La showrunner di Echo ha parlato della lavorazione “frettolosa” e dei problemi produttivi della serie con Alaqua Cox.

Nel 2024 arriverà su Disney+ Echo, la serie spin-off di Hawkeye incentrata su Maya Lopez alias Echo (Alaqua Cox). La serie vedrà Etan Cohen e Emily Cohen in qualità di sceneggiatori e di produttori esecutivi e Marion Dayre (Better Call Saul) a capo del team di sceneggiatori composto da molti scrittori nativi americani e da persone non udenti, in modo da rappresentare al meglio il personaggio di Maya.

Negli ultimi mesi del 2022 la showrunner di Echo, Marion Dayre, ha fornito un aggiornamento sullo stato del progetto, confermando che la serie sarà rinviata “probabilmente” di un intero anno rispetto alla finestra di rilascio prevista all’inizio. Qualche mese fa, inoltre, la nota insider Lizzie Hill aveva riportato delle preoccupanti informazioni sulla produzione della serie. Stando alla fonte, i Marvel Studios sarebbero insoddisfatti con il materiale girato e torneranno sul set nel corso del 2023 per rigirare molte scene.

Durante un episodio del podcast The Writer’s Panel (via The Cosmic Circus), Marion Dayre, che ha lavorato come story editor e sceneggiatrice di Better Call Saul, ha parlato della travagliata lavorazione di Echo. Quando le è stato chiesto che tipo di esperienza abbia portato dallo spin-off di Breaking Bad alla serie Marvel, Dayre ha spiegato di aver dovuto adattare il proprio approccio di scrittura alle “scadenze” oppressive:

“Sì, è stato un po’ un corso accelerato perché sono salita a bordo del progetto come co-produttrice esecutiva poi le cose sono cambiate un po’… Non ho iniziato partendo dalle basi, ma ho dovuto adattare molto il mio processo di lavoro in base alle scadenze. Con ‘Better Call Saul’ abbiamo usato un processo di costruzione mattone dopo mattone, dove costruiamo ogni episodio tre volte. Fai una specie di pausa generale, e poi tiriamo fuori qualche arco narrativo, e poi torniamo a lavorare alla storia mattone dopo mattone. Semplicemente non c’era abbastanza tempo per farlo in quel modo. […]”

“Bisognava solo trovare un momento nel processo che mi permettesse di rispettare le scadenze e, sai, essere un po’ più flessibile di quanto sarei stata se avessi avuto tutto il tempo del mondo. L’avrei fatta un po’ diversamente.”