Durante una delle nostre ultime live su Twitch, vi abbiamo raccontato una di quelle storie che a nostro avviso merita di essere narrata, sia per sensibilizzare su un argomento di cui non sentiamo spesso parlare quanto invece meriterebbe, sia perché si tratta di una di quelle storie che ti fanno innamorare davvero delle persone.

Questa vicenda viene raccontata da Valerio Treviso, sempre stato amante dei fumetti e dei cartoni animati, ma barcollante tra due amori in particolare: i grandi robot e  i supereroi.

Ma raccontiamo le cose con ordine: come tutti, da bambini e da adolescenti nascono delle passioni, e Valerio ne aveva due in particolare, i robot e i supereroi. Partì proprio con la DC Comics, amante soprattutto della Trinità, ma ben presto si spostò a Marvel quando iniziò a conoscere Spider-Man e gli X-Men.

Molte persone diventando adulte perdono gli interessi acquisiti da bambini o adolescenti, mentre per Valerio crescendo è stato diverso, la sua passione è andata di pari passo con lui, anche grazie al successo che hanno avuto i cinecomic.

Appena un anno dopo l’uscita di Iron Man e Hulk, film che hanno gettato le fondamenta dell’Universo Cinematografico Marvel, arrivò Ascanio, il suo primo genito.

Purtroppo però, quando aveva appena due anni, scoprirono al bambino una patologia piuttosto rara, ovvero una forma tumorale renale.

Di conseguenza la famiglia ha dovuto necessariamente iniziare un lungo cammino di cure chemioterapiche e di interventi chirurgici e, data la rarità della patologia, hanno trovato un grande supporto nella ricerca scientifica, andando ad affrontare la malattia anche con cure sperimentali. La difficoltà inoltre era anche legata al fatto che tendenzialmente questa forma tumorale colpiva un rene su due e di conseguenza quello colpito veniva asportato, ma ad Ascanio colpì entrambi gli organi, quindi per forza di cose i dottori si sono trovati obbligati a seguire un protocollo differente.

Qui una piccola svolta in positivo grazie alla Fondazione Umberto Veronesi, che si occupa della ricerca oncologica a 365°, che gli ha permesso di entrare a far parte del progetto Gold for kids, un filone di ricerca dedicata proprio all’oncologia pediatrica. Il lavoro delle Fondazione, la raccolta fondi e la ricerca sono stati essenziali perché ha permesso la ricerca di cure alternative, permettendogli di iniziare un percorso che lo ha salvato e gli permette di stare bene.

Nel frattempo nacque il secondo genito, Adriano.

Durante questo percorso di cura di Ascanio, il filone cinematografico della Marvel giocò un ruolo molto importante e particolare nelle dinamiche familiari: i bambini iniziarono a vedere i film del MCU, e proprio vedendo Iron Man il piccolo Ascanio si voltò verso il papà dicendogli che avrebbe voluto “essere come lui” e gli sarebbe piaciuto averlo al suo compleanno, tutto ciò con l’innocenza che solo un bambino può avere. Ovviamente in Valerio il panico, la sua mente iniziò subito a elaborare una soluzione per accontentare suo figlio e poterlo far diventare il supereroe che con tutte le sue forze avrebbe voluto essere.

Quindi come? Come avrebbe potuto fare?

Il vantaggio è che lui non solo è fan di questi personaggi, ma che quando nasce un’esigenza si mette subito in moto dedicando anima e corpo pur di trovare una soluzione: Valerio iniziò a cercare nel web, imbattendosi proprio nel gruppo dei cosplayer italiani della Marvel. Da qui iniziò a conoscere questo mondo, che prima di allora non sapeva proprio cosa fosse.

Valerio chiese consiglio su come aiutare Ascanio ad esaudire il suo desiderio e trovò la soluzione proprio a Roma: un cosplayer che vestiva proprio i panni dell’amatissimo genio playboy, miliardario, filantropo.

Finalmente un desiderio su due lo riuscì a realizzare, ma adesso toccava al secondo, quello più complesso. Non era solo più Ascanio a voler essere un supereroe, ma anche Adriano che crescendo iniziava a seguire le orme del fratello più grande.

Dunque Ascanio è Iron Man e Adriano? Per Adriano, iperattivo, salterino e giocoso era perfetto l’Uomo Ragno!

Ok, i personaggi ci sono, ma adesso? Da qui come ci si muove?

I due bambini iniziarono proprio dai costumi più semplici di quelli che si trovano facilmente anche nei supermercati, e partirono con le loro avventure in fiera, scoprendo quanto potesse essere divertente vestirsi e sentirsi proprio come i loro idoli. Con il tempo sia per la voglia di coltivare una passione che gli portava tantissima soddisfazione, sia per fare le cose nel migliore dei modi perfezionandosi fiera dopo fiera, arricchirono i loro costumi con dettagli personalizzati e talvolta proprio costruiti proprio da loro, come per esempio le braccia dell’Iron Spider di Adriano, che sono state costruite con astuzia e ingegno nonostante il loro ingombro ed il loro peso.

La cosa più divertente è che questo mondo è stato motivo di unione per la famiglia, Valerio, il loro papà, nelle vesti di un bodyguard, la mamma che anche lei si fece trasportare dalla scia colorata dei figli, divertendosi a vestire i panni dell’amatissima Wonder Woman e Ascanio e Adriano nei panni di Iron Man e Spider-Man.

Insomma, non passò molto tempo prima che vennero soprannominati i “Mini“, perchè erano proprio le mini versioni dei supereroi che vediamo nei fumetti , nei film e anche tra i cosplayer adulti, e mentre molte famiglie hanno trovato unione in altre attività familiari, loro lo hanno fatto in questo ambito, aiutando anche ad addolcire ed affrontare quella che per loro è stata una storia che li ha segnati.