Molti fan sono preoccupati dal futuro di Daredevil, dato che rispetto alle serie Netflix, quelle prodotte dai Marvel Studios sono meno violente e sanguinolente.

Dopo la cancellazione della serie Netflix, lo scorso anno i diritti di Daredevil (e degli atri personaggi) hanno fatto il loro ritorno ai Marvel Studios, con i fan che hanno deciso di lanciare una serie di iniziative social e di petizioni per chiedere a gran voce il ritorno del personaggio ed hashtag come #SaveDaredevil e #RenewDaredevil hanno popolato i vari social network.

Fortunatamente, i Marvel Studios hanno deciso di ascoltare i fan ed in Spider-Man: No Way Home abbiamo assistito al ritorno di Charlie Cox nei panni di Daredevil. Ovviamente il suo ritorno ha entusiasmato gli spettatori, anche se alcune persone hanno manifestato alcuni dubbi per quanto riguarda il futuro del personaggio.

Le tre stagioni della sua serie sono caratterizzate da scene decisamente cupe, violente e sanguinolente, che ovviamente verrebbero “snaturate” su piattaforme come Disney+, dove i Marvel Studios (come loro standard) hanno un rating più restrittivo e per forza di cose devono limitare la violenza e gli spargimenti di sangue.

Nonostante ciò, il Diavolo di Hell’s Kitchen non è semplicemente “toni dark e sangue”, ma ha da offrire molto altro.  Dove un personaggio come Batman è figlio di infinite reinterpretazioni, Daredevil ha sostanzialmente due facce.

La prima è quella noir, hard-boiled, con criminali mafiosi e ninja alle calcagna, ed un Matt sempre sul filo del rasoio tra luce e oscurità. Una versione del personaggio che è stata trasposta con grandissima maestria nelle tre stagioni della serie Netflix.

Poi però c’è un’altra volto del personaggio, il suo volto originale.

Non è comunemente noto ai fan meno affiatati, ma Devil nacque come un personaggio decisamente più solare. Un avventuriero che combatteva grandi minacce, a cui di certo non mancava il senso dell’umorismo. Un uomo senza paura perché, per sua ironica ammissione, non riusciva propriamente a vedere ciò che stava facendo. Una versione del personaggio ovviamente figlia dei primissimi numeri, ma rivista in altre amate circostanze, come “Devil: Giallo” di Jeph Loeb e Tim Sale, e la leggendaria run scritta da Mark Waid e disegnata da autori del calibro di Paolo Rivera, Marcos Martin e Chris Sambee, vincitrice di diversi Eisner Awards (gli Oscar del fumetto).

L’Universo Cinematografico Marvel, per deliberata scelta, si muove su un territorio più accessibile a tutti, e conseguentemente è improbabile riavere lo stesso livello di crudezza e profondità che abbiamo visto nella serie Netflix, in quanto le serie prodotte dai Marvel Studios hanno tutte il rating TV-14 e non TV-MA (ovvero vietate ai minori).

Ciò comunque non significherebbe non avere un Daredevil degnamente trasposto, in quanto la versione “avventuriero” del personaggio permette di avere infinite sfaccettature, che spesso si rivelano più sorprendenti, per via del contrasto tra solarità e oscurità. Per fare un esempio: la premessa del cambio di rotta nella vita di Matt, da uomo perennemente affranto che vive nelle tenebre, a sarcastico supereroe felice di compiere le sue azioni spericolate (non per niente “Daredevil” significa “spericolato” o “scavezzacollo”), parte da una premessa di grandissimo spessore: Matt Murdock decide di vivere diversamente la sua condizione depressiva.

Non sempre ci riesce, in quanto la depressione non è di certo qualcosa che ci si può semplicemente scrollare di dosso, ma dopo tutto ciò che ha passato, crede fortemente nel tentativo. Nella stessa run a fumetti di Waid abbiamo modo di vedere avventure sgargianti e momenti decisamente dark, ma senza mai cadere nell’eccessivo. Questa run e questa versione del personaggio, farebbero decisamente al caso del contesto MCU, se trasposte con la dovuta cura e attenzione.

Di seguito un estratto della live che abbiamo dedicato al Diavolo di Hell’s Kitchen:

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