In una lunga intervista Matt Aitken, il supervisore degli effetti visivi per la Weta Digital, analizza alcune delle sequenze chiave del finale di Avengers: Endgame.

Attenzione agli SPOILER su Avengers: Endgame.

Thanos, il villain definitivo dell’Universo Cinematografico Marvel, è comparso sia in Avengers: Infinity War che in Avengers: Endgame, ma in quest’ultimo film è stato ucciso nei primi minuti, lasciando spazio alla sua versione più giovane provenienti da un’altra timeline.

Nel corso di una lunga intervista Matt Aitken, il supervisore degli effetti visivi per la Weta Digital (una delle tante compagnie che ha lavorato ai VFX del film) ha discusso delle differenze tra questi due Thanos, spiegando:

Abbiamo utilizzato gli stessi modelli di base per entrambi i film. Abbiamo lavorato tantissimo a Thanos durante Infinity War, ma la versione di Endgame è più giovane. Proviene dal 2014, quindi…tecnicamente è più giovane di 4 anni rispetto al Thanos di Infinity War. E’ più agile, è al massimo della sua prodezza fisica. Indossa l’armatura, è in assetto da battaglia. Nella battaglia di Titano di Infinity War è in versione “filosofo”, vestito quasi in maniera casual. Abbiamo lavorato molto sulla sua armatura, volevamo riflettere la sua giovinezza ed il suo potere, anche tramite le animazioni. Abbiamo cambiato l’approccio all’animazione e fatto anche alcuni cambiamenti tecnici, migliorando la versione vista in Infinity War.

Abbiamo lavorato moltissimo alle espressioni del volto, in particolare sui lati della sua bocca. E’ stato molto complesso, abbiamo aggiunto piccoli dettagli al suo volto per renderlo ancora più complesso e naturale, ancora più credibile.

Tutto questo è stato possibile anche grazie ad una nuova tecnologia realizzata appositamente per il film, ribattezzata come Anyma, che è stata brevettata nel 2015 e sviluppata negli anni successivi, grazie alla quale è stato possibile rappresentare ogni singola sfaccettatura del volto di Josh Brolin.

Per fare un paragone, si tratta della versione successiva della tecnologia Medusa, utilizzata in Infinity War con a dir poco risultati impressionanti, soprattutto per quanto riguarda il volto e le espressioni di Thanos.

Successivamente il supervisore dei VFX ha discusso della colossale scena d’azione del terzo atto, 45 minuti di azione senza tregua, spiegando:

Adoriamo queste sfide. E’ la più grande battaglia mai creata in questi 22 film. La portata è enorme, le aspettative sono impensabili, sapevamo di non poter fallire.

La chiave di tutto è stata la messa in scena dell’azione all’interno di questa ambientazione. C’è un filo che attraversa l’intera battaglia, ovvero portare il Guanto con le Gemme attraverso il cuore della battaglia per raggiungere il Tunnel Quantico e rispedirle indietro nel tempo.

Dato che il set fisico era relativamente piccolo paragonato a quanto visto su grande schermo, il team di effetti speciali ha utilizzato alcuni “trucchi del mestiere” per replicarlo:

Il cratere era molto piccolo, quindi in pratica hanno attraversato lo stesso pezzo di set più e più volte, ma fortunatamente gli spettatori non hanno potuto notarlo. Abbiamo cambiato la prospettiva, modificato alcuni elementi, aggiungendo elementi come fumo e nebbia per cercare di rendere questo pezzo di set molto più grande.

Parlando dell’arrivo degli eroi in soccorso di Captain America, con l’incredibile sequenza dei portali aperti da Doctor Strange, Aitken ha aggiunto:

Volevamo essere certi che le persone riconoscessero subito i portali di Doctor Strange visti nei precedenti film. Volevamo rendere le persone consapevoli sin da subito di quello che stava succedendo.

La nostra intenzione non era che si chiedessero “oh, cosa è questa cosa che sto vedendo? Sono altri soldati di Thanos o sono gli eroi?” Volevamo rendere subito riconoscibili i portali di Doctor Strange.

Avengers: Endgame

Aitken ha spiegato quindi che tutti gli sfondi sono stati realizzati da zero e non sono stati presi da precedenti film per un motivo ben preciso: l’illuminazione.

C’è il Wakanda, c’è Nuova Asgard, ma anche Titano, Kamar-Taj e Contraxia, da dove vengono i Ravegers. […]

Sullo sfondo ci sono tutti ambienti realizzati da zero in CGI, abbiamo creato ogni filo d’erba del Wakanda e abbiamo avuto il controllo completo dell’illuminazione. Per il primo portale che si apre, è stata molto importante la presenza di quella luce molto forte, nebulosa, quasi sfocata, la luce dell’alba dorata del Wakanda.

Questo ha reso difficile capire cosa stesse succedendo esattamente, i due registi volevano stuzzicare a lungo prima di mostrare T’Challa, Okoye e Shuri. Non potevano semplicemente comparire dal nulla, dovevamo prima mostrare questa nebbia e ci siamo riusciti soltanto ricreando l’intera ambientazione in CG.

Fonte 1  – Fonte 2