E’ tempo di celebrare Stan Lee! La leggenda compie oggi 94 anni, ed il suo è stato un contributo fondamentale per la storia dei fumetti.

Abbiamo deciso quindi di ripercorrere la sua storia, i suoi trascorsi editoriali con la Timely Comics – la futura Marvel – ed illustrare i suoi cameo nei tanti cinecomic.

Stanley Martin Leiber è il figlio primogenito di Celia e Jack Lieber, due immigrati sbarcati in America ed è nato a New York nel 1922. Sin da ragazzo, Stan ha trascorso il suo tempo libero scrivendo comunicati stampa o necrologi. Dopo essersi diplomato, inizia a lavorare come assistente alla Timely Comics, un magazine ed una divisione fumettistica di Martin Goodman che successivamente sarebbe diventata la celebre Marvel Comics. Inizialmente il suo lavoro era solamente d’ufficio, ma pian piano ha iniziato a farsi notare passando dai contenuti riempitivi ai primi fumetti. A 17 anni divenne quindi il più giovane editor nel campo fumettistico.

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Il suo primo vero lavoro è una pagina firmata con lo pseudonimo di Stan Lee, pubblicata come riempitivo sulle pagine di Captain America del 1941.

Negli anni 50 la DC iniziò a sperimentare il supergruppo di eroi con la Justice League, ed a Stan Lee venne dato il compito di creare un gruppo simile – dati i suoi dissapori e l’insoddisfazione causata dal suo lavoro.

Stan inizia quindi ad esplorare l’architettura del supereroe ed a renderla appetibile al grande pubblico. Da quel momento la sua carriera prende una svolta. Nel 1961, insieme all’artista Jack Kirby crea il gruppo dei Fantastici Quattro. L’immediato successo porta la casa editrice a cavalcare l’onda, ed in pochi anni Lee e Kirby danno vita ad Hulk (1962), Thor (1962), Iron Man (1963) e gli X-Men (1963). Inoltre Lee ha aiutato nella creazione di grandi personaggi come Daredevil con Bill Everett e Doctor Strange con Steve Ditko. Collaborando come Ditko, crea uno dei personaggi Marvel più celebri: Spider-Man (1962), con cui Stan Lee ha un legame ormai indissolubile. In questi anni la Timely Comics compie il passaggio definitivo, e dopo aver assunto il nome di Atlas Comics, divenne la Marvel Comics che tutti noi conosciamo.

Il successo di questi personaggi è da ricercare anche nella loro umanità sofferta: Stan ha introdotto il concetto di “supereroi con superproblemi”; protagonisti non più senza macchia, ma sporchi, cechi e con delle brutte attitudini, che spesso vengono persino umiliati (ogni riferimento a Peter Parker è puramente voluto).

Stan Lee può essere definito come il George Lucas dei fumetti; più di tutti ha capito che questi personaggi hanno un valore anche fuori dalle pagine stampate, e negli anni ha cercato di alimentarlo trasformandoli in icone per la cultura pop.

Excelsior!

Diventato ormai direttore artistico per la maggior parte delle serie Marvel, Stan scrisse un redazionale mensile intitolato “Stan’s Soapbox”, firmandolo con il caratteristico motto Excelsior!

Dopo la seconda guerra mondiale, in molti ipotizzarono che i fumetti contenessero messaggi subliminali, quindi vennero redatte delle linee guida per ogni casa editrice, il Comics Code. Nel 1971 Stan Lee indirettamente modifica questo codice. Il Dipartimento per la Salute, Educazione e Assistenza Pubblica commissiona a Lee una storia sui pericoli che derivavano dall’uso di droghe e Lee scrisse una storia in cui il migliore amico dell’Uomo Ragno (per inciso: Harry Osborn, figlio di Norman) diventa dipendente dalle pasticche. A causa dei termini pesanti per l’epoca,  l’Autorità rifiutò di approvarla…ma la Marvel decise comunque di pubblicarla lo stesso, guadagnando elogi per aver dimostrato una coscienza sociale. L’Autorità decise quindi di allentare la sua influenza verso le storie a fumetti.

In quegli anni, Stan ha introdotto il “metodo Marvel“, che ha rivoluzionato il modo di realizzare storie in fase di realizzazione. Per prima cosa, lo scrittore avrebbe dovuto discutere con gli artisti della storia e preparare una sintesi schematica al posto di una sceneggiatura completa. Il disegnatore quindi, basandosi su questo schema, avrebbe dovuto realizzare le tavole, stabilendo l’ordine di composizione delle vignette. Lo scrittore quindi avrebbe aggiunto i testi delle didascalie e delle nuvolette.

Questo sistema però causo non pochi problemi a Stan Lee, ed ancora oggi la divisione dei meriti creativi è discussa, sopratutto nel caso di Kirby e Ditko. In molti infatti hanno iniziato ad ipotizzare che il ruolo dei due disegnatori dovesse essere più ampio di quello che gli era stato riconosciuto.

Negli anni 70 Stan Lee decise di abbandonare le cariche creative per assumere un ruolo manageriale, diventando il rappresentante vero e proprio della Marvel Comics, anche grazie alle tante partecipazioni alle convention ed agli incontri con i fan. Nonostante rappresentasse “il volto” della Marvel, la sua influenza si è estesa su tutta la cultura pop, e le sue parole sono state fonte d’incoraggiamento per aspiranti scrittori.

Piccola curiosità: oltre ad aver ricevuto tanti premi alla carriera e convention in suo onore, la città di Los Angeles ha proclamato il 28 ottobre come Stan Lee Day. Questa giornata è stata stabilita per ricordare il contributo di Stan Lee alla città ed all’industria dello spettacolo. Inoltre la stessa Disney (che ha acquisito i diritti della Marvel nel 2009) ha voluto premiare Stan per i 75 anni di carriera alla Marvel con una statua personalizzata in bronzo con protagonisti Spider-Man (probabilmente il più famoso della Marvel) e Topolino.

Con l’età che avanza, la sua presenza alla convention si è ridotta, ma la sua eredità è destinata a durare nei secoli. Auguriamo a Stan Lee un buon compleanno… Excelsior!

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Cameo

Come non citare i tantissimi cameo di Stan Lee, che sin dai primi anni 2000 è comparso in tutte le pellicole basate su personaggi da lui realizzati.

Lui stesso è un grande fan del cameo di Deadpool e sopratutto di quello in Avengers: Age of Ultron.

Sono stati tutti divertenti da girare, ma il mio preferito è quanto sono con Thorche mi da da bere un qualcosa. Chiedo da bere e dice “è troppo forte per te” ma insisto e mi da questo drink. Nella scena successiva, mi stanno portando via. Excelsior!

Il motivo per cui è il mio preferito è perché è l’unico con due scene. Quindi do un suggerimento ai registi da ora. Voglio più scene

Ecco la lista di film in cui è comparso:

  • In X-Men acquista un hot dog su una spiaggia (2000).
  • In Spider-Man appare come astante al World Unity Festival (2002).
  • In Daredevil lo si vede mentre attraversa la strada leggendo un quotidiano e rischia di venir investito, ma si salva grazie a Matt Murdock che lo avvisa (2003).
  • In Hulk veste i panni di una guardia giurata che esce da un palazzo assieme all’attore Lou Ferrigno, che interpretava il gigante verde nella serie TV L’incredibile Hulk (2003).
  • In Spider-Man 2 è un passante che scansa delle macerie, mentre salva una ragazza (2004).
  • In I Fantastici 4, recita il suo primo vero ruolo, nella parte di Willy Lumpkin, il postino gentile del supergruppo (2005).
  • In X-Men – Conflitto finale innaffia il giardino (2006).
  • In Spider-Man 3 è un passante che dà consigli a Peter Parker (2007).
  • In I Fantastici 4 e Silver Surfer interpreta se stesso in un siparietto: quando è il suo momento di farsi riconoscere tra gli invitati al matrimonio di Mister Fantastic e della Donna invisibile, l’addetto alla lista degli invitati lo caccia non credendogli quando si presenta (2007).
    In Iron Man il protagonista Tony Stark lo confonde con il “patron” di Playboy Hugh Hefner. Infatti Lee veste la tipica vestaglia indossata abitualmente dall’editore (2008).
  • In L’incredibile Hulk beve la bevanda contaminata dal DNA di Bruce Banner che porterà alla individuazione di quest’ultimo in Brasile (2008).
  • In Iron Man 2 interpreta Larry King e appare nella sequenza girata dal punto di vista di Tony Stark, appena esce dal palcoscenico della Stark Expo (2010).
  • In Thor interpreta un uomo che cerca di estrarre il Mjolnir dalla roccia, legandolo al suo pick up (2011).
  • In Captain America – Il primo Vendicatore è un anziano ufficiale dell’esercito che assiste in prima fila alla cerimonia di premiazione per la medaglia al valore attestata a Capitan America (2011).
  • In The Avengers appare come un signore intervistato, che esprime il suo parere sul fatto che non possano esistere supereroi (2012).
  • In The Amazing Spider-Man compare come un signore tranquillamente intento a sfogliare dei tomi nella biblioteca scolastica della Midtown Science High School, le cui cuffie per la musica gli impediscono di notare Spider-Man e la Lucertola combattere selvaggiamente alle sue spalle (2012).
  • In Iron Man 3 è un giudice ad un concorso di bellezza (2013).
  • In Thor: The Dark World è uno degli anziani dell’ospedale psichiatrico (chiede al dottor Erik Selvig di restituirgli la sua scarpa) (2013).
  • In Captain America: The Winter Soldier è una guardia dello Smithsonian (2014).
  • In The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro interpreta un uomo seduto nella platea che riconosce Peter Parker alla cerimonia di consegna dei diplomi (2014).
  • In Guardiani della Galassia interpreta un cittadino dongiovanni di Xandar (2014).
  • In Big Hero 6, dopo i titoli di coda, appare in versione animata come padre di Fred, essendone il doppiatore nella versione originale (2014).
  • In Avengers: Age of Ultron interpreta un veterano della Seconda guerra mondiale che partecipa alla festa degli Avengers. Si ubriaca bevendo un liquore invecchiato mille anni offertogli da Thor (2015).
  • In Ant-Man interpreta un barista alla fine del film (2015).
  • In Deadpool interpreta un presentatore in uno strip club che introduce le spogliarelliste mentre Wade Wilson sta cercando la bella Vanessa che lavora nel club (2016).
  • In Captain America: Civil War interpreta un autista della FedEx (2016).
  • In X-Men – Apocalisse interpreta un uomo che insieme alla moglie guarda i missili nucleari lanciati in aria da Apocalisse (2016).
  • In Doctor Strange interpreta un passeggero di un autobus (2016).

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