Avengers: Endgame – analisi del secondo trailer della magna opera firmata Marvel Studios

I Fratelli Russo continuano, senza sosta, a prendere goliardicamente in giro la spasmodica community della Casa delle Idee pubblicando, senza alcun tipo di preavviso, l’emozionante secondo trailer dedicato ad Avengers: Endgame. La magna opera dei Marvel Studios che, ufficialmente, segnerà la fine della “Fase 3” dell’Universo Cinematografico Marvel e proietterà gli spettatori verso una nuova Era. La fine è parte del viaggio, come ha recentemente sottolineato Tony Stark, e tutti noi siamo pronti (o forse no, vista la drammaticità intravista nelle espressioni degli attori) a veder chiusa una delle parentesi cinematografiche più intense e apprezzate che la storia ricordi.

Senza perderci in sterili chiacchere andiamo subito al nocciolo della questione: a qualunque costo, come ripetuto più volte nella clip, i Vendicatori daranno nuovamente battaglia al potente Thanos per avere giustizia e, chissà, far tornare tutto com’era prima. Tante sono le possibili azioni da compiere per raggiungere l’obiettivo ma noi, anche solo per dar modo a voi di fantasticare ed elaborare una propria idea, eviteremo in questa analisi anche solo di influenzarvi. A volte, o almeno personalmente credo, è bello che le persone non arrivino preparate a un qualcosa che si, chiuderà un ciclo, ma che non ha dato fino ad ora alcun lampante indizio per arrivarci serenamente con un facile ragionamento. Se avete letto i cicli cartacei di Infinity War, passando da Jim Starlin fino al recente Jonathan Hickman, avrete già delle chiare idee in merito e, dunque, non dirò altro. In questo momento, sia chiaro.

Cosa ci lascia questo trailer? Un testamento o, in un’altra interpretazione, un omaggio all’ormai decennale viaggio che i Marvel Studios, con i loro alti e bassi (fortunatamente pochi), hanno fatto compiere tenendo per mano una ingente schiera di nuovi appassionati e, soprattutto, ammiccato costantemente l’occhio a persone, come il sottoscritto per esempio, che hanno stretto un albo americano tra le mani fin dalla giovanissima età. Questa è la loro vittoria più grande e indiscutibile. L’emozione provata alla prima visione è puramente soggettiva, ognuno di voi avrà infatti avuto un sussulto al proprio cuore in un determinato e personale/privato momento, ed è proprio questo il bello di Endgame: la palpabile manifestazione di una maturazione ormai completa del fruitore di blockbuster supereroistici. Molti rimarranno, alcuni se ne andranno, ma una sola certezza rimarrà immutata; qui si è fatta la storia del cinema di intrattenimento, che piaccia o meno (de gustibus) ai soliti e strenui detrattori. Non sono discorsi da fan urlanti, sono dati di fatto.

Cosa esalta questo trailer? Per la prima volta in assoluto, la figura di Steve Rogers nel suo ruolo da sempre naturale: leader degli Avengers, che in questo filmato indossano le nuove tute bianche – che ricordano il design del costume di Ant-Man. Personalmente non ho mai ben compreso la gestione complessiva di Captain America ma ora, ed è ancor più chiaro nel nuovo poster promozionale rilasciato assieme al trailer, come sia finalmente stata data la giusta centralità e leadership a un personaggio che, da sempre nella sua storia, ha avuto la funzione di collante tra personalità tanto diverse tra di loro quanto unite per proteggere la Terra e l’Universo da avverse minacce. Sarà lui a compiere il sacrificio ultimo per portare a termine la missione o sarà, ad esempio, un inaspettato Thor a perire chiudendo un cerchio, che più volte ha ricordato la tragedia greca, del Dio-Eroe maledetto? Questo al momento non lo sappiamo ma, di certo, è facilmente ipotizzabile come sarà uno dei perni a cui la narrazione di Endgame si appoggerà per sviluppare una trama che, ne sono sicuro, farà rimanere tutti a bocca aperta. I Fratelli Russo e Kevin Feige non sono mai stati banali e, posso metterci la faccia, affermo sin da ora che tutto quel che stiamo osservando non è altro che un sagace velo a una verità ben celata e che, a discapito dei soliti leak, rimarrà tale fino al prossimo 24 aprile.

Menzione d’onore a Natasha Romanoff che, assieme a Rogers, alimenterà il flebile fuoco della rivolta riunendo più alleati possibili nella battaglia finale. Chi di voi non si è soffermato allo sguardo rivolto a Ronin (nuova identità di Clint Barton, ex Occhio di Falco), personaggio colmo d’odio e perso nel desiderio di vendetta? Mano nella mano, da amici quali sono da sempre, potranno vivere il dolore l’uno sull’altro dandosi reciproca forza. Questi rapporti, coltivati nelle precedenti avventure, sono uno dei plus che più apprezzo della gestione Feige.

Cosa presenta indirettamente il trailer? Il futuro dei Marvel Studios. Rivedendolo più e più volte, ho come avuto la sincera impressione di come Endgame sarà l’apotosi della vittoria del bene sul male ma in una veste così particolare e drammatica da risultare, paradossalmente, amara. Il vecchio e il nuovo andranno a collidere in un’ultima grande messa in scena fino a portare un metaforico “Big Bang” all’Universo Cinematografico Marvel. Motivo di questa riflessione? La commovente carezza di Clint Barton alla propria figlia, probabilmente venuta a mancare dopo la terribile azione mossa da Thanos, mentre è intenta a tirare con l’arco. Sarà per caso Kate Bishop? Vedremo dei Giovani Vendicatori nella Fase 4? Tante sono le domande e, fortunatamente, al momento poche le risposte da dare o teorizzare.

A presto per ulteriori approfondimenti in merito ad Avengers: Endgame, ci sarà tanto da parlare.