Lo sceneggiatore di Doctor Strange nel Multiverso della Follia spiega il cliffhanger finale del film con protagonista Benedict Cumberbatch.

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Questo mese è uscito nelle sale Doctor Strange nel Multiverso della Follia, il sequel dedicato alle avventure dello Stregone Supremo interpretato da Benedict Cumberbatch prodotto dai Marvel Studios e diretto dal leggendario Sam Raimi, che vede il ritorno di Elizabeth Olsen nel ruolo di Wanda Maximoff/Scarlet Witch ed è strettamente collegato agli eventi narrati nelle serie televisive WandaVision e Loki.

La prima scena dopo i titoli di coda del film si ricollega direttamente al finale, in cui Doctor Strange cade a terra in preda al dolore derivante dall’aver utilizzato il Darkhold ritrovandosi con un terzo occhio sulla fronte, proprio come accaduto alla sua versione malvagia. Ciò potrebbe significare che anche lo Strange di Terra-616 (quello dell’universo principale del Marvel Cinematic Universe) è stato corrotto dal Darkhold nonostante i suoi tentativi di rimanere sulla giusta strada.

Nel corso di un’intervista con Rolling Stone, Michael Waldron, sceneggiatore di Doctor Strange nel Multiverso della Follia e head writer della prima stagione di Loki, ha parlato per la prima volta di questo cliffhanger, riflettendo sul significato del misterioso terzo occhio:

“Abbiamo pensato ‘Cavolo, sai, dato che è un film in cui succedono un sacco di cose brutte, ci serve un lieto fine.’ Così lo abbiamo creato ma non ci sembrava abbastanza giusto. Continuavamo a pensare a quello che Mordo ha detto a Strange nel primo film: ‘Il conto arriva sempre.‘ Lo stesso Wong dice a Stephen ‘Hai posseduto il tuo stesso corpo.’ Questo tizio dovrà mai affrontare delle conseguenze? Ci sembrava un riferimento fantastico ai film horror con il twist finale.”

In un’altra intervista con Screen Rant, lo sceneggiatore ha discusso della nuova forma di Strange e dell’idea che il personaggio “abbraccerà l’oscurità” derivante dagli incantesimi del Darkhold:

Il conto arriva sempre, era questo l’avvertimento di Mordo nel primo film. [Stephen Strange] ha usato il Darkhold per possedere il suo proprio corpo e il Darkhold esige un pesante tributo. Credo che la domanda che quella scena stia ponendo sia: Stephen abbraccerà quell’oscurita? Cosa significa per lui? Quale sentiero prenderà mentre incontra Clea e si dirige nella Dimensione Oscura?

Interrogato sul significato del finale del cinecomic da Vanity Fair, invece, Waldron ha dichiarato:

“È stato doppiamente interessante. E se Strange abbracciasse un po’ questa oscurità?’. Sta cercando di capire come vivere con questa cosa. Cosa significa per il nostro eroe? È una domanda interessante da farsi. Poi arriva Clea che dice ‘Hai causato un incursione. Hai fatto la cosa che speravi che non facesse Wanda. Ora dobbiamo aggiustare le cose insieme.’ Quindi sì, ci sembrava un piccolo assaggio delle avventure che verranno.”

Ricordiamo che Doctor Strange nel Multiverso della Follia, scritto da Michael Waldron (Rick & Morty, Loki) e diretto da Sam Raimi (Spider-Man), vede nel cast Benedict Cumberbatch (Stephen Strange/Doctor Strange), Elizabeth Olsen (Wanda Maximoff/Scarlet Witch), Chiwetel Ejiofor (Karl Mordo), Benedict Wong (Wong), Rachel McAdams (Christine Palmer), Xochitl Gomez (America Chavez) e Adam Hugill (Rintrah).

Doctor Strange nel Multiverso della Follia

SINOSSI
Marvel Studios’ Doctor Strange nel Multiverso della Follia espande i confini del Multiverso ai massimi livelli. Un viaggio nell’ignoto con Doctor Strange che, con l’aiuto di mistici alleati sia vecchi che nuovi, attraversa pericolose e sconvolgenti realtà alternative del Multiverso per affrontare un nuovo, misterioso avversario.

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