Attenzione, questo articolo contiene svariati e importanti spoiler di Avengers: Endgame. Se non avete ancora avuto modo di andare al cinema, vi consigliamo caldamente di evitare la lettura. Grazie.

L’articolo qui presente è forse, personalmente parlando, stato il più complesso nella sua struttura e nei suoi intricati contenuti. Sperando di sottoporvi un elaborato quanto più semplice nella sua comprensione possibile, oggi provo a far definitivamente chiarezza sul concetto di viaggio del tempo mostrato all’interno di Avengers: Endgame. Un argomento decisamente spinoso che ha sollevato un enorme polverone e che, reputo onestamente, sia giusto mettere in risalto vista la non proprio eccelsa spiegazione presente proprio all’interno della pellicola firmata Marvel Studios.

Prima di partire è bene sottolineare una questione scindendo, ed è fondamentale farlo, il fumetto con l’opera cinematografica visto che, sebbene ci sia stata una volontà di seguire il concetto di viaggio del tempo ben noto e consolidato nelle opere cartacee della Casa delle Idee, a un certo punto i Fratelli Russo hanno voluto, magari cercando di strafare, osare fin troppo in scelte che per un neofita del fumetto potrebbero risultare effettivamente prive di senso di logico.

Lo sono fino a che, consiglio personale, non provate a esulare quel pensiero e seguirne un altro: stavolta, essendoci numerosi avvenimenti off-screen, bisogna solo che dar sfogo a una coerente immaginazione e ad un minimo di interpretazione per far quadrare tutto l’insieme. Follia in quel che dico? Mera giustificazione verso un prodotto? No e, ribadisco fermamente, no. Ma andiamo al succo del discorso, direi che è il momento.

fratelli Russo

Il viaggio del tempo secondo la Marvel, ecco come funziona

Se non si è mai avuta la possibilità/volontà di leggere uno spillato americano, fortunatamente, è stato proprio il recente Spider-Man: Un nuovo universo (sarà forse banale nel dirlo ma, se non l’avete ancora visto, fatelo quanto prima) a dare un primo sensato accenno cinematografico al concetto di viaggio temporale della Marvel. La legge è tanto basilare quanto semplice nella sua comprensione: i viaggi del tempo, semplicemente, non possono esistere. In parole povere, quando si torna indietro nel tempo, automaticamente si viene a creare una realtà alternativa. Formandosi dunque una dimensione parallela a quella originale, pur interagendo totalmente in quella realtà, non si andrà mai a modificare alcun corso degli eventi già noti e passati.

Non avete ancora capito? Tranquilli, vi riporto il pratico e illuminante esempio del “Paradosso del Nonno”: se tornassimo nel passato per uccidere nostro nonno, nel nostro attuale presente lui sarebbe ancora vivo bensì si verrebbe a creare una realtà alternativa in cui noi stessi, a causa dell’azione commessa, non nasceremo ma comunque saremo in vita nella nostra realtà di partenza. Questo modus operandi viene spiegato a grandi linee in un breve intermezzo di Endgame durante i preparativi per il primo viaggio temporale di Barton quando, in un misto di serietà ed ironia, Rhodes e Lang intavolano un discorso del genere venendo poi costantemente bocciati da Hulk e da Nebula. Quello è il momento cruciale per seguire appieno la logica narrativa creata dai Russo.

Non siete ancora del tutto convinti? Nessun problema, torno alla carica segnalandovi il secondo, e importante, momento in cui in Endgame è stata data una spiegazione: l’illuminante dibattito tra l’Antico e Bruce Banner. Introducendo velatamente il discorso delle realtà alternativa con la parola “ramificazione”, l’Antico sembra confermare quanto abbiamo detto fino ad ora ossia che, rimuovendo la Gemma del Tempo in quella precisa realtà se ne andrebbe a creare automaticamente un’altra di ignota sostanza.

“Se rinuncio alla Gemma del Tempo per aiutare la tua realtà, la mia sarà distrutta. Le Gemme dell’Infinito creano quello che tu percepisci come flusso del tempo. Se rimuovi una di quelle gemme, quel flusso si divide. Questo potrebbe avvantaggiare la tua realtà, ma sicuramente mina la mia nuova. In questo nuovo ramo della realtà, senza la nostra arma principale contro le forze dell’oscurità, il nostro mondo verrà devastato, milioni di persone soffriranno.”

Per far tornare le cose in ordine, proprio come accaduto alla fine del film, come suggerisce Banner l’unico modo è proprio quella di rimettere la suddetta Gemma nell’esatto momento in cui è stata prelevata al fine di salvaguardare la realtà: attenzione, essendo stato dato per scontato dai Russo, parallelamente sono venute a creare numerose realtà off-screen che dovremo semplicemente idealizzare sfruttando la nostra immaginazione.

Se infatti la logica può spiegare un determinato fatto non può esser definito un “buco nella sceneggiatura” bensì una chiara e voluta scelta da parte dei registi. Suvvia, a questi livelli, pensate realmente che in casa Marvel Studios non abbiano pensato e ripensato per oltre 3000 volte a questo susseguirsi di avvenimenti? Io, sottolineando come nessuno mi stia pagando per difendere a spada tratta tutto questo, penso proprio di sì.

Avengers: Endgame

Il viaggio del tempo in Avengers: Endgame, analizziamo caso per caso

Quindi, sperando che la spiegazione sia stata compresa, mi accingo ad affrontare alcuni tra i casi più discussi di Avengers: Endgame legati ai viaggi temporali. Senza indugiare oltre, in maniera decisamente schematica, eccovi un pratico elenco di soluzioni alle varie problematiche mosse dalla critica che, volente o nolente, dovrà rivedere le proprie certezze. Chi vi parla non è la verità assoluta sia chiaro eh, ha solamente speso del tempo (grazie anche a ben tre visioni) nel provare ad analizzare per bene l’insieme delle cose.

Il caso Loki: dopo il malinteso del 2012, Loki che fine fa? Come ben noto, fugge aprendosi un varco tramite il Tesseract (Gemma dello Spazio). E dove va? Al momento, oltre che sottolineare come entrerà a gamba tesa all’interno di una timeline alternativa e inedita, possiamo solo che proiettare la nostra attenzione verso l’attesa serie televisiva in arriva sulla piattaforma Disney+. Chissà, magari essendo conscio del suo fallimento (Avengers), potrebbe modificare alcune sue azioni e farci vivere una trama tanto avvincente quanto imprevedibile vista la possibile alterazione del corso degli eventi.

A riguardo, stando a quanto spiegato da The Hollywood Reporter alcuni mesi fa, la serie TV “sarà incentrata sugli inganni e l’abilità da mutaforma di Loki mentre influenzerà gli eventi storici dell’umanità.” Possiamo aspettarci una linea temporale completamente stravolta dal Dio degli Inganni?

Il caso Nebula: perché la Nebula del presente non scompare dopo aver colpito a sangue freddo la sua versione passata? Semplice perché, come spiegato precedentemente, un’azione commessa con un personaggio del passato non ha ripercussioni nel presente/futuro. Tutto qua.

Il caso Thanos: come può il Titano Pazzo e la sua mastodontica armata arrivare nel presente senza avere le particelle Pym, visto che la Nebula del passato aveva sfruttato l’unica ampolla rimasta per attuare il suo strategico e subdolo piano? A questo quesito onestamente avevo già dato una risposta interiormente ma, fortunatamente, i Fratelli Russo hanno spiegato il motivo: Fauce d’Ebano e il suo team di ingegneri/scienziati, grazie alla magia e al supporto di una tecnologia aliena decisamente più avanzata rispetto a quella umana, sono riusciti celermente a riprodurre una simil versione delle particelle prodotte da Hank Pym e, successivamente, sfruttarle per andare nel futuro e combattere gli Avengers dopo che Nebula ha aperto loro il passaggio. Stesso discorso per il dispositivo creato da Tony Stark per viaggiare nel Regno Quantico.

Il caso Steve Rogers: come fa Captain America a vivere la propria vita nel passato e, da anziano, tornare nella realtà di partenza per consegnare lo scudo a Sam Wilson? Qui bisogna semplicemente prestare attenzione a un dettaglio: quante fiale di particelle trafuga Steve Rogers nel laboratorio di Hank Pym nel 1970? Quattro. Perché questo sovrannumero visto che, teoricamente, ne servivano solamente due (per lui e Stark) per poter tornare nel loro presente? Steve aveva già in mente un piano che, sebbene possa sembrare egoista, è giusto rispettare visto che, per cause ineluttabili, non ha potuto godere della propria vita visto la malaugurata sorte che il destino gli riservò molto anni prima. Grazie a quelle due fiale extra dunque il buon Rogers, dopo aver riposto le Gemme dell’Infinito in ogni realtà affine (in questo caso, curiosamente, le ha portate in una valigetta e non nel loro involucro, che sia l’Orb o lo scettro di Loki) ed aver chiuso così ogni diramazione, ha potuto inizialmente tornare da Peggy e, dopo aver celebrato il proprio amore con la sua eterna amata, ha intuitivamente usato l’ultima fiala per ritornare nella realtà di partenza e compiere il solenne passaggio di consegna dello scudo. Infine, ultimo quesito: come mai è anziano? Ricordatevi la regola del tempo che si attua nel Regno Quantico e di ciò che è accaduto a Scott Lang, tutto qua.

Ancora qualche dubbio? Per concludere questo articolo, sfruttando il web come fonte di sapere assoluta (se si cerca bene, è oro per le nostre sinapsi), vi riporto un pratico schema per comprendere appieno tutti i vari salti temporali compiuti all’interno di Avengers: Endgame. Spero che quanto scritto vi sia stato utile, rimanete sintonizzati sulle pagine di Comics Universe per ulteriori approfondimenti in merito alla magna pellicola confezionata dai Marvel Studios.