Richie Palmer prova a spiegare perché gli Strange hanno lo stesso volto, mentre gli Spider-Man no.

È disponibile su Disney+ e per l’acquisto sulle piattaforme digitali Doctor Strange nel Multiverso della Follia, il sequel dedicato alle avventure del Maestro delle Arti Mistiche interpretato da Benedict Cumberbatch, prodotto dai Marvel Studios e diretto dal leggendario Sam Raimi, che vede il ritorno di Elizabeth Olsen nel ruolo di Wanda Maximoff in una storia strettamente collegata agli eventi narrati nella serie WandaVision.

Da quando il Multiverso è diventato un argomento di punta dell’MCU, non sono state poche le domande e le lamentele intorno al fatto che certi protagonisti avessero versioni alternative simili a loro (come nel caso di Doctor Strange), mentre altre fossero così differenti (Spider-Man e Loki per esempio).

Il produttore Richie Palmer ha provato a dare una spiegazione sul perché ci fosse così tanta differenza:

I Loki sono diversi, gli Spider-Man sono diversi. Io e Michael [Waldron] potremmo passare un’ora a spiegare perché questo ha senso per un personaggio come Loki, che di sua natura è un essere caotico. Michael ha sempre concepito l’idea che, essendo Loki puro caos, allora ha senso per lui che, nel grande calcolo del Multiverso, sullo spettro Multiversale, abbia sembianze differenti.

In merito ai tre Spider-Man visti in Spider-Man: No Way Home, Palmer ha voluto richiamare direttamente la narrazione fumettistica:

Se leggi i fumetti sullo Spider-Verse, oppure com’era stato concepito agli inizi del 2000 … C’era l’idea di questi Spider-tizi nel nostro Universo, o nel Multiverso, e non si trattava sempre di Peter [Parker], non sempre era gente che assomigliava a Peter. Non saprei, ho sfogliato i fumetti e penso che abbia senso per me, come fan dei fumetti, perché i Peter possano apparire differenti.

Per quanto concerne lo stesso Doctor Strange nel Multiverso della Follia, Palmer ha voluto dare una risposta molto più diretta e pratica:

Penso che la verità stia nel fatto dovevamo raccontare la storia nel giro di due ore, e abbiamo Benedict Cumberbatch e Elizabeth Olsen, che sono alcuni dei migliori attori del nostro tempo, e non solo nei film di supereroi, e non volevamo sprecarli. Ti dirò, se fossimo stati in più realtà come l’Universo fatto di Pittura, man mano che ti allontani sempre più dalla … diciamo, dalla Sacra Linea Temporale?

Più ci allontaniamo da Terra-616, il nostro Universo di partenza, e più protremmo vedere versioni di personaggi anche classici, come Steve Rogers, non assomigliare a Chris Evans. Ci sarebbe questa possibilità mano a mano che ti allontani dalla Linea Temporale principale, dall’Universo principale. Ma personalmente credo che dipenda dal personaggio, dall’attore e dal medium con cui narriamo la storia. Sono tutti questi fattori.