Nel corso degli anni i supereroi Marvel che prima avevano la loro base esclusivamente sulla carta, sono riusciti a spaziare in altri lidi come cinema, serie tv, videogiochi e serie animate, l’argomento di oggi si incentra principalmente su questo ultimo settore, una delle migliori serie animate targate Marvel.

Partiamo in un modo inaspettato, parlando della distinta concorrenza della Marvel, la DC Comics.

Diciamoci la verità: la DC Comics per un periodo è stata anni luce avanti in termini di qualità delle serie animate. Con il suo DC Animated Universe, il cui percorso è iniziato con Batman – The Animated Series nel 1992, la casa della Justice League ha creato un vero e proprio universo narrativo coerente con sé stesso che poteva vantare un numero estremamente ampio di personaggi, con storie cupe, azione, divertimento, sviluppo e caratterizzazione dei personaggi estremamente tridimensionali, colpi di scena, intrighi, archi narrativi presi a piene mani dai fumetti e soprattutto: storie. Esse rappresentano il punto fondamentale secondo chi vi scrive, su cui si dovrebbe basare una serie animata, in quanto senza una storia da voler raccontare, senza personaggi da voler sviluppare e caratterizzare, si corre il rischio di voler dar vita soltanto una gigantesca pubblicità per i giocattoli, cosa che molte produzioni hanno fatto.

La Marvel negli anni 90 aveva dalla sua aveva grandi serie come Spider-Man The Animated SeriesGli insuperabili X-MenIron-ManI Fantastici 4Silver Surfer e così via, creando anche lei un universo narrativo che però, nonostante ci fosse evidente impegno e grande qualità, dimostra in alcuni punti i segni del tempo, non invecchiando nel migliore dei modi. Con dialoghi a volte stantii e ripetitivi, a volte anche autoreferenziali, che quindi andavano a spiegare cosa stesse succedendo nella scena, limiti di censura spesso evidenti soprattutto per quanto concerne la violenza (nella serie animata dedicata all’Uomo Ragno non era possibile far dare dei pugni ai personaggi), ma con il grande pregio di riuscire a far evolvere i suoi personaggi. Diciamo che, nonostante l’immenso rispetto e il grande affetto nei confronti del Marvel Animated Universe degli anni 90, la prova del tempo fu vinta dalla DC, che riuscii a creare un universo estremamente complesso e maturo.

Nel 2010, per cavalcare l’onda dell’allora appena nato Marvel Cinematic Universe, Disney XD manda in onda Avengers – I più potenti eroi della terra, una serie che potrebbe benissimo reggere il confronto con le produzioni del DC Animated Universe.

Quindi con l’arrivo della serie sul catalogo Netflix di aprile, abbiamo deciso di parlare di una delle tre migliori serie animate Marvel mai realizzate.

Avengers - I più potenti eroi della Terra

I personaggi

La serie inizia sul modello vincente del Marvel Cinematic Universe, presentandoci uno o massimo due personaggi per episodio, così da farceli conoscere, farci sapere quali sono le loro ambizioni, il loro carattere, quale sia la loro missione.

Nel primo episodio vediamo Tony Stark, capostipite del MCU che aprì le danze anche al cinema, già nel ruolo del supereroe corazzato Iron-Man combattere contro l’H.Y.D.R.A. di cui poi sentiremo parlare molto spesso. Nello stesso episodio ci viene presentato anche Nick Fury, direttore dello S.H.I.E.L.D. in un look che ricorderà inizialmente quello classico misto alla versione Ultimate, di cui poi assumerà completamente l’aspetto.

Andando avanti incontriamo ThorHulkAnt-ManWaspCapitan America, che poi vedremo unirsi in un team. Da subito capiamo che un punto fondamentale a favore della serie è la caratterizzazione. Con tutta l’esposizione alla massa sarebbe stato facile scrivere questi personaggi in modo superficiale, aspettandosi che il pubblico li seguisse solo perché si trattava di loro, ma fortunatamente non è stato questo il caso.

Iron-Man è un futurista, intelligente ma problematico, che crede di avere tutto il mondo sulle spalle e teme di non fare mai abbastanza. Un uomo fallibile, sicuro di sé ma conscio di non essere perfetto. Crede nello sviluppo della tecnologia, nell’avanzare degli eventi, ha chiuso la sua produzione di armi mettendo in chiaro che secondo il suo pensiero le armi non risolvono i problemi, ne creano soltanto.

Thor è nobile, un astuto guerriero che protegge gli
abitanti della terra ammaliato dal loro coraggio, in quanto nonostante non siano forti come gli Asgardiani non si fanno problemi a schierarsi in prima linea contro le ingiustizie, con lui ci viene presentato anche il fratello Loki, che avrebbero potuto dipingere solo come un cattivo standard, ma di cui, senza togliere crudeltà alcuna, hanno voluto rendere chiare le idee e le intenzioni. Loki infatti crede di essere il giusto Re di Asgard, in quanto Odino stesso tende a nascondere troppe cose ai suoi sudditi e ai suoi collaboratori, dicendo loro solo ciò che gli occorre, come Thor stesso ammetterà dopo un primo scontro.

Hulk e il dottor Banner invece sono ad un punto interessante della loro caratterizzazione. Sebbene Banner non sia felice di dover sacrificare la sua vita, dividendola con Hulk, sa che quest’ultimo è una forza del bene, che non desidera arrecare danno agli altri e che anzi si mette in prima linea per aiutare chi ne ha bisogno, nonostante sia creduto un mostro. Un eroe solitario che vuole solo essere lasciato in pace, ma che scoprirà di non essere solo come pensa, trovando nei Vendicatori la sua nuova famiglia, anche se non senza difficoltà.

Ant-Man/Giant-Man è uno scienziato parzialmente pacifista, in quanto quando necessario non si risparmia per l’azione, anche se non è felice di farne parte. Crede fortemente nella possibilità di riabilitare i criminali, crede negli esseri umani e nel bene che c’è in loro, caratteristica che andando avanti lo porterà a soffrire in quanto i suoi modi non sempre portano alla migliore delle soluzioni, soprattutto contro minacce pericolose.

Wasp è una ragazza solare, d’azione che a differenza del suo compagno Ant-Man non ha un approccio più attivo nell’eroismo. Non condivide la passione di Hank per la scienza e spesso per i loro modi diversi di approcciarsi al mondo discutono, si separano, ma sono legati da un forte sentimento.

Ultimo della formazione classica, ma non per importanza è Capitan America, che riprende perfettamente la sua caratterizzazione delle storie classiche di Lee Kirby. Un soldato ritrovatosi nell’epoca sbagliata, un anacronismo che cerca il suo posto in questo nuovo mondo in cui si sente solo e spaesato. In uno dei suoi più grandi momenti di introspezione confessa a Wasp la sua tristezza di fondo nello scoprire che nonostante sia passato così tanto tempo, il mondo abbia ancora bisogno di lui, non per paura di andare in battaglia, ma perché conscio che un mondo che ha bisogno di eroi come lui, è un mondo in guerra dove i malvagi minacciano la vita delle brave persone. Una persona dai forti principi, dalla grande saggezza e dalla grande gentilezza, dall’eroismo naturale che si pone sempre in prima linea per aiutare gli altri, un uomo per nulla fedele al governo, ma fedele solo al sogno.

Un grande punto a favore di questa serie sono anche i dialoghi. Credibili, divertenti, epici ma non solo: assistiamo a tante scene di conversazione dei personaggi nella loro vita civile, intervallati ovviamente da momenti di azione in cui tutta la potenza dei personaggi viene rilasciata. Di certo non mancano i momenti di maturità e cupezza, non mancano scenari che farebbero presagire nulla di buono per i nostri eroi, ma nemmeno momenti in cui il nostro tifo per loro viene ripagato con scontri mozzafiato in cui trionfano contro tutte le difficoltà, rialzandosi e combattendo senza sosta anche quando tutto va contro di loro.

Un grande esempio può essere visto nella prima apparizione di Spider-Man in cui fa un team-up con Capitan America. In questo episodio l’eroe a stelle e strisce parla all’amichevole Uomo Ragno di quartiere chiedendogli come faccia a non indignarsi o arrabbiarsi anche quando tutto il mondo sembra andargli contro, quindi il Capitano gli risponde:

Io so bene chi sei. Ho parlato con la polizia, con i pompieri, con quelli che hai aiutato. Ho sentito i loro racconti di come tu gli abbia salvato la vita. Non hai mai chiesto un riconoscimento ufficiale, una ricompensa o un semplice grazie. Non importa cosa dicono i politici, i giornali o tutto il resto del mondo, non stabiliscono loro chi tu sia, sei tu che lo fai e non lo fai con le parole, ma compiendo delle azioni. La verità verrà fuori, fino ad allora io continuerò a combattere, proprio come fai tu.

L’universo

Andando avanti nella serie i nostri eroi verranno a conoscenza di molti loro colleghi, come Pantera NeraI Fantastici 4Ms Marvell’Uomo RagnoWolverineLuke CageIron-Fist e tantissimi altri ancora, ma anche di minacce come Kang Il ConquistatoreTeschio RossoAnnihilus e moltissimi altri.

Nonostante infatti la serie non abbia diramazioni o spin-off, è riuscita a creare un universo gigantesco in cui chiunque può arrivare da un momento all’altro, che sia un eroe o una minaccia, che sia un personaggio primario o secondario, in un ruolo importante o in un cameo, questa serie è riuscita a fare dal 2010 al 2012 qualcosa che non abbiamo ancora visto nella sua interezza al cinema e che forse non vedremo realizzarsi per anni ed anni, trasporre perfettamente l’universo Marvel, con tutti i suoi personaggi, i suoi meccanismi, le sue minacce ed il suo stile.

Possiamo dire per certo che oltre ad essere la serie definitiva sui Vendicatori, questa serie sia probabilmente la migliore trasposizione dell’universo Marvel nella sua interezza in formato audiovisivo. Cosa che speriamo possa diventare in futuro l’MCU con l’acquisizione dei diritti dei Mutanti e dei Fantastici Quattro.

Le storie

Punto fondamentale da toccare sono le storie. Avvenimenti che spesso partono con una piccola anticipazione, con dei personaggi secondari o anche solo con eventi passati che si vanno ad ingrandire e che si sviluppano diventando parte fondamentale degli eventi.

La serie ha infatti il pregio di riuscire a portare ed adattare sul piccolo schermo diverse eventi fumettistici, classici e moderni, come Age of Ultron, costruita perfettamente nel corso del tempo. Secret Invasion, in cui ogni membro dei Vendicatori ha avuto dubbi riguardo ai loro avversari, compagni di squadra e conoscenti. Chiunque poteva essere un infiltrato, chiunque poteva essere parte del piano per l’invasione della terra. Altre storie come la guerra contro i Kree, lo scontro ad Asgard contro Loki, l’incontro con I Guardiani Della Galassia in una formazione diversa da quella conosciuta al pubblico di massa, una formazione precedente al film di James Gunn basata interamente sulla versione fumettistica e tanti altri eventi che hanno portato i personaggi ad evolvere sia personalmente che nei rapporti fra loro, hanno portato amicizie e dissapori, rivelazioni, colpi di scena, il convertirsi dello status quo, la caduta degli eroi e la loro rivalsa. Cambiamenti radicali nelle personalità, nei ruoli sia per quanto riguarda le identità che per le fazioni prese.

Interessante è soprattutto come questa serie abbia preceduto ciò che è stato fatto al cinema, in quanto la serie si concluse nel 2012, anno in cui uscì il primo Avengers, dopo aver visto i protagonisti affrontare vicende che solo anni dopo avremmo visto al cinema. Questo a dimostrazione del fatto che quando si decide di trasporre un universo immenso come quello fumettistico Marvel, l’importante è pianificare attentamente e avere lungimiranza, oltre che avere estrema cura di ciò che si fa, apprezzando il materiale trattato.

Insomma quando si parla di Avengers – I più potenti eroi della terra, uno dei principali punti da affrontare è come tutto, dai personaggi e le loro interazioni, i design, l’universo narrativo eccetera, lavori perfettamente in armonia con la storia, che in un modo o nell’altro porta sempre a provare grandi emozioni.

Il design

Il look della serie è principalmente basato sullo stile della leggenda Marvel, se non fumettistica in generale: Jack “The King” Kirby. Con uno stile spigoloso, proporzioni non proprio realistiche ma con il goal finale dell’azione e del dinamismo. Molti manierismi come l’imposizione delle mani o comunque dei personaggi verso il lettore/spettatore, segno distintivo di Kirby vengono riportate nella serie, o anche i dettagliatissimi sfondi tecnologici e via dicendo, tutto in uno stile moderno e cartoonesco che non vuole altro se non omaggiare uno dei più grandi autori fumettistici che abbiano mai varcato questa terra, intrattenendo lo spettatore con una grande azione.

Fattore molto interessante è anche quello dei costumi, inizialmente per la maggior parte basati sulle versioni classiche dei personaggi, senza paura di risultare ridicoli o datati, evolvendosi poi naturalmente in versioni più moderne ma con grande rispetto nei confronti delle loro versioni passate.

La principale pecca

Tristemente questa serie ha un problema, non insormontabile, ma ci sentiamo in dovere di parlarvene. Questo problema è legato alla versione italiana della serie. Noi mettiamo in chiaro da subito il nostro assoluto rispetto e la nostra grande ammirazione per il doppiaggio italiano, come detto a ragione da molti siamo i migliori del mondo in questo settore, ma non sempre, magari per motivi di tempo o per altri fattori, viene posta la giusta cura in tutti i suoi aspetti riguardo un prodotto. In particolare parliamo delle pronunce dei nomi o dei nomi stessi, che variano nel tempo senza una vera e propria continuità, come se le stagioni o gli episodi fossero stati curati a sé, senza tener conto dei precedenti.

In certi momenti ci siamo chiesti come si fossero potute cambiare in modo così repentino le pronunce dei nomi, passando da un’intonazione stabilità all’altra, dal nome italiano a quello americano come se nulla fosse, ma come detto questo problema non è insormontabile. Si tratta ovviamente di una mancanza di cura, magari giustificata, ma che non va ad inficiare sulla serie, anche grazie all’interpretazione dei doppiatori.

Doppiatori che però vi avvertiamo andranno a cambiare quasi nella loro interezza dalla prima alla seconda stagione, lasciando pochi stabili come Fabrizio Pucci su Capitan AmericaStefano Mondini su Thor e pochi altri. Anche questo è un fattore minore, ma ci sentiamo in dovere di avvertirvi così da non farvi sentire troppo spaesati e soprattutto per incoraggiarvi a proseguire comunque la serie, in quanto parliamo comunque di interpreti di tutto rispetto.

In conclusione

Avengers – I più potenti eroi della terra è senza ombra di dubbio una serie che promuoviamo pienamente.

La cura per i personaggi, l’azione, il divertimento, il dramma, il rispetto nei confronti degli spettatori a cui non vengono mai posti personaggi o storie scritti in modo troppo semplicistico, l’affetto per l’universo Marvel palese e tanti piccoli-grandi elementi come questi rendono questa serie una delle migliori serie animate Marvel, di certo parte di una trinità delle serie animate moderne e di qualità insieme a Spectacular Spider-ManWolverine e gli X-Men, una trinità di serie che tristemente ha visto la sua cancellazione troppo presto, che fosse per motivi di marketing o per dare spazio a serie più semplici che puntano ad un target più giovane ma che non hanno la stessa cura e affetto per i personaggi, che non puntano come queste sulle storie, sulla maturità, sulla caratterizzazione e lo sviluppo. Questo è un modo di approcciarsi all’animazione seriale che in Marvel non abbiamo più visto, ma che speriamo un giorno di poter rivedere.

Grazie per aver seguito fin qui e vi ricordiamo che se volete fruire di questa serie, Netflix l’ha inserita nel suo catalogo nell’aprile dell’anno corrente 2018, quindi affrettatevi numerosi e recuperate questa magnifica serie che parla di un universo Marvel in cui tutto è possibile, un universo in continuo mutamento in cui i super eroi con super problemi collaborano per sconfiggere minacce che da soli non potrebbero fronteggiare.

Avengers - I più potenti eroi della Terra: la serie animata definitiva sui Vendicatori
9Overall Score
Reader Rating 6 Votes
7.9