In concomitanza con il rilascio di due trailer del secondo capitolo dedicato all’Arrampicamuri del Marvel Cinematic Universe, abbiamo deciso di analizzarli nei minimi dettagli.

Finalmente Spider-Man: Far From Home è approdato sulla rete nella forma di due trailer. Uno principale ed uno internazionale. Combinando tutti gli elementi che ci sono stati mostrati nel corso di essi possiamo venire a scoprire alcuni particolari interessanti, richiami alla controparte cartacea e perché no, dedurre qualcosa sulla trama principale.

Iniziamo con l’analisi:

Il primo trailer rilasciato ha la sua scena di apertura situata ad un rifugio per i senzatetto, in pieno stile F.E.A.S.T., un rifugio divenuto recentemente famoso grazie al videogioco Marvel’s Spider-Man, ma che era già stato inserito nella storia fumettistica da Dan Slott, facendoci lavorare niente meno che zia May.

Sembra proprio che la cara zia di Peter Parker abbia deciso di rendere utile la professione da supereroe del nipote, in quanto vediamo i due utilizzare la fama del supereroe per far salire agli onori della cronaca la struttura.

In seguito veniamo a scoprire uno sviluppo parzialmente inedito per i fan del fumetto: degli accenni di una possibile relazione tra May Happy Hogan (che tiene in mano un assegno firmato da Pepper Potts). Peter ne rimane scioccato e probabilmente anche molti di voi, ma non temete, non si tratta certo di una novità. Negli anni successivi alla morte di Ben, la cara zia May ha avuto diverse relazioni, passando da Nathan Lubensky, arrivando a J. Jonah Jameson Sr., padre del direttore del Daily Bugle. Non molti lo sanno, ma in una storia ha quasi celebrato le nozze con il Dottor Octopus.

In seguito veniamo a conoscenza del viaggio scolastico che intraprenderà Peter Parker durante una conversazione con il signor Delmar, negoziante introdotto precedentemente in Spider-Man: Homecoming.

Troviamo finalmente un gradito ritorno: una scena in cui ci viene mostrato Spidey volteggiare tra i grattacieli di New York (e passando per la Grand Central Terminal vista già in The Avengers) , elemento assente nel precedente capitolo, sia probabilmente per motivi di budget (ricordiamoci che Spider-Man: Homecoming ha avuto il budget più basso di tutti i film ambientati nel Marvel Cinematic Universe), che per motivi di produzione, in quanto non si volevano replicare gli elementi visti nei film precedenti, arrivando al motivo principale: quello narrativo. Homecoming era una storia concentrata in un piccolo mondo che andava ad evolvere assieme al suo protagonista, ma con l’uscita di questo secondo capitolo sembra che il piccolo mondo si stia finalmente ingrandendo, in quanto il Tessi-Ragnatele è tornato a volteggiare tra i grattacieli.

Vediamo Peter intento a ritirare il suo passaporto in una breve sequenza, che ci regala però una curiosità interessante: sul documento di Peter veniamo a scoprire che la sua data di nascita risale al 10 agosto, giorno in cui è uscii in America Amazing Fantasy #15 (in anticipo rispetto alla data sulla copertina), albo in cui il personaggio fece la sua primissima comparsa nella storia. Un piccolo riferimento ad un grande evento.

In seguito veniamo a conoscenza di una scelta fatta da Peter Parker che potrebbe rivelarci molto sul suo personaggio in questa pellicola: la sua decisione di lasciare a casa il costume. In una scena che ce lo mostra difronte al costume nell’armadio, quasi a richiamare l’iconica scena di Spider-Man 2, il nostro eroe decide di chiudere l’armadio e portare con sé solo gli abiti da civile, dicendo di voler passare una vacanza tranquilla solo come Peter Parker, di voler stare con MJ e aggiungendo che l’Europa non ha bisogno di un amichevole Spider-Man di quartiere. Ma saranno solo queste le sue motivazioni? Molti speculano si tratti di un rifiuto della maschera in seguito agli eventi traumatici di Avengers: Infinity War, ma vista la mole di scene che ci mostrano Spider-Man in attività a New York, potrebbe anche semplicemente trattarsi di una teoria. Staremo a vedere.

In seguito passiamo però all’inizio del trailer internazionale, dove vediamo Peter e la sua classe in aereoporto, ma a sorpresa (sia per noi che per lo stesso ragazzo) tra gli oggetti presenti nella valigia vediamo il costume in bella vista, con sopra un biglietto firmato da zia May su cui troviamo scritto “te ne sei quasi dimenticato!”. In seguito però la scena ha un risvolto comico e vediamo Peter parlare con l’addetta alla sicurezza e scoprire che l’unica cosa che non può portare è una banana. La scena è visibilmente tagliata, in quanto vediamo in un breve frame l’agente con in mano il costume, probabilmente spacciato per un costume da halloween per una festa in maschera da Peter stesso, proprio come è spesso avvenuto nel fumetto.

La tematica romance tanto cara al personaggio torna a farsi sentire, questa volta con due relazioni nel film, quella tra NedBetty Brant (brevemente accennata), ma soprattutto quella tra MJPeter, che sembra cominciare ad ingranare. Abbiamo la conferma: Zendaya è MJ, non sappiamo se questo acronimo stia per Mary JaneMichelle Jones o perché no, se il vero nome del personaggio sia in realtà qualcosa di simile a Mary Michelle Jane Watson, ma comunque sia i due hanno una visibile chimica su schermo, li vediamo uscire insieme in diverse e Peter stesso come detto in precedenza esprime la sua volontà di voler stare un po’ più insieme a lei e meno nei panni di Spider-Man, il genere di problema che non manca di certo nelle storie classiche della controparte cartacea.

In seguito arriviamo nella stanza di PeterNed, dove vediamo l’entrata in scena di un personaggio noto ai fan Marvel e a Peter stesso: Nick Fury, che narcotizzando Ned si rivela a Peter chiamandolo col nome di Spider-Man, una modalità che ricorda vagamente quella vista nel fumetto Spider-Man Versus Wolverine del 1987, dove l’artigliato Canadese si intrufolava nella stanza di un Peter Parker disilluso che aveva lasciato il costume a New York partendo per Berlino per via del suo lavoro al Daily Bugle. L’idea di inserire Nick Fury come mentore di Peter non è nuova, ma era già stata introdotta diversi anni fa nella serie fumettistica Ultimate Spider-Man, mostrandoci un rapporto conflittuale tra i due, nonostante comunque ci fosse rispetto ed ammirazione reciproca. Forse in questo film Peter verrà finalmente trattato da adulto come tanto sperava succedesse in Spider-Man: Homecoming, ma in vista della famosa “fortuna dei Parker“, la cosa potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio, mostrandoci esattamente come nella controparte cartacea un Nick Fury meno intento a proteggere il ragazzo e più come si suol dire a “fargli fare le ossa sul campo”, mettendo però in pericolo la sua vita.

Molti si staranno chiedendo come mai non sia scattato il Senso di Ragno ad avvertire Peter della presenza di Fury, ma la risposta può probabilmente essere trovata nella risposta che l’eroe da alla spia “Lei è Nick Fury!”. Non molti lo sanno, ma il Senso di Ragno ha un funzionamento complicato e non scatta con quelle persone che Spidey non considera minacce, come mostrato sia nel precedente capitolo quando Ned venne a scoprire Peter nei panni di Spider-Man, ma soprattutto in una famosissima storia fumettistica, la prima storica Saga del Clone. In questa storia veniva rivelata l’identità di un nemico del Ragno, lo Sciacallo, il quale misteriosamente non faceva scattare il suo Senso di Ragno e quindi era in grado di coglierlo alla sprovvista. Ebbene dietro la maschera di questo nemico si celava l’insegnante universitario di PeterMiles Warren, il quale era conosciuto da Peter e visto come una figura amica. Non è quindi difficile immaginare che conoscendo la figura di Nick Fury ed ammirandolo come colui che ha diretto lo S.H.I.E.L.D. ed ha unito gli AvengersPeter non lo consideri una minaccia, ed ecco spiegato perché il Senso di Ragno non scatta per proteggerlo.

In seguito veniamo a scoprire che Fury ha reclutato il protagonista per una missione, combattere gli Elementali, un gruppo di creature mostruose composte dai quattro elementi: aria, acqua, fuoco e terra. Questi nemici sono sparsi per il mondo e molti potrebbero pensare addirittura che Fury abbia orchestrato la gita scolastica in Europa per portare Peter nei punti strategici in cui si trovano i nemici. Questo gruppo è presente nei fumetti ed è composto da Hydron (Acqua), Magnum (Terra), Hellfire (Fuoco) e Zephyr (Venti). Non è chiaro se questi personaggi saranno presenti o se la loro controparte fumettistica sarà solo richiamata dal loro aspetto.

Vediamo in azione l’Uomo Ragno con il suo nuovo costume rosso e nero, intento a planare con le sue ali di ragnatela verso il Tower Bridge di Londra, avvolto da una coltre di fumo che potrebbe rivelarsi essere dove l’Elementale Zephyr, ma in vista di una serie di fulmini e di particolari luci che provengono dal posto, non è difficile immaginare che si tratti delle macchinazioni di un certo personaggio che ci verrà presentato a fine trailer.

Successivamente una serie di brevi sequenze il cui contesto è più o meno chiaro a seconda di quale andiamo a vedere. Ad esempio non è chiaro il perché dell’ingresso di una serie di uomini armati in quello che sembra proprio un ristorante, ma vediamo chiaramente come gli eventi di questo film si vadano ad abbattere sulle persone care a Peter: i suoi compagni di classe, visibilmente sconvolti che cercano di sfuggire dai fulmini sul Tower Bridge.

Ci viene mostrato brevemente anche il secondo nuovo costume presente nel film, una tuta stealth completamente nera che sembra essere in grado di spostare la posizione delle lenti della maschera. Sappiamo che si tratterà di una tuta fornita dallo S.H.I.E.L.D. e riusciamo ad intuire che quella presente sullo sfondo è Venezia, si tratterà quindi di un prototipo creato in attesa che venga completato il nuovo costume rosso e nero? Staremo a vedere.

In conclusione vediamo Peter combattere contro Hydron (Hydroman) in abiti civili, riuscendo a malapena a farcela, rivelandoci però la presenza di un personaggio molto noto ai fan del fumetto: Mysterio, interpretato da Jake Gyllenhaal, il quale intima a Peter di togliersi dall’azione dicendogli “è meglio che ne stai fuori”. In seguito lo vediamo combattere la creatura con quelli che sembrano essere poteri magici, ed è qui che un elemento molto interessante viene ripreso direttamente dalla prima apparizione fumettistica del personaggio: il suo spacciarsi per eroe. I lettori lo sanno, nella sua prima storia Mysterio si presentava come l’eroe dalle stupefacenti doti magiche pronto a cacciare Spider-Man dalla città, rivelandosi in realtà Quentin Beck, esperto di effetti speciali in cerca di fama e di gloria, oltre che di un bottino facile. Non è quindi difficile immaginare che in questa pellicola Beck si spaccerà come un nuovo supereroe dotato di poteri magici, per attirare fama e fortuna a sé, quando in realtà si tratta solo di alta tecnologia ed illusioni. Che sia forse lui dietro alla comparsa di questi Elementali? Infondo non è la prima volta che assistiamo ad un nemico che crea una finta minaccia per fingersi un eroe, dato che lo stesso stratagemma era stato usato con Sindrome ne Gli Incredibili, il film d’animazione targato Pixar.

In conclusione veniamo a conoscenza di un fattore che ha contraddistinto il personaggio nei suoi primi anni: il suo principale rivale come Peter ParkerFlash Thompson è un grande fan di Spider-Man, esattamente come nella sua controparte cartacea. Nelle storie di Lee DitkoFlash arrivò persino a fondare un fan club del supereroe, mettendo in mostra la contrapposizione tra i suoi sentimenti di disprezzo per Peter Parker e la sua grande ammirazione per l’Uomo Ragno.

In conclusione questi trailer ci portano di fronte molti elementi, ma non troppi. Tutto ciò che ci viene mostrato era stato già anticipato da dichiarazioni o da elementi leaked come foto e video sui vari set. Due trailer ben confezionati che ci anticipano molte atmosfere classiche del personaggio, come l’azione, il dramma, la voglia di Peter di cominciare a vivere la sua vita lontano da Spider-Man e che in generale ci fa sentire a casa, nonostante ci porti lontano da essa.