Il Marvel Cinematic Universe è stato portatore di cambiamento per l’industria cinematografica e non solo, imponendosi con una scaletta pianificata minuziosamente negli anni portando minimo un film all’anno. Ma come è nato questo progetto? Ve ne parliamo in questo nuovo speciale.

Oggi sono esattamente 10 anni dall’uscita del primo Iron Man in Italia, un film che ha dato vita all’universo condiviso più grande di sempre: l’Universo Cinematografico Marvel, che grazie ad Avengers: Infinity War ha superato da poco 15 miliardi al box office.

10 anni di personaggi indimenticabili, di una formula vincente e di storie più o meno riuscite, alcune fin troppo audaci ed altre meno, che sono riuscite comunque a dar vita ad una “grande famiglia” di fan, che hanno riversato tutto il loro amore nel progetto.

Ma come è nato tutto ciò? ve ne parliamo in questo speciale, in cui analizziamo la storia delle produzioni tratte dai fumetti dagli anni 40 ad oggi.

Un po’ di storia sui film tratti dai fumetti

Questo genere non è nuovo come si pensa, anzi trae le sue radici poco dopo la creazione del genere stesso che va a trasporre. Potremmo considerare un punto di partenza gli anni 40, periodo in cui venivano presentati dei serial con protagonisti i più amati personaggi dei fumetti supereroistici come SupermanBatmanRobinCapitan MarvelThe PhantomCapitan America.

Il genere era acerbo ma già si intravedevano le basi di ciò che sarebbe stato, le storie venivano riadattate rapportandosi al medium in cui si trovavano, tentando però di conservare la loro essenza originaria, ciò che rendevano quei personaggi e quelle storie tanto amate. Il genere andò avanti altalenante, ma ebbe una vera e propria ripresa nella fine degli anni 70, con l’arrivo al cinema di Superman di Richard Donner interpretato da Christopher Reeve. Il film fu un successo incredibile e da esso scaturì una nuova ondata di trasposizioni cinematografiche dei personaggi fumettistici, più o meno di successo a seconda delle circostanze.

La prima onda creata dal film sul personaggio bandiera di casa DC divenne maremoto e da essa scaturirono film come la prima saga cinematografica di BatmanTartarughe NinjaIl Corvo e tanti altri, con una risposta sempre più debole se non invisibile o addirittura assente da parte della Marvel. La Casa delle Idee aveva già in cantiere diversi progetti con altre case cinematografiche, ma non tutti andarono in porto.

La Casa delle Idee tentò la sorte creando la prima trasposizione dedicata ai Fantastici Quattro, ma il risultato fu così disastroso che non arrivò nemmeno nelle sale, anche se ad oggi è possibile reperirla online. Uscì nel formato direct-to-video un film dedicato a Capitan America. Vennero creati film per la TV derivati da serie come quelli dedicati all’Uomo Ragno con protagonista Nicholas Hammond, un film dedicato a Nick Fury con protagonista David Hasselhoff, ma mai nulla di concreto, niente che creasse scalpore o successo come riusciva a fare la distinta concorrenza.

James Cameron si disse interessato da prima ad una trasposizione cinematografica degli X-Men, per la quale fece addirittura un incontro con Chris ClaremontStan Lee. Il Sorridente Lee però non perse tempo e all’inizio dell’incontro chiese al regista se fosse vero ciò che aveva sentito, ovvero che lui fosse un grandissimo fan di Spider-Man, lo sguardo di Cameron si illuminò e il progetto sui mutanti andò a sfumare di fronte agli occhi di Claremont in favore di uno dedicato all’Uomo Ragno.

Il progetto non andò mai importo, molte leggende circolarono e continuano a circolare al riguardo ancora oggi, leggende che vedevano nel film un Dottor Octopus interpretato da Arnold Schwarzenegger, ma non arrivò mai nessuna conferma, ed anzi si può trovare ancora oggi in rete la sceneggiatura completa ed illustrata del progetto, ma non divaghiamo.

Il genere morì, venne ucciso quasi definitivamente da Batman & Robin, pellicola dedicata al Cavaliere Oscuro talmente scadente e fallimentare da far perdere la speranza in questo tipo di film, almeno fino al 2000.

Un nuovo inizio

Erano gli anni 2000 quando al cinema uscì il film di Bryan Singer X-Men, film dedicato al super gruppo dei mutanti Marvel.

I diritti cinematografici erano stati comprati dalla Fox che senza saperlo scatenò il nuovo boom dei cinefumetti che avrebbe un giorno portato al MCU. In seguito uscì nel 2002 Spider-Man di Sam Raimi, che fece esplodere definitivamente il genere e da lì in poi uscirono film più o meno riusciti come L’Hulk di Ang Lee, il Daredevil con Ben AffleckI Fantastici 4 di Tim StoryBatman Begins di Christopher Nolan che cambiò il genere e sdoganò il concetto di reboot al cinema, immolandosi come una vera e propria pietra miliare e dando vita ad una saga storica.

I film avevano un successo altalenante nonostante la loro presenza, ma qualcosa mancava, quel qualcosa che separò una generazione dall’altra, un concetto che possiamo riassumere con una sola parola: pianificazione.

“C’era un’idea…”

Nel 2008 nelle sale uscì Iron-Man, un film mediamente atteso con protagonista Robert Downey Jr. nei panni di un supereroe Marvel che il grande pubblico non conosceva particolarmente, soprattutto se messo in paragone con altri eroi cinematografici di quel periodo.

Il film fu un successo, ottima azione, umorismo, un personaggio carismatico che l’attore sembrava nato per interpretare, ma alla fine dei titoli di coda accadde qualcosa di strano ed unico, un uomo interpretato da Samuel L. Jackson con una benda sull’occhio e che diceva di chiamarsi Nick Fury, disse a Tony Stark che non era solo, che aveva appena fatto un passo in un mondo più vasto, chiudendo il tutto parlandogli del progetto Vendicatori.

La frase in sé è col senno di poi quasi meta-cinematografica, Fury non parlava solo a Stark, ma al film stesso, al genere stesso.

Pensa di essere l’unico supereroe al mondo? Signor Stark lei è entrato a far parte di un universo più grande, solo anche ancora non lo sa.

Quello che è nato come un semplice esperimento, quasi uno scherzo, come ammesso dal regista Jon Favreau, con il tempo si è evoluto. I personaggi che inizialmente stavano per essere ceduti a major rivali come Thor alla Sony e Captain America alla Warner Bros. sono diventati pian piano i cardini di questo universo narrativo della Marvel, che con l’acquisizione da parte della Disney ha iniziato a strutturare un progetto cinematografico senza precedenti; un progetto che con gli anni sarebbe entrato nella storia.

Anno dopo anno uscirono sempre più film ed avevano tutti qualcosa in comune l’uno con l’altro. Che fosse lo stesso Stark nella scena post-credits de L’Incredibile Hulk che faceva un salto per parlare di quel misterioso progetto al generale Ross o l’agente Coulson dello S.H.I.E.L.D. aveva poca importanza, il pubblico sapeva cosa aveva di fronte, non riusciva a crederci ma gli appassionati erano consci che davanti a loro si stava formando un universo al cinema non dissimile da quello che avevano sempre amato leggere nei fumetti o vedere sul piccolo schermo. Mentre per chi non era a conoscenza di tutto questo, fu di certo una grandissima sorpresa. Il tutto culminò con il film The Avengers, un successo cinematografico, ma anche un film rimasto nella storia che riuniva tutti gli eroi visti precedentemente nei loro standalone.

Da allora né è passato di tempo e questo universo narrativo si è sempre più arricchito di grandi film, personaggi e tonalità, prendendosi rischi (non sempre ripagati) ma soprattutto dimostrandoci che pianificando e avendo cura di un progetto, si può creare qualcosa di eccezionale.

Da questo punto di vista, il discorso di Nick Fury aveva ancora una volta una funzione meta-cinematografica:

C’era un’idea. Si chiamava “Progetto Vendicatori”. La nostra idea era di mettere insieme un gruppo di persone eccezionali sperando che lo diventassero ancor di più.

Ed è esattamente ciò che successe. Tassello dopo tassello, personaggio dopo personaggio, quest’idea si concretizzava ed ora ci troviamo davanti al suo punto più alto, la convergenza narrativa di tutti i personaggi protagonisti di queste incredibili vicende: Avengers: Infinity War, ma qual è il segreto di questo universo?

“È questo il mio segreto…”

Dopo aver ripassato la storia possiamo andare al cuore di questo speciale, il segreto del Marvel Cinematic Universe.

L’MCU ha cambiato il modo di fare intrattenimento perché, come detto sopra, è basato principalmente sulla pianificazione, una programmazione scrupolosa, attenta e quasi ossessiva tramite il lavoro ispirato o meno di persone che non hanno lo scopo di aggiustare i personaggi, renderli più cool o cose del genere, bensì di farli splendere per ciò che sono, mostrandoci le loro caratteristiche principali.

Durante gli anni questo universo si è diviso in fasi, con film che hanno cambiato titoli, argomenti, con l’aggiunta di personaggi importantissimi come l’Uomo Ragno ma seguendo sempre un modello, quello di una linea che converge ad un punto unico, ogni film è atto a presentarci una vicenda, farci conoscere i personaggi, farci vivere avventure, ma anche a portarci al cinema per il successivo e quello dopo ancora, per vederli convergere insieme in un progetto unico, cercando prima di fare conoscere questa gigantesca saga cinematografica per uno stile unico e unito, degli action movie con una vena umoristica non indifferente, per poi differenziare lentamente il genere, con film che più convergevano su un misto tra fantascienza e commedia come i Guardiani Della Galassia di James Gunn o anche verso lo spionistico intricato come Captain America: The Winter Soldier.

Questo modello già esistente in precedenza al cinema in progetti come il View Askewniverse di Kevin Smith, ma non in questa specifica modalità, è dilagato sempre più, dando vita a progetti come il Dark Universe della Universal ed al DC Extended Universe della Warner Bros.

Marvel negli anni ha espanso questo concetto in televisione, realizzando serie come Agents of S.H.I.E.L.D., Agent Carter o le varie produzioni con Netflix per dare spazio a personaggi più urbani come come Daredevil e le altre serie dedicate ai Difensori. Tutti prodotti che tramite semplici citazioni o intrecci di storyline si sono collocate nel Marvel Cinematic Universe più o meno direttamente.

In poche parole i Marvel Studios sono riusciti rivoluzionare l’industia perché sono efficienti, pianificano le loro mosse con estrema precisione e perché prima di tutto credono nel potenziale dei loro personaggi, senza volerli snaturare eccessivamente quando non ne hanno bisogno (tranne alcune sviste), adattandoli però al medium cinematografico/televisivo, che ancora oggi come un tempo è influenzato dalla controparte cartacea, che influenza a sua volta.

In conclusione diamo i nostri migliori auguri al Marvel Cinematic Universe, senza di esso probabilmente l’industria cinematografica e fumettistica non sarebbe la stessa che conosciamo oggi, nel bene o nel male questo universo ha contribuito non solo ad avvicinare molte persone ai fumetti, ma anche al cinema. Questo vasto universo dove tutto più succedere e tutti possono incontrarsi, chiunque può combattere contro e a fianco di chiunque, ha affascinato e continuerà a farlo fino alla sua fine, facendo ciò che l’essere umano ha sempre amato fare: raccontare storie.

Tanti auguri Marvel Cinematic Universe.

Grazie per la lettura.


Comics Universe è orgogliosa di annunciare la partnership con UCI Cinemas in occasione dell’imminente arrivo nelle sale cinematografiche di Avengers: Infinity War, fissato per il 25 aprile.

Per l’occasione UCI Cinemas ha lanciato un concorso con in palio diversi premi: partecipare è facile, basta collegarsi al sito avengers.ucicinemas.it e registrare i propri dati.

In palio, ad estrazione finale: 15 kit Avengers composto ciascuno dal fumetto “Il Guanto dell’Infinito”, storica saga cosmica di Jim Starlin che ha ispirato gli eventi del film, il completo biancheria Carrillo; 5 kit formati dalla fotocamera FUJIFILM X-A10, la “piccola” della Serie X, a ottica intercambiabile e le simpatiche etichette personalizzabili per contrassegnare vestiti e oggetti by Ludilabel.

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