Il leggendario regista Tim Burton riflette sul suo mancato terzo capitolo di Batman al cinema, ironizzando sulle scelte di Warner Bros.

Se c’è un’incarnazione di Bruce Wayne e del suo alter-ego vigilante che i fan amano, questa è senza ombra di dubbio quella interpretata da Michael Keaton nei film Batman Batman Returns diretti da Tim Burton. Una trasposizione che ridava smalto al personaggio, per quanto riguardava la percezione del pubblico generalista, e gli mostrava il punto di vista a cui i fan tenevano di più: quello di una storia seria e dark, ambientata in una città tetra ed inquietante, anche se colma di eventi e personaggi sopra le righe, in cui un clown serial killer, o un boss mafioso dal deformato aspetto che ricordava pinguino umano, possono spuntare dal nulla e compiere stragi indicibili, senza che la polizia riuscisse a fermarli, solo per essere fermati da uno spaventoso un vigilante dall’aspetto di un demone completamente nero, incredibilmente intelligente, preparato ad ogni evenienza e capace di sopportare l’insopportabile, perché guidato da una sete di vendetta simbolica dopo aver perso i suoi genitori per colpa della criminalità.

Questa versione di Batman ha poi avuto una sorta di terzo capitolo (mai veramente accettato come tale dai fan) nei film diretti da Joel Schumacher, ma per gli appassionati duri e puri, quel Bruce Wayne ed il suo folle mondo non sono mai più tornati in un’apparizione cinematografica dedicata (andando ovviamente ad escludere la continuazione fumettistica Batman ’89 e le future apparizioni di Michael Keaton come Batman nei film DC, nei quali avrà un ruolo di supporto e non da protagonista), ed a rimpiangere la cosa è anche lo stesso Burton. Il regista ha sempre dimostrato una palpabile passione per il personaggio, ed è stato un dispiacere anche per lui vedere svanire la possibilità di continuare le avventure del suo Batman, fatto sul quale si è espresso in un caustico commento dal tono ironico, nel quale ha indicato quella che dal suo punto di vista è chiaramente l’incoerenza avuta da Warner Bros. nella creazione di Batman Forever, film con il quale si era volontariamente virato per quanto riguardava il tono, verso un più colorato e giocoso ambiente, per via della recezione negativa di alcuni membri del pubblico, i quali si lamentarono di Batman Returns perché – secondo loro – troppo dark e stravagante per un pubblico giovane.

Vi lamentate di me, dite che sono troppo strano, troppo cupo, e poi mettete dei capezzoli sul costume? Ma andate a fanculo!

Un chiaro riferimento al costume indossato da Val Kilmer nel film, il quale figurava una scultura muscolare anatomica non dissimile da quella vista nel primo film di Burton, con la differenza fondante dei due capezzoli scolpiti sui pettorali, i quali erano stati pensati per richiamare le armature dei centurioni e delle statue Greche, ma si sono col tempo dimostrati oggetto di ilarità per quanto riguardava gli spettatori, i quali – come Burton a quanto pare – li hanno spesso definiti come ridicoli e fuori posto nel contesto di Batman.