Analizziamo le conseguenze di questo storico accordo tra Disney e Fox.

Dopo aver ufficializzato l’acquisto della divisione cinematografica e televisiva della 21st Century Fox,  la Disney ha confermato che X-Men, Deadpool compreso, e Fantastici 4 entreranno a far parte dell’Universo Cinematografico Marvel. L’amministratore delegato della Disney, Bob Iger ha affermato che non vedono l’ora di espandere il loro universo con l’ingresso di questi personaggi e la prospettiva di averli tutti riuniti sotto lo stesso tetto è certamente interessante, ma al tempo stesso c’è una questione che ha fatto molto discutere: come verranno introdotti questi personaggi? E sopratutto, come verranno gestiti quei film destinati ad essere vietati ai minori?

Fortunatamente lo stesso Iger ha assicurato che Deadpool rimarrà un film vietato ai minori, che potrebbe aprire all’esordio di un’etichetta dedicata esclusivamente a film del genere.

Proviamo ad analizzare le ripercussioni delle sue dichiarazioni in questo nuovo speciale, in cui elenchiamo i motivi per cui questa etichetta sarebbe la scelta migliore.

Fin dal 2008, quando nacque l’MCU, i fan hanno sempre voluto vedere personaggi iconici come Wolverine, Tempesta e tanti altri collaborare insieme agli Avengers. Per molti anni la Fox si è sempre rifiutata ad una vendita o una collaborazione, come ad esempio quella tra Marvel e Sony con Spider-Man.

Molti film della Fox però hanno deluso le aspettative dei fan, basti pensare al reboot Fantastic Four, perciò la produzione ha deciso di cambiare rotta e puntare su un tipo di film del tutto diverso, più audace e slegato dalla continuity (nel loro caso, molto confusionaria). Deadpool è un violento film d’azione/commedia che rispecchia la volgarità del personaggio, Logan punta sul dramma crepuscolare (che richiama anche i Western) e New Mutants sarà invece un vero e proprio un horror. Insomma, tematiche molto forti, che da un certo punto di vista trascendono anche il concetto di cinecomic classico a cui siamo abituati.

Mentre i film dei Marvel Studios solitamente puntano a raggiungere un pubblico il più vasto possibile, la Fox ha deciso di rischiare maggiormente escludendo una fetta di mercato più giovanile con il rating. Ecco che qui ci ricolleghiamo alla domanda che vi abbiamo posto prima: come la mettiamo con questo tipo di film ora che sono entrati a far parte dell’MCU? E’ ovvio quindi che i due studi hanno diverse idee su come costruire i rispettivi universi, il che significa che ora che è stato tutto unificato, bisognerà stare molto attenti alle loro introduzioni, evitando quindi di “ammorbidire” il tono dei film sui Mutanti con il rischio di snaturarli.

I Marvel Studios potrebbero utilizzare il concetto “Marvel Knights”?

Qual’è il modo migliore per introdurre quei personaggi e un franchise più dark, brutale e diretto agli adulti senza andare a rovinare quanto di buono è stato fatto finora? La risposta potrebbe essere l’etichetta fumettistica Marvel Knights.

Nata nel 1998 sia per sopperire al desiderio di allargare il parco di lettori di fumetti ad un pubblico maturo che per rilanciare alcuni personaggi in crisi di vendite con storie più audaci e violente, questa etichetta ha riscosso un successo notevole.

La nuova linea prevedeva di fatto una più ampia libertà creativa nei confronti degli autori e lo sviluppo di serie e miniserie che ruotano attorno ai personaggi più estremi e urbani che popolano il mondo narrativo conosciuto come universo Marvel. Gli albi distribuiti sotto questa etichetta non rispecchiavano quindi i canoni narrativi mainstream del genere supereroi e non avevano come target un pubblico ampio ma piuttosto fasce di età più mature.

Ed è ciò che secondo noi i Marvel Studios dovrebbero fare: dar vita a qualcosa del genere permetterebbe di unire film PG-13 e R-Rated in modo definitivo sul grande schermo. Distaccarsi da una continuity eccessivamente oppressiva ed inserire solamente qualche riferimento all’universo condiviso (sulla falsa riga delle serie Netflix) potrebbe agevolare la riuscita di un collegamento tra mondi che fino a poco fa erano diversi.

Come modello da seguire, Marvel potrebbe prendere spunto da quello delle serie tv Netflix citate prima. Produzioni sullo stile di Jessica Jones, Luke Cage e Daredevil sono l’esempio di come il dark e la teatralità oscura possono far appassionare migliaia di fan e magari portare i personaggi del piccolo schermo al cinema. Se ciò venisse messo in pratica sarebbe poi un’ottima piattaforma di lancio per personaggi di cui la Marvel possiede diritti ma che attualmente non sta utilizzando: Blade e Ghost Rider (introdotto in Agents of SHIELD 4), due personaggi che hanno avuto il loro piccolo momento di gloria sul grande schermo in passato, ma slegati dall’MCU. Di certo non hanno bisogno del PG-13, ma qualcosa di più per esprimere il loro potenziale audace ed oscuro.

Inoltre questa etichetta potrebbe rappresentare un buon compromesso con la Sony, che con Venom (in uscita ad ottobre 2018) vuole dare vita ad un universo narrativo legato ai personaggi di Spider-Man. Sfruttare l’etichetta vietata ai minori dell’MCU potrebbe essere una prospettiva piuttosto interessante: da una parte avremmo i riferimenti a Spidey ed al resto dell’universo condiviso, mentre dall’altra registi e sceneggiatori non dovranno rispettare una continuity sempre più rigida, prendendosi maggiori rischi sul tono e sul rating.

Le aspettative sono alte, le premesse comunque ci sono… staremo a vedere!



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