E se l’Arrampicamuri del MCU ci fosse stato presentato come un ventenne? In questo speciale proviamo ad immaginare come sarebbe andata.

L’Uomo Ragno di Tom Holland è una delle versioni più amate del personaggio, ma ciò non toglie che ci siano degli appassionati non completamente soddisfatti di questa versione.

Questo sembra essere il caso dell’utente ArchinbaldTweets su Twitter, la quale ha scritto qualcosa che ha in messo in moto la creatività dell’autore dell’esperimento che andrete a leggere:

Ci era stato detto che nell’MCU avremmo saltato le origini di Spider-Man e che quindi avremmo avuto una sua versione completamente formata. Invece abbiamo avuto una storia di origini durata cinque film e che ha apparire questa versione di Spider-Man come l’assistente di Iron Man.

Un Tweet comprensibile anche se non condiviso da chi vi scrive. Lo Spider-Man dell’MCU è secondo noi perfettamente contestualizzato in vista delle scelte che sono state fatte nei suoi confronti, ma nonostante ciò rimane una certa validità nell’aspettarsi una versione “formata” di Peter Parker in vista del suddetto salto della storia di origini con cui eravamo tutti perfettamente familiari, da qui parte quindi l’esperimento, molto legato al concetto Marvelliano di What If, di immaginare come sarebbe stato se in Captain America: Civil War ci avessero presentato un Peter Parker adulto, usando ovviamente l’immaginazione di chi vi scrive, senza la pretesa di superare quanto fatto al cinema ma col semplice scopo di condividere un momento di creatività e tanta passione per il personaggio dell’Uomo Ragno.

L’idea è di riuscire a presentare un Peter Parker già adulto nel MCU, nonostante abbia l’universo avuto inizio da quasi una decade a questo punto, senza traccia della sua esistenza. Inoltre, sarebbe interessante provare a dare una sorta di seguito spirituale alla storia dell’Uomo Ragno precedente, Andrew Garfield, così da non far smarrire eccessivamente il pubblico del 2016. Nonostante ciò, è importante mantenere chiaro che anche se questa è una versione dell’Uomo Ragno con cui possiamo sentirci familiare se si conoscono i film precedenti (inclusa la prima trilogia di Sam Raimi), le serie animate ed ovviamente i fumetti, si parla comunque di una nuova versione per l’MCU. Non è lo Spider-Man di nessun altro franchise se non di questo e le sue origini le ha già vissute.

La sfida sta quindi nel mostrare qualcosa di nuovo, fare un vero e proprio reboot, rimanendo però vicini al cuore del personaggio, mantenendo la promessa di mostrare nuove storie dedicate al personaggio nei futuri film, che non lo vedano formarsi nell’eroe che già sappiamo essere.

Partiamo quindi senza indugio con questo nuovo esperimento:

L’INCONTRO

Partiamo con la stessa scena di Civil War in cui Tony dice di avere in mente qualcuno per la loro fazione, mentre la traccia Left Hand Free di Alt-J parte dal primo ritornello come nell’effettivo film.

Vediamo un ragazzo uscire dall’ascensore, lo seguiamo di spalle e non vediamo il suo volto.

Il ragazzo si avvicina alla porta del suo appartamento, ruota le chiavi nella serratura ed alza la porta per farla aprire, evidentemente è mezza rotta.

È importante notare che continuiamo a seguirlo di spalle, non vediamo il suo volto finché gli eventi non ci porteranno a farlo.

Il ragazzo entra nell’appartamento, che è composto da una sola stanza ed un bagno.

C’è un divano letto ancora aperto con accanto un tavolo, sopra c’è una macchina fotografica ed una cornice per foto a faccia in giù, tutto di fronte ad un PC posizionato sopra un mobiletto a mo’ di televisore. Attaccati al muro vicino alla finestra ci sono un lavandino pieno di piatti sporchi e dei fornelli, con sopra varie confezioni di cibo cinese, alcune mezze piene. A completare il quadro c’è un armadio che non sembra essere propriamente nuovo, attaccato al muro di sinistra, visibile non appena si entra.

Vediamo il ragazzo avvicinarsi all’armadio ed aprirne le ante.

Davanti a lui ci sono diverse camice e delle giacche appese, mentre sul ripiano di sopra vediamo vari pantaloni e magliette, ma vediamo il ragazzo abbassarsi, porre la mano sopra la superficie del legno sul fondo dell’armadio ed alzarlo rimanendoci incollato, rivelando che sotto ci sono diverse bottiglie con delle sostanze all’interno, dei bracciali lancia-ragnatele di vari tipi (alcuni rotti in diverse modalità, o usurati) ed una scatola per scarpe. Vediamo il ragazzo togliersi i lancia-ragnatele dai polsi per poggiarli tra gli altri, ma d’un tratto suona il campanello.

Lo vediamo, sempre di spalle, togliersi le cuffie e la musica si ferma anche per noi.

Il ragazzo gira il suo volto e vediamo l’aspetto di Peter Parker, un ragazzo castano sui vent’anni con degli occhiali e un’espressione preoccupata.

Andiamo fuori dall’appartamento e vediamo le spalle di Tony Stark, dall’interno si sentono diversi suoni in pochi istanti. La porta si apre e l’armadio è chiuso, il letto è diventato divano, il tavolo gli sta davanti ed i piatti sono in ordine, ma Peter, che sta guardando l’appartamento, inizia a parlare senza rendersi conto di chi ha davanti.

Peter: “Salve signora Muggins, so di essere in ritardo con l’aff-“

Peter si volta e vede il volto di Tony Stark dinnanzi a lui.

Ci spostiamo sul suo volto confuso.

Peter: “Lei non è la signora Muggins…”
Tony Stark: “Così sembra, ti spiace se-“

E Stark indicando l’appartamento vi entra tranquillamente.
Peter non sa cosa dire, ha di fronte a sé IRON MAN che sta entrando nel suo appartamento. Ma non è solo stupore il suo, per la sua mente stanno balenando mille pensieri come: “Che ci fa Tony Stark in casa mia? Saprà chi sono? Vuole arrestarmi? Chiedermi di entrare negli Avengers?” e li vediamo tutti dipinti sul suo volto.

Peter si volta ed inizia a parlare chiudendo la porta.

Peter: “Certo! Prego…”

Stark si guarda intorno osservando l’appartamento e New York che gli si para davanti dalla finestra.

Peter: “Ok, quindi a cosa devo questa…”
Tony: “Carino qui! Molto intimo. Vivi da solo?”
Peter: “Si…”

Peter è ancora con le spalle alla porta e la mano sul pomello, lo sguardo è oltre lo smarrito. Stark è tranquillo dal lato opposto dell’appartamento che si guarda intorno.

Tony: “Devo ammettere che non ho idea di dove guardare… Oltre che nell’unico armadio presente nella camera, ma è quasi troppo ovvio. Sei bravo! Se avessi mantenuto l’identità segreta forse avrei fatto qualcosa del genere.”
Peter: “Ok, sono definitivamente confuso. Che intende? E che ci fa a casa mia?”
Tony: “Sono qui per chiederti una mano.”
Peter: “Intende come scienziato? Ho provato a fare domanda alla Stark come stagista, ma non mi hanno accettato.”
Tony: “Si lo so, avevano poca fiducia nella tua presenza, visti gli alti e bassi nelle tue ore di presenza a lezione.”
Peter: “Oh beh… capisco. Ma ancora non mi è chiaro perché lei sia qui allora.”
Tony: “Te l’ho detto, mi serve aiuto. Spider-Man.”

Gli occhi di Peter si spalancano, lo vediamo spingere su i suoi occhiali e quasi ridere, anche se con un accenno di preoccupazione.

Peter: “Spider-Man? Io a quello gli facevo solo le foto! Mi sa che ha sbagliato persona signor Stark e mi dispiace dirglielo ma non so nemmeno dove trovarlo.”
Tony: “Si lo so, è da un po’ che non si vede, no?”

Vediamo Tony avvicinarsi al tavolino e Peter farsi avanti, Tony alza la fotografia e vede un’istantanea incorniciata di una ragazza con una fascia nera tra i suoi capelli biondi ed uno splendido sorriso.

Peter si avvicina e prende velocemente la fotografia togliendola dalle mani di Stark, da impacciato ventenne nerd, il suo atteggiamento si fa più serio e spavaldo.

Peter: “Spider-Man non c’è più, da quando è sparito mi devo guadagnare da vivere facendo altro ma va bene così, i giornali avevano ragione su di lui.”
Tony: “Sai, ‘SPIDER-MAN‘ è stato bravo a rimanere sotto i radar in questi anni. Solo foto, apparizioni video troppo sfocate ed in constante movimento, alcuni addirittura pensavano fosse una montatura fatta ad arte su Photoshop, ma dimmi una cosa…”

Stark rivela una sorta di palmare olografico che proietta un video.

Tony: “Questo sei tu?”

Il video ci mostra la battaglia di New York del 2012 vista dall’alto, presumibilmente da qualche telecamera impiantata nella Stark Tower.

Vediamo un giovane Spider-Man combattere contro i Chitauri, non è chiarissimo, ma lo vediamo combattere con un’agilità stupefacente, schivare colpi che gli arrivano alle spalle, tessere ragnatele per legare gli alieni tra loro, lo vediamo voltarsi di scatto e saltare lontano sparendo dall’inquadratura.

Un altro video ci viene mostrato in cui lo vediamo atterrare e scansare le navi Chitauri per liberare una bambina ed indicarle la via per scappare.

Peter si muove nella stanza fissando il video che di colpo si interrompe, poi alza lo sguardo verso Stark.

Peter: “Ok, quindi lei ha una prova dell’esistenza di Spider-Man, ne ho anch’io nelle mie chiavette.”
Tony: “Ce l’ho davanti a me la prova! Non ho secondi fini, mi serve solo una mano, serve a tutto il paese.”
Peter: “Non mi sembra il genere di problema per Spider-Man, lui di solito si occupava di furti, rapine e cose così.”
Tony: “Si lo so, l’amichevole Spider-Man di quartiere, ho letto gli articoli. Li ho letti TUTTI.”

Peter intuisce che Tony abbia collegato i puntini non solo sulla sua identità, ma sul motivo per cui ha abbandonato la maschera, e Tony comunica di sapere con lo sguardo.

Tony: “So che che hai cominciato per il senso di colpa, lo stesso è stato per me. E so cos’è successo con la tua-”
Peter: “Lei non sa un bel niente.”

Tony si sofferma per un istante.

Tony: “Hai ragione, non lo so. Ma so che i giornali hanno parlato di una misteriosa morte sul ponte di Brooklyn e so di un bel po’ di cose strane avvistate da alcuni testimoni quel giorno. So anche che uno dei paramedici ha giurato di visto Spider-Man addossarsi la colpa della morte di Gwen Stacy dopo aver portato il suo corpo sulla barella. L’ultima volta che lo si è visto e niente foto di Peter Parker, che a quanto pare però ha una foto della Stacy sul suo tavolo”.

Peter sospira e decide di gettare la maschera.

Peter: “Bel lavoro, Sherlock.”
Tony: “Mi dispiace per quello che le è successo, ma non credo che sia stato tu.”
Peter: “Invece è così. Questa vita… Spider-Man… è colpa sua, Gwen sarebbe ancora qui con me se non avessi mai indossato quella stupida maschera. E mi dispiace ma dovrà chiedere aiuto a qualcun altro, io ho chiuso con quella roba.”
Tony: “Sai anche tu che non è vero. Spider-Man non è più in giro, ma è pieno di storie di ladri ritrovati tra le ragnatele dopo aver rubato una bici o che so io.”
Peter: “Qualche buona azione da privato cittadino non è da equiparare a mettere di nuovo in pericolo le persone della mia vita.”
Tony: “Qui non si tratta di mettere in pericolo nessuno! Mi servi per fermare un gruppo di persone pericolose, che potrebbero fare dei gran casini, una sola missione e poi riappendi le ragnatele al chiodo. Ti guadagnerai i soldi per pagare l’affitto di questa reggia! Così la signora Mugchins-”
Peter: “Muggins.”
Tony: “Quello che è. Non verrà più a bussarti alla porta travestita da famoso miliardario. Che ne dici? Ci stai?”

Peter si riavvicina alla porta

Peter: “Apprezzo l’offerta generosa, ma devo rifiutare. Se non le dispiace ho dei compiti da fare.”

Tony sbuffa e si avvicina alla porta.

 

Tony: “Delle persone innocenti potranno farsi male. Alcune se ne sono già fatto. E tra le poche informazioni su Spider-Man, oltre al fatto che ha combattuto fenomeni da circo spara-fulmini o mafiosi con completi ridicoli, si sa che fa sempre DI TUTTO per far sii che nessuno si faccia male. Immagino di che non si debba credere a ciò che si legge sui giornali.”

Tony esce dalla da casa di Peter ed il ragazzo chiude la porta.

Peter sospira con lo sguardo in alto e chiude gli occhi. D’un tratto li riapre ed il suo sguardo si posa sulla foto appesa al muro di un sé stesso all’età di quindici anni, sua zia May e suo zio Ben, durante un compleanno.

Peter: “Oh, maledizione, Ben… mi hai fregato di nuovo.”

Peter apre la porta e si affaccia sul corridoio per chiamare Tony, solo per vedere Stark parlare con una signora con in mano diversi fogli.

Peter: “Star…- signora Muggins! Che piacere rivederla.”

L’atteggiamento di Peter muta nuovamente nel timido giovane impacciato.

Peter: “Vedo che ha conosciuto il sign-”
Tony: “Si, la signora Muggins mi ha chiesto un’autografo.”

Tony volta il foglio per rivelare che si tratta di un avviso di sfratto a carico di Peter.

Tony: “Le ho detto di non preoccuparsi e che ora che potrai entrare alla Stark come stagista pagato, non avrai più di questi problemi. Giusto?”

Peter osserva il sorriso compiaciuto di Tony e quasi la sua vera indole verrebbe a galla per rispondergli “Ma senti tu che faccia tosta“, ma opta per fare un mezzo sorriso con espressione crucciata alla signora Muggins e risponde.

Peter: “Certo! Non vedo l’ora. Quando ha detto che cominciamo?”
Tony: “Domani.”
Peter: “Bene.”
Tony: “In Germania.”
Peter: “Giust-ASPETTI COSA?”

Tony si allontana con la signora Muggins sotto braccio verso l’ascensore. Peter è incredulo, pensa di aver capito male.

Peter: “Come in Germania?!”

Tony dentro l’ascensore sorride con la signora Muggins vicino a lui.

Tony: “Non preoccuparti Parker, ti veniamo a prendere domattina. Benvenuto alla Stark Industries!”

Le porte dell’ascensore si chiudono.

Peter sospira.

Peter: “Perfetto.”

Lo vediamo di spalle, dentro l’appartamento, riaprire lo scompartimento segreto sul fondo dell’armadio. Peter prende la scatola per scarpe, la apre e rivela il costume di Spider-Man, piegato, con il logo in bella vista.
La sua espressione dice tutto. È preoccupato, ma sa bene che ciò che sta per fare è tenere viva la più grande lezione che ha imparato: “da un grande potere, derivano grandi responsabilità”.

LO SCONTRO

Ciò che verrà cambiato in questa scena sarà ben visibile in essa, ma va fatta una premessa: l’adattamento “Bimbo Ragno!” di “Underoos!” dovrà necessariamente essere cambiato, vista la differente età di questo Peter Parker, mantenendo magari un soprannome più vicino all’originale, che si riferiva ad una famosa marca di pigiami ed indumenti intimi per bambini, a tema supereroistico.

Iron Man: “D’accordo, ho finito la pazienza… PIGIAMINO!”

Spider-Man si lancia sulla scena afferrando lo scudo di Capitan America con una ragnatela e bloccandogli le mani con un’altra.

Atterra con lo scudo sul braccio e vediamo il suo costume, una versione con un upgrade fondamentale rispetto alle sue versioni precedenti: le lenti si muovono meccanicamente e si socchiudono mettendo a fuoco chi ha davanti.

Iron Man: “Ottimo lavoro”
Spider-Man: “Direi ‘grazie’, ma con ‘pigiamino’ hai decisamente ferito i miei sentimenti. Voglio dire, ci ho speso anni e fatica a migliorare questo costume! Mi sa che non siamo più amici del cuore.”
Iron Man: “D’accordo, non c’è bisogno di attaccare una filippica, non siamo al cabaret.”
Spider-Man: “Dai, ti perdono testa di latta, poi ci diamo il mignolino della pace.”

Nel suo raccontare le sue solite battute Spider-Man osserva lo scudo che ha sul braccio e si rende conto di dove si trova, alzando lo sguardo verso Capitan America.

Spider-Man: “Ah, chiedo scusa, CaCapitano-“

Sfoggia quindi un saluto militare e si indica.

Spider-Man: “Grande fan! Sono Spider-Man.”
Iron Man: “Ok, il saluto decisamente non era necessario.”
Spider-Man: “Beh, non saprei! Quell’uomo ha combattuto nella seconda guerra mondiale! E a New York… E Sokovia… E in un sacco di posti, ne sono sicuro.”
Capitan America: “Vedo che sei stato occupato.”
Iron Man: “E tu sei stato un idiota!”

La scena procede più o meno come nel vero film. La differenza fondamentale sta nell’atteggiamento di Spider-Man e lo vediamo in dettagli come il fatto che Peter non chiama TonySignor Stark“, come è naturale sia nel MCU, visto il differente contesto e la differente età.

Questo Spider-Man aveva 12 anni quando Iron Man apparse, 16 anni quando gli Avengers si rivelarono al mondo e ne era un grande fan come tutti, ma crescendo la sua vita è diventata sempre più complicata, è diventato un po’ più cinico e la sua personalità come Uomo Ragno si è formata, quasi al punto di rivelarsi un interruttore da accendere e spegnere quando necessario. Come Peter è un ragazzo tranquillo e rispettoso, è timido e non si esprime spesso, ma quando indossa la maschera si trasforma in un irriverente battutista dalla frecciatina facile e dal monologo quasi garantito, ha rispetto per gli Avengers e probabilmente è esaltato all’idea di trovarsi con loro, ma quasi come se fosse un meccanismo di difesa, si comporta come se la situazione non fosse nulla di sorprendente. Non solo la maschera nasconde le sue emozioni, ma la sua persona è ormai Spider-Man a tutti gli effetti, quando la indossa.

SPIDER-MAN CONTRO FALCON E IL SOLDATO D’INVERNO

Lo scontro con il Soldato d’Inverno e Falcon procede anch’esso più o meno nello stesso modo, ad esclusione di una battuta, quella riguardante l’essere lì per impressionare Tony Stark. La battuta ha perfettamente senso nel contesto dell’effettivo film, ma in questa versione Spider-Man è come già stabilito più formato come individuo, ed è qui guidato dal suo senso di responsabilità; è confuso dalla situazione quanto la sua controparte più giovane interpretata da Tom Holland, ma ne ha passate abbastanza dal notare le possibili “scale di grigio”, senza pensare che una delle due fazioni sia necessariamente cattiva ed una buona.

La scena cambia quindi nel seguente modo:

Dopo averli atterrati, Spider-Man incolla al pavimento Falcon ed il Soldato d’Inverno con le sue ragnatele.

Spider-Man: “Ragazzi, sentite, vorrei tanto continuare, ma il mio compito è uno solo oggi: guadagnarmi l’affitto. Perciò: scusate!”

Spidey si prepara a tessere una nuova ragnatela, ma il suo polso viene afferrato dal drone di Falcon, Red Wing, che lo trascina scagliandolo fuori dalla vetrata.

Soldato d’Inverno: “Non potevi farlo prima?”
Falcon: “Ti odio.”

SPIDER-MAN CONTRO CAPITAN AMERICA

Spider-Man volteggia durante la battaglia e lo scudo di Capitan America taglia la sua ragnatela, facendolo atterrare bruscamente ma comunque in posizione, con di fronte a sé Cap, che riafferra lo scudo.

Spider-Man: “Quel coso non segue le leggi della fisica!”
Capitan America: “Ragazzo, qui succedono cose che non puoi capire.”
Spider-Man: “Ah ne sono sicuro, è da quando ho visto i programmi TV in Tedesco che sono confuso.”

Spider-Man si scaglia contro Capitan America avviluppandogli le gambe con la ragnatela e colpendolo in faccia con un calcio.

Spider-Man: “Ma se c’è una cosa che capisco è che a nessuno verrà più fatto del male se potrò evitarlo.”

Cap si rialza visibilmente sorpreso da questa affermazione. Si scaglia verso lo scudo a terra ma Spider-Man tenta di bloccarlo con una ragnatela, solo per poi liberarsi con un’acrobazia, scagliando l’Arrampicamuri abbastanza lontano da dargli il tempo per raccogliere lo scudo.

Ci spostiamo verso la battaglia scoprendo come procede lo scontro per i membri delle altre fazioni, ma poco dopo ci ritroviamo nello scontro tra Cap e Spidey.

Capitan America: “Stark ti ha detto che facciamo questo quindi? Che ce la prendiamo con dei civili?”
Spider-Man: “Quel che ha detto Stark non importa, ciò che conta è che a delle persone è stato fatto del male e tu stai proteggendo il sospettato numero uno.”
Capitan America: “Funziona così quindi? Colpevole fino a prova contraria?”
Spider-Man: “Con me è sempre stato così.”
Capitan America: “Lo so, so di cosa ti hanno accusato, negli anni Stark non era da solo a tenerti d’occhio.”

Spider-Man sgrana gli le lenti, è sorpreso di sapere che Capitan America fosse a conoscenza della sua esistenza.

Capitan America: “Ma visto quanto velocemente passi dalla parte di un uomo senza valutare la situazione, forse non avevano torto a darti della minaccia.”

Spider-Man in un moto d’orgoglio si lancia di spalle dondolandosi dalla passerella dell’aeroporto su cui era poggiato e preparandosi a tessere una ragnatela contro Cap, che lo calcia via e scaglia in seguito lo scudo sulle giunture della passerella, facendola cadere su Spidey, che si trova doverla sorreggere per non rimanere schiacciato.

Capitan America: “E so anche che parli tanto in queste situazioni, il che significa che se stai zitto per troppo tempo, perdi la concentrazione su ciò che hai intorno.”

Cap si prepara a tornare alla battaglia, ma si sofferma e torna verso Spider-Man.

Capitan America: “Per quel che vale: l’ho detto solo per farti distrarre. So che sei qui con le migliori intenzioni Spider-Man, non sei mai stato una minaccia. Anch’io sono qui per proteggere un innocente… Di dov’è che sei, ragazzo?”
Spider-Man: “Queens…”
Capitan America: “Brooklyn!”

Mentre Cap si allontana, vediamo Spider-Man guardare in basso, il peso della passerella quasi non si fa più sentire perché l’Arrampicamuri è pensieroso, una volta ascoltata la frase di Steve Rogers.

L’IMPERO COLPISCE ANCORA

Il seguente cambiamento non richiede particolari spiegazioni, se non che in questa versione Peter è abbastanza grande da non considerare il secondo Guerre Stellari come un “vecchissimo film”.

La fazione di Iron Man tenta il possibile contro Giant-Man, ma ad un tratto a Spider-Man viene un’idea:

Spider-Man: “Ehi gente, avete presente l’Impero Colpisce Ancora?”
War Machine: “L’ImpeTony, l’hai preso ad una fiera del fumetto questo?”
Iron Man: “Di sicuro le frequenta spesso. Qual è la tua idea?”
Spider-Man: “La scena con gli AT-AT su Hoth!”
War Machine: “Forse ha una buona idea…”
Spider-Man: “Ehi non ti esaltare troppo o ti porto con me al Comic-Con!”

LA FUGA DI CAPITAN AMERICA E BUCKY

Va anche detto che la scena precedente non si conclude con Peter scagliato via dal braccio di Giant-Man, che ha invece portato a svenire la controparte di Holland, perché in questo caso l’Uomo Ragno ha prestato attenzione a ciò che stava succedendo i torno e si è reso conto che (differentemente dal film) è in questo momento che Capitan America e Bucky stavano cercando di scappare, e non appena lo nota, Spidey si sposta dalla scena per inseguirli insieme a Pantera Nera.

Bucky e Cap sfuggono dalle macerie e si avviano verso il Quinjet, solo per trovarsi di fronte Vedova Nera, con il braccio alzato e i suoi bracciali Widow-Bites puntati verso la Sentinella della Libertà:

Vedova Nera: “Perché non ti fermi?”
Capitan America: “Lo sai che non posso.”
Vedova Nera: “Me ne pentirò…”

Natasha spara quindi il suo colpo, ma colpisce Pantera Nera, che stava per assalire Steve e Bucky alle loro spalle.

Vedova Nera: “Vai.”

I due si muovono, ma Pantera Nera è sempre meno rallentato dai colpi e conseguentemente il Soldato d’Inverno e Capitan America si fermano al fianco della Romanoff, solo per vedere il Re del Wakanda avviluppato alle gambe da delle ragnatele, che lo smuovono facendolo cadere, venendo avvolto anche sul resto del corpo, trasformandolo in un bozzolo di tela steso a terra.

Alle spalle si rivela Spider-Man.

Spider-Man: “Buono, micione.”
Capitan America: “Queens!”
Spider-Man: “Muoviti Cap, quegli artigli lo faranno liberare tra poco.”

Vedova Nera continua quindi a sparare i suoi Widow Bites su Pantera Nera.

Spider-Man: “Wooh, spietata!”
Capitan America: “Come mai questo cambio di squadra?”
Spider-Man: “Non sono mai stato tipo da squadre, però so riconoscere qualcuno quando dice la verità. Vedi di dimostrare che il tuo amico è innocente o dovrò venire fino a Brooklyn per prendermi la rivincita.”
Vedova Nera: “No ma prego, continuate pure a chiacchierare.”

Cap fa un sorriso, ma non perde tempo e si sposta verso il Quinjet.
Spidey rimane quindi con Vedova Nera, che continua a sparare colpi taser a Pantera Nera per tenerlo fermo.

Spider-Man: “Quindi… sei stata morsa da un ragno..?”
Vedova Nera: “No.”
Spider-Man: “Ah certo… neanch’io… che strana idea…”

CONSEGUENZE

Poco dopo, il Team Iron Man va incontro a Spider-Man, che ha il costume rovinato da dei graffi, evidentemente causati da Pantera Nera.

Iron Man: “Che è successo?”
Spider-Man: “Ho sbagliato lettiera.”
War Machine: “Sai dove sono andati Rogers e Barnes?”
Spider-Man: “No e colgo l’occasione per dire che mi chiamo fuori. C’è troppo di quanto sta succedendo che non mi è chiaro e preferisco non schierarmi contro qualcuno che non sono certo sia colpevole. Ho un sesto senso per queste cose.”
Iron Man: “Aspetta.”
Spider-Man: “Dimmi, Uomo di Latta, ma non premurarti di comunicarmi che non mi pagherai l’affitto perché l’avevo già messo in conto.”
Iron Man: “In realtà te ne ho già pagati tre mesi. Ti volevo solo avvertire che se vuoi passare alla Stark, la porta è aperta.”
Spider-Man: “Controllerò la mia agenda e ti farò sapere quando mi si liberà un posto.”

Spider-Man si allontana dalla scena volteggiando con le ragnatele.

Spider-Man: “CI SI VEDE AL COMIC-CON!”
War Machine: “Che tipo strano.”
Iron Man: “Già…”

Il duo in Armatura viene richiamato dal comunicatore, dove gli viene detto dal resto della squadra di aver avvistato il Quinjet, dando addito alla seguente scena del film che mostra il tragico incidente che porterà War Machine alla caduta.

SCENA POST CREDIT

Peter torna nel suo appartamento con un cerotto sul sopracciglio, un po’ di lividi e qualche taglio, nel mentre è al telefono.

Peter: “Si, è stata un’esperienza istruttiva, anche se non penso che ne ricaverò un lavoro, questa prima giornata di stage non mi ha dato vibrazioni positive.
No è che non credo sia il posto per me.
Si, ho preso l’anti-allergico.
Si, ho mangiato.
Va bene zia May, ci sentiamo domani, ti voglio bene anch’io.”

Peter si mette il telefono in tasca e si mostra pensieroso, quando ad un certo punto il suo sguardo si sposta verso la finestra e sentiamo, per la prima volta nel film, un suono che va ad indicare il suo Senso di Ragno. Le sirene della Polizia si fanno sentire, rimaniamo dentro casa, ma vediamo Spider-Man scagliarsi fuori dalla finestra, spostando l’inquadratura verso il tavolino per rivelare le foto di Gwen, in piedi e in bella vista.

 

FINE

Così finisce questo esperimento dedicato al re-immaginare prodotti già esistenti con differenti circostanze. Come detto all’inizio l’idea non è assolutamente di dimostrare superiorità rispetto alla versione ufficiale, niente di ciò che è stato fatto qui può essere messo in competizione con il lavoro di professionisti del settore, tutto ciò è anzi da intendersi come un esperimento giocoso, una sfida all’immaginazione e alla creatività.

Per quanto riguarda questa versione dell’Uomo Ragno, se qualora fosse esistita ci si sarebbe interrogati sul suo futuro, probabilmente si sarebbe potuto andare a parare su un possibile film che andava, parzialmente, a trasporre gli eventi di Spider-Man: Blue di Jeph Lobe Tim Sale, mostrandoci sia l’attuale vita dell’universitario Peter Parker, che il ritorno sulle scene di uno Spider-Man abbastanza sicuro di sé da mostrarsi al mondo, lasciandosi alle spalle il suo passato da “leggenda urbana”, accompagnando tutti a degli elementi flashback che ci mostrerebbero gli inizi della relazione con la compianta Gwen in un tono malinconico, anche se speranzoso per il futuro.

Questo esperimento quindi si conclude qui e chi vi scrive, vi invita a sguinzagliare la fantasia e a divertirvi seguendo le vostre passioni, che è stato ciò che ha dato vita a questo speciale, perché questi universi, in fin dei conti, sono stati creati proprio per questo.