Durante la Festa del Cinema di Roma abbiamo avuto l’occasione di assistere ad una proiezione in anteprima di Eternals, di cui vi proponiamo la recensione senza spoiler.

“Ricorda…”

Una parola, un messaggio, un punto di raccordo ripetuto più e più volte che raggiunge il suo scopo: far ricordare allo spettatore tanto, addirittura tutto oserei direi di quel che ha potuto godere in Eternals. Una parola seguita da tante, tantissime altre ripetute al solo scopo di lasciare in maniere diretta e non alcune riflessioni su temi di diversa natura. Questa è al principio il merito che si deve riconoscere a Chloè Zhao – registra premio Oscar della ventiseiesima pellicola del Marvel Cinematic Universe – assieme ad altri che mi portano subito a dare un primo giudizio sul prodotto: Eternals sta già dividendo la critica, e lo farà ancor di più non appena tutti potranno visionarlo, per la sua ibrida natura di film pop e indie. Un elemento unico nel suo genere all’interno del MCU che, come ogni prima volta, destabilizza chi da sempre è abituato a vedere un modus operandi produttivo simile alla base e successivamente modificato nella forma. Tutto qui. 

Attenzione, preciso, Eternals non è esente da difetti – a cui darò ampio spazio nella parte conclusiva dell’articolo – ma trovo impossibile nascondere l’entusiasmo di essermi trovato di fronte finalmente a qualcosa di “diverso” seppur con evidenti limiti imposti proprio dal genere di riferimento in cui si muove e, concludo, da questo perpetuo ecosistema d’intrattenimento firmato Marvel Studios e Disney. La continuity narrativa, come dico da sempre, è una costante “Spada di Damocle” sulla testa di scrive una sceneggiatura (che sia di un Fumetto, di una Serie TV o di un Film)  e bisogna purtroppo farci costantemente i conti al fine di tentare di far tornare tutto in questo intricato puzzle a cui, volgendo lo sguardo al futuro, i pezzi non sembrano andare a esaurire bensì ad aumentare di numero vertiginosamente. 

Eternals

Trovo infine sciocco, e concludo questo breve incipit, portare all’attenzione alcuni recenti paragoni riscontrati nella critica americana come, ad esempio, il porre Eternals al pari della Zack Snyder’s Justice League: potremmo disquisire sulla fotografia o sull’epicità ricercata, forse, ma sul resto siamo completamente su due binari che viaggiano in direzione opposte l’un l’altra. Eternals è un prodotto dichiaratamente autoriale e la scommessa di averlo affidato alla Zhao, sottolineando anche l’estrema difficoltà dell’adattare sul grande schermo un qualcosa di così complesso al livello editoriale (non per niente, le storie cartacee legate agli Eterni si contano sulla punta delle dita), è vinta. Sono davvero soddisfatto nel dirlo visto che, non lo nascondo, il mio approccio nei confronti di questa pellicola è stato da sempre moderato e poco entusiasta. 

Chiudo infine ribadendo che, come sempre, per rispetto ed etica professionale – che ahimè manca sempre di più sul web – in questo articolo non ci saranno spoilers di alcuna natura. Eternals sarà distribuito nelle sale cinematografiche a partire dal prossimo 3 novembre e io, noi dell’intera redazione di Comics Universe, garantiremo massimo rispetto in ogni articolo o live su Twitch (mi raccomando, se non lo avete ancora fatto, seguiteci sul canale “viola”) al fine di non rovinarsi lo spettacolo.

Fatevi un’idea, poi a tempo debito saremo ben felici di discuterne assieme a tutti quanti voi.

Eternals

Il Viaggio dell’Eroe

Prendendo come spunto l’iconico libro di Christopher Vogler, che consiglio vivamente di leggere se amanti proprio di questo genere, penso che Eternals porti all’attenzione del pubblico una apparentemente didascalica raffigurazione dell’epica figura dell’Eroe per poi, con lo scorrere del tempo – o dei secoli, per rimanere proprio in tema – tendere la mano e creare una connessione empatica difficilmente riscontrabile in altre pellicole del Marvel Cinematic Universe. La Zhao è riuscita nella difficilissima impresa di gestire al meglio così tanti protagonisti – mai nessuno secondario rispetto ad un altro – dando il giusto spazio a ciascuno di esso allo scopo ultimo di instillare nello spettatore un chiaro messaggio per ciascun Eterno presente su schermo. 

L’ammaliante bellezza di questa compiutezza autoriale è il fatto di essere riuscita ad associare una o più tematiche – la pellicola è composta da strati e substrati di critiche sociali, politiche e ambientali all’ordine del giorno – di aspra e costante discussione alle problematiche che ciascuno degli Eterni ha vissuto in maniera consapevole e non nella sua esistenza: ho intravisto un sottilissima linea di confine che unisce il Dio all’Uomo in questo, e la risultante è davvero di primissimo livello. A distanza di tante ore dalla prima visione, sento ancora dentro di me l’amore, la paura, la passione, l’odio e molto altro ancora provato da ciascuno dei figuranti di Eternals. A questo devo obbligatoriamente fare i complimenti – ancor più dopo aver visto dal vivo una porzione del cast quali Angelina Jolie, Richard Madden, Kit Harrington, Gemma Chan e la Zhao, all’intero cast selezionato per questo prodotto. Perfetto.

Potrei dire tanto altro, ma obbligatoriamente entrerei prepotente in allerta vista la mole, preparatevi (in particolar modo a chi è neofita di questo preciso argomento), di nozioni presenti nella pellicola. Non lo definisco spartiacque per il Marvel Cinematic Universe ma quasi, già in passato altri prodotti avevano scalfito la superfice del cosmo e delle infinitesimali diramazioni narrative percorribili ma ora, dopo Eternals, tutti potranno rendersi conto del potenziale futuro a disposizione nei Marvel Studios. Un potenziale con un elevato tasso di rischio data l’ambizione che ne consegue – lo stesso da sempre accade anche nella Marvel Comics – ma con dei possibili risultati produttivi che potrebbe serenamente far impallidire tutto quello che si è visto durante la decennale Infinity Saga. 

L’Epica visione (quasi) perfetta di Chloè Zhao

Eternals ha davvero tante luci e poche ombre e, detto francamente, voglio partire da quest’ultima prima di incensare – come giusto che sia – la Zhao. Non riesco a togliermi di dosso una nota amara legata all’Atto finale della pellicola che, parere puramente soggettivo s’intende, mi lasciato non poco interdetto: è come se l’azzeccato ed epico ritmo imposto fino a quel momento sia stato sostituito da qualcosa di diverso, una sorta di accelerazione narrativa che stona completamente con tutto quello che si è visto precedentemente. Ammetto che è quasi impossibile dire oltre senza dire qualche dettaglio, sappiate solamente non è per nulla da buttare o criticare negativamente la “conclusione” bensì semplicemente da analizzare in maniera molto meticolosa visti i tanti, tantissimi aspetti su cui ragionare. Non è il solito film anche per questo motivo, e la divisione tra critica e non trovo che sia un aspetto positivo su cui riflettere: finalmente una pellicola autoriale dentro i Marvel Studios, finalmente un prodotto divisorio. Devo fermarmi, ne riparleremo in seguito.

Ce ne sono tante di luci, bionde e calorose come la folta chioma di Thena intrepretata da Angelina Jolie, ma di certo tra queste spicca una cornice artistica poderosa, di livello assoluto. Una visione, quella della Zhao, che entra gagliardamente di diritto nel ristretto circolo delle migliori opere di questo genere cinematografico. Ma anche in generale, se avete amato il suo estro artistico in Nomadland o The Rider sappiate che qui si viaggia a livelli semplicemente unici. Da applausi.

Ci sono stati più momenti in cui, durante la visione, avrei voluto fermare tutto per scattare una fotografia allo schermo. No, non esagero.

La fotografia, inoltre, è veramente stordente (in senso positivo s’intende) tanto da dare a Eternals una sacralità unica – differente dallo Snyder di turno per dire – e un gesto inequivocabile di riverenza e rispetto al creatore originario: Jack Kirby. Su questo aspetto, data la straordinaria opportunità di aver potuto assistere alla conferenza stampa post visione, sottolineo come la stessa Zhao abbia più volte menzionato il celebre autore Marvel come fonte di ispirazione massima. A tal proposito, per fare un ultimo parallelismo cartaceo, è ben evidente a più riprese – soprattutto nella parte finale – una gradita reference ad alcune tavolozze illustrate da Romita Jr. durante la run di Neil Gaiman. 

Aspetto tecnico e sonoro di alto livello per un film, Eternals, da andare obbligatoriamente a vedere al Cinema. Non esiste streaming (legale s’intende, via Disney+) che tenga, queste sono pellicole che vivono sul grande schermo, tutto qui. Andate a vederlo e perdervi nella visione di Zhao, la soggettività la farà da padrone visto che si parla di Arte. 

Eternals, la recensione senza spoiler: la visione epica di Chloè Zhao
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