Siamo stati all’anteprima stampa di Venom con protagonista Tom Hardy, in uscita oggi nelle sale cinematografiche italiane.

Prima di parlarvi di questo Venom, vorremmo fare una piccola premessa, utile forse a digerire le critiche di questi ultimi giorni: se vi aspettate un film simile ai tanti cinecomic Marvel usciti in questi ultimi anni, probabilmente rimarrete delusi. E’ un film a sé stante, paragonabile a produzioni supereroistiche pre-MCU, nel bene e nel male. Forse questo ha influenzato le prime recensioni in America e sinceramente è un concetto da sottolineare, poiché bisogna essere consapevoli fin dal principio di ciò che si sta per vedere.

Detto ciò, possiamo ammettere che nel nostro caso le aspettative per questo film erano decisamente elevate, nella speranza di una rappresentazione migliore del simbionte rispetto a quella di Sam Raimi nel terzo film di Spider-Man. Speravamo in qualcosa di migliore, di più incisivo…e così è stato, almeno dal punto di vista strettamente legato alla gestione del protagonista.

Ammettiamolo, quando la Sony ha annunciato di voler realizzare un film sci-fi/horror su Venom, tutti noi siamo rimasti estasiati dalla notizia, ma allo stesso tempo un pochino preoccupati per via della stessa major, che dopo la storica trilogia di Sam Raimi non è mai riuscita a ripartire con delle idee solide per quanto riguarda i cinecomic, arrivando a collaborare con i Marvel Studios per la terza incarnazione dell’Uomo Ragno, forse per mancanza di idee, forse per timore di dover ricominciare tutto da zero.

Ma la Sony avrà capito dai suoi errori? Non proprio. Ci troviamo davanti a due tipi di Venom del tutto diversi: quello annunciato a maggio 2016 con tonalità sci-fi horror, slegato da Spider-Man e vietato ai minori e quello uscito effettivamente nelle sale cinematografiche, sorretto da Tom Hardy che rende onore al progetto ma decisamente diverso rispetto alle premesse iniziali, con dei toni mai troppo definiti, che mescolano azione e risate in quello che a tratti può essere paragonato ad un buddy movie.

Decisamente diversi, non trovate? Ma entriamo nel dettaglio con quell che possiamo definire il primo Venom, la versione promossa da Sony sin dal principio: nonostante alcuni commenti confusionari da parte della produzione (ricorderete certamente i dubbi sull’appartenenza all’MCU sollevati da Amy Pascal), fin dal principio il regista Ruben Fleischer è stato chiaro sul fatto che questo sarebbe stato un film totalmente slegato da Spider-Man molto violento, cupo, brutale, sanguinolento, orientato ad un rating vietato ai minori e con tonalità sci-fi/horror. Tutti elementi molto “pesanti” da trasporre su grande schermo, decisamente poco adatti ad un pubblico già giovane. Proprio per questo, il Rating-R sembrava una certezza.

Questo concetto è stato portato avanti dal momento dell’annuncio all’intera campagna promozionale, nel tour stampa e persino nei footage diffusi online.

Ma così è stato? Decisamente no, dato che a poche settimane dalla sua uscita il film ha ottenuto un rating PG-13 e non il tanto atteso Rated-R, che ha fatto storcere il naso a milioni di fan. Ed è qui che nasce il secondo Venom, quello arrivato effettivamente nelle sale e di cui vi parleremo in questa recensione.

Insomma, niente tonalità alla Alien nonostante le premesse di un mostro spaziale mangia cervelli, niente scene terrorizzanti, niente toni dark e nessuna sequenza eccessivamente brutale – anche se una un discreto livello di violenza per fortuna c’è, sempre nei limiti del rating.

Il grande errore in questo caso è stato proprio della Sony, ed anche se non possiamo sapere con certezza se le scene più violente siano state tagliate o meno in favore del rating (e e di conseguenza di un pubblico maggiore), la colpa è stata quella di promuovere il film come un progetto dark, brutale e cupo quando alla fine non lo è. Anzi, in certi momenti si scoppia anche a ridere per le battute macabre del simbionte.

Tralasciando queste promesse non mantenute, una delusione per molti fan, abbiamo provato ad analizzare questo film basandoci esclusivamente su quanto proposto su grande schermo, senza tener conto delle tante critiche negative, del rating e dell’assenza di Spider-Man nella genesi del simbionte.

Sony si prepara ad inaugurare un universo totalmente nuovo e questo film è il suo banco di prova, ci sarà riuscita? Ecco la nostra recensione, naturalmente senza spoiler.

La pellicola riprende, come confermato più volte dal regista, la saga Venom: Protettore Letale degli anni 90, dove il Simbionte cerca di emulare Spider-Man provando ad essere un eroe per le strade di San Francisco, punendo solamente i criminali. Senza entrare troppo nel dettaglio, la storia ovviamente racconta l’arrivo dei simbionti sulla Terra, l’incontro tra Eddie e Venom e la nascita di questo antieroe. La caratterizzazione di Eddie è buona, ci troviamo di fronte ad un giornalista perdente ma motivato dalla giustizia, allo sbando, senza più niente da perdere e proprio nel momento buio, ecco che arriva qualcosa che è pronto a cambiargli la vita: un simbionte alieno.

Si tratta di una storia di origini e, come accade sempre, il primo atto, ovvero quello che riguarda Eddie e la sua battaglia di ideali contro la Life Foundation, è piuttosto lento e discorsivo, favorendo l’introduzione dei personaggi e i dialoghi alle scene d’azione.

Da una parte è comprensibile non avere tanta azione fin da subito, poichè un film di introduzione deve essere sempre affrontato per gradi, perchè se nel giro dei primi 30 minuti si passa dalla conversazione all’azione più sfrenata il tutto diventa poi fin troppo superficiale, ma in questo caso è tutto un pochino troppo lento. Fortunatamente il tono del film cambia nel momento in cui i due protagonisti si uniscono e gli eventi scorrono decisamente più rapidi.

Stando alla critica statunitense, Venom appartiene ad un periodo precedente all’Universo Cinematografico Marvel, che in qualche modo ha cambiato i canoni dei cinecomic. Questo discorso è condivisibile, dipende anche dal fatto che i film dei Marvel Studios in particolare hanno evoluto il concetto di film standalone negli ultimi anni, ecco perché la critica tende un po’ ad essere spietata con Venom, che da questo punto di vista è un passo indietro e ripropone una formula d’origini ormai fin troppo abusata. Dieci anni fa avevamo cinecomic molto lineari, ma nessuno se ne faceva una colpa. Ora invece i tempi sono cambiati, c’è il rischio di una saturazione del mercato ed ogni studio cinematografico si sta sforzando per proporre pellicole sempre diverse, mentre Venom di fatto non aggiunge nulla al genere, sembra ancorato ad una vecchia concezione di cinecomic. Non per forza sbagliata, questo spetterà allo spettatore stabilirlo, ma sicuramente diversa da quanto visto soprattutto nell’ultimo periodo.

Ottima la gestione di Venom, personaggio molto amato dai fan della Marvel che è sempre stato caratterizzato da umorismo macabro, parlantina e pessimo carattere. Tralasciando la componente più sanguinolenta, questo è esattamente il tipo di personaggio che abbiamo visto al cinema; scordatevi tranquillamente la versione di Sam Raimi di Spider-Man 3, che nonostante una trilogia magistrale non è riuscito a rendere il giusto onore al simbionte – soprattutto per colpe non sue quanto della produzione…ma questa è un’altra storia, che coinvolge anche il produttore di questo film, Avi Arad.

Fortunatamente è stato mantenuto l’umorismo macabro tipico personaggio, con la parlantina, le minacce di “mangiare le teste alle persone” e con Eddie che cerca di evitarlo, di provare a convivere con il mostro dentro. Se lo si guarda con un occhio più attento, notiamo un chiaro richiamo alla concezione di Dottor Jekyll e Mr.Hyde: da una parte troviamo un Eddie debole, vulnerabile e dall’altra un essere mostruoso al suo interno che cerca di fare quello che vuole, di uscire, di prendere il controllo ma al tempo stesso di proteggere Eddie.

Anche se il dualismo tra i due è sviluppato molto bene, dal primo incontro tra i due non c’è neanche un accenno di ribellione da parte di Eddie. Un po’ è dovuto dalle circostanze, ma non viene quasi mai accennato il contrasto tra i due, sembra che si affezionino a vicenda fin da subito, togliendo l’aspetto di contrasto e di tensioni.

Facendo un esempio semplice, è come se un essere alieno entrasse nel vostro corpo. Cosa fareste? Lo accogliereste immediatamente pur non conoscendo le sue vere intenzioni, oppure fareste follie pur di cacciarlo?

Sarebbe stato bello vedere il Simbionte bloccare ogni movimento di Eddie e viceversa in un vero conflitto interiore (ricalcando l’idea della crisi Banner/Hulk di Infinity War), ma purtroppo nel film i due convivono fin da subito, Venom trova un corpo di suo gradimento, ci si ambienta ed in men che non si dica è pronto all’azione.

Per quanto riguarda i personaggi secondari, diciamo soltanto che la figura di Anne Weying, interpretata da Michelle Williams, ha un’importanza superficiale e viene caratterizzata poco e niente. Il suo ruolo è quello di aiutare Eddie con il suo “parassita”; non di grande aiuto significativo, ma la storia deve concentrarsi principalmente sul dualismo tra il protagonista ed il simbionte alieno, quindi lo spazio per gli altri personaggi è ridotto.

E ora parliamo di simbionti. La loro introduzione deve essere effettuale con criterio poiché rappresentano un forte potenziale per un franchise che potrebbe svilupparsi per anni…sempre se gestiti bene (e se usassero quel Rating-R tanto desiderato). Le nostre aspettative sulla realizzazione visiva del simbionte erano piuttosto alte e siamo rimasti piacevolmente soddisfatti. Vedere finalmente un Venom imponente e cattivo mentre lotta con i suoi nemici utilizzando la forza bruta è una sensazione piacevole, soprattutto per chi è fan dei fumetti. Visivamente il lavoro svolto dallo studio per creare da zero il simbionte è di alto livello, i movimenti sono fluidi, le animazioni del volto sono convincenti e le venature che sostituiscono il ragno bianco rappresentano una trovata logica. La resa del protagonista è sicuramente uno dei pregi di questo film, passando dal momento in cui si muove come semplice parassita fluido, fino ovviamente ad arrivare alle scene di trasformazione dal corpo di Eddie.

Trattandosi di primo film, Fleischer ha voluto utilizzare Riot come villain, altro simbionte che arriverà sulla Terra insieme a Venom e che per primo metterà in difficoltà il nostro antieroe. Riot è quel genere di villain utile solo per “riscaldamento”, la classica nemesi con gli stessi poteri protagonista (ricollegandoci al discorso della storia di origini banale), non uno di grande imponenza, buone capacità, ma per come lo hanno definito nel film, ci si aspettava molto di più. La scelta di Riot è stata ovvia perché iniziare subito con un personaggio come Carnage, storico nemico di Venom, avrebbe significato per Sony scavarsi la tomba e sotterrarsi automaticamente, andando a bruciare definitivamente un personaggio molto importante per le storie del Simbionte, soprattutto in virtù delle premesse di questo film che getterà le basi per uno o più sequel.

Banale lo scontro finale tra i due. Nella semplicità però ci si aspettava qualcosa di più perchè due creature così forti potevano offrire decisamente di più. Cercare di utilizzare maggiormente l’elemento urbano non avrebbe guastato minimamente. E’ vero che la semplicità a volte sorprende, ma così diventa quasi banale.

E’ proprio l’elemento urbano che fa storcere il naso: la città di San Francisco è fin troppo passiva agli eventi del film, i cittadini non reagiscono, nessuno parla di creature aliene, inseguimenti ed altro, tutti sembrano ignorare le vicende della storia.

A differenza di alcuni siti statunitensi, abbiamo apprezzato la performance di Tom Hardy che ha caratterizzato molto bene sia Eddie Brock che lo stesso Venom, dando vita a questa bizzarra relazione a tratti esilarante e trascinando l’intero film sulle sue spalle. Anche se naturalmente non è la migliore delle sue performance, senza di lui il film avrebbe perso molto, questo è poco ma sicuro.

A livello di scrittura ci sono diversi problemi, la storia è molto semplice e lineare, senza veri colpi di scena e con alcuni buchi di sceneggiatura, a volte anche troppo evidenti, che portano i personaggi a svolgere determinate azioni senza una vera motivazione. Ora, non è tutto da buttare ovviamente, ma diciamo che Fleischer inizia con poca incisività quando invece dovrebbe servirne molta di più.

Infine un breve commento sul lato tecnico: la CGI è buona e gli effetti speciali, anche se non sono eccellenti, funzionano bene nonostante le creature siano molto viscide nei movimenti e nell’aspetto.

Venom

La domanda ora è una: nonostante i pareri negativi della stampa, è un film che merita di essere visto al cinema? Per noi si, bisogna sempre analizzare un film con i propri occhi per dare un giudizio esterno a quello della stampa, con cui tutti noi ci saremo trovati sicuramente in disaccordo in una o più occasioni.

Ovviamente non entrate in sala aspettandovi una trama solida come Avengers: Infinity War, emozionante (o brutale) come Logan o ricca di colpi di scena, parliamo comunque di un film che ha una sua personale struttura molto semplice.

Purtroppo non c’è spazio per horror e sequenze brutali che molti di noi si aspettavano, però (nonostante il primo atto) non annoia ed intrattiene, strappando più di una risata. Per poterlo apprezzare, forse, dovrete cambiare le vostre aspettative e vederlo semplicemente come un film a sé stante, lontano dalle altre produzioni supereroistiche.

Ci teniamo a ricordarvi che il film ha due scene post-credit di cui una particolarmente importante.

Recensione: Venom
L'impegno di Tom HardyLa caratterizzazione di Venom è ottima
Non mantiene le promesse inizialiLa sceneggiatura un po' fiaccaL'assenza del Rating-R pesa molto
6.5Overall Score
Trama5
Azione7
Personaggi e interpretazione8
Regia6
Effetti speciali6.5
Reader Rating 12 Votes
6.0