ampiamente parlare di sé e diverse persone lo hanno accusato di violenze ed abusi psicologici, ottenendo anche delle ordinanze protettive. Tutto questo è culminato in due arresti alle Hawaii e con un furto con scasso.

Fortunatamente, dopo essersi ricongiunto con la madre, la star di The Flash è pronta a cambiare vita e, dopo aver chiesto pubblicamente scusa per i suoi atteggiamenti, ha spiegato che soffre di problemi di salute mentale complessi, per i quali sta già ricevendo aiuto.

Recentemente Vanity Fair ha pubblicato un lungo approfondimento in merito alle svariate accuse ricevute da Miller nel corso degli ultimi anni, interpellando anche Scott Metzger, l’agente della star che ha deciso di rispondere a molte delle accuse ricevute dal suo cliente.

Partendo dal video trapelato online nel 2020 in cui Miller mette le mani sul collo di una sua fan, la quale ha spiegato di essere stata aggredita dalla star di The Flash anche a camere spente.

Secondo Metzger, non si è trattato di uno strangolamento dato che Miller ha afferrato la ragazza sulla clavicola, una “reazione spontanea” a seguito di numerose provocazioni da parte di “un gruppo di adolescenti”

Secondo una ricostruzione di Vanity Fair, l’incidente è dovuto al divorzio dei genitori di Miller avvenuto nel 2019, che ha dato inizio alla crisi della star. A riguardo, un suo amico ha spiegato:

Ezra non ha mai perso il controllo in pubblico fino al divorzio. Dopo l’incidente in Islanda, questo è successo sempre più volte.

Il 26 settembre Miller dovrà testimoniare in un tribunale del Vermont a seguito delle accuse di furto con scasso, in quanto è stato avvistato mentre entrava in una abitazione per rubare degli alcolici. Secondo l’avvocato, Miller “stava cucinando con sua madre ed aveva bisogno di vino“, quindi ha deciso di andare a casa di un suo vecchio amico a prenderlo… senza però sapere che quella persona “non voleva più essere suo amico”.

Parlando delle accuse di custodire “un lanciafiamme, delle pistole e diversi AK-47 in casa sul pavimento“, l’agente ha spiegato che “armi e munizioni sono legali, correttamente registrati e vengono tenuti al sicuro”.

Tornando a The Flash, l’agente ha spiegato che, soltanto dopo aver scoperto che il film rischiava la cancellazione, Miller ha deciso di chiedere scuse, ha riconosciuto i suoi errori ed ora sta lavorando con i produttori del film per girare delle scene aggiuntive.

Questo ribadisce l’enorme passione di Miller per il film su Flash… che potrebbe essersi trasformata in ossessione, in quanto la star si è paragonata più volte a Gesù nei suoi discorsi, arrivando addirittura ad esclamare che “Flash è l’unico a poter riunire i Multiversi… proprio come Gesù“.

Infine, Vanity Fair ha anche indagato sui problemi legali di Miller, buona parte dei quali sono scomparsi. Delle fonti vicino al sito, spiegano che la strategia legale intrapresa dagli agenti e dagli avvocati di Miller è quella di pagare tutti coloro che hanno sporto denuncia. Lo stesso sito può confermare di aver visto diversi documenti di non divulgazione, che secondo le fonti sono stati firmati dietro un compenso economico.

Ecco quanto spiegato dal sito:

Sebbene Miller si sia interfacciato con la polizia di almeno tre distretti in una serie di arresti, i problemi legali dell’attore, grazie alla fortuna o a un buon avvocato, sono per lo più scomparsi. Vanity Fair ha visto un accordo di non divulgazione e ha sentito parlare di una manciata di altri in quella che tre fonti descrivono come una strategia legale in stile «whack-a-mole» per pagare le presunte vittime

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