La nostra analisi sul finale della seconda stagione di Iron Fist e sulle conseguenze che potrebbe avere per la terza stagione, che ad oggi non è stata ancora confermata ufficialmente.

Prima di proseguire oltre attenzione agli spoiler pesanti per la seconda stagione di Iron Fist.

Il 7 settembre ha fatto il suo esordio la seconda stagione di Iron Fist su Netflix che, come ormai consuetudine, ha gettato le basi anche per il futuro del franchise. Ma in che modo? Elevando Colleen Wing, dando a Danny Rand (e a Ward) un nuovo scopo ed introducendo alcuni elementi chiave della storia editoriale di Iron Fist, che andremo ad analizzare di seguito.

Ancora una volta, attenzione agli spoiler, proseguite solo se avete finito la serie e siete in cerca di risposte.


Grande evoluzione per Colleen 

Anche se la prima stagione non è stata accolta in maniera positiva dai fan, in molti hanno lodato Colleen Wing, interpretata da Jessica Henwick, che abbiamo visto anche lo scorso anno inThe Defenders.

In questa seconda stagione possiamo assistere ad un’evoluzione netta per Colleen, che nel finale riceve l‘Iron Fist (bianco) ed è persino in grado di incanalarlo nella sua spada, come ci mostra una delle ultime scene del decimo episodio.

Ma come mai Colleen riesce a gestire senza problemi il potere dell’Iron Fist? Semplice, è discendente di Wu Ao-Shi, la prima donna ad essere nota come Immortale Iron Fist, in grado di incanalare il suo chi non solamente tramite pugni, ma anche nelle armi – nel suo caso arco e frecce.

Anche se Wu Ao-Shi è un personaggio esistente nei fumetti, la scelta di collegarla a Colleen è stata inventata esclusivamente per lo show.

Cosa succederà a Danny Rand? Perché le due pistole?

Nel finale di stagione Danny parte in Asia insieme a Ward Meachum in un viaggio alla scoperta della vera eredità dell’Iron Fist, iniziando ad indagare su tale Orson Randall, apparentemente colui che ha spedito a Davos il cadavere di un precedente protettore di K’un Lun.

Dopo 3 mesi, Danny sembra nuovamente in grado di concentrarsi sul suo Chi e di evocare l’Iron Fist, riuscendo ad incanalarlo in due pistole (in maniera simile a Coleen con la spada). La resa visiva della scena non ha convinto tutti i fan per via di una CGI non perfetta, ma si tratta certamente di una grande anticipazione per il futuro del franchise.

I più attenti di voi lo sapranno, in alcune occasioni Danny ha anche utilizzato le armi da fuoco, ma dove vengono di preciso? Da Orson Randall. Niente scena no-sense e niente stravolgimento del personaggio, si ricollega tutto alla controparte cartacea.

Chi è Orson Randall?

Orson Randall è stato l’Iron Fist in carica dal 1915 al 1933. Successivamente si è “ritirato” a causa dei dubbi sulle sue responsabilità e sui suoi doveri da protettore di K’un Lun, dedicandosi a donne ed oppio e vivendo da vero emarginato.

Randall è stato creato da Ed Brubaker, Matt Fraction e David Aja sulle pagine di Immortal Iron Fist, dove ha fatto squadra con Danny per rivelargli alcune abilità con il Fist, tra cui quella di incanalare il suo chi in due calibro 45...suona familiare? Fondina, spolverino e pistole rappresentano tutti omaggi a questa figura controversa.

Da quanto ne sappiamo, Randall sarà la persona che potrebbe conoscere tutte le risposte alle domande di Danny su K’un-L’un e sull’eredità dell’Iron Fist. Ma sarà uno dei buoni, oppure un villain? Presto per dirlo con certezza; una cosa è certa, incontrerà il protagonista lungo il suo percorso.

La domanda che sorge spontanea a questo punto è una: Danny ha effettivamente ritrovato la connessione con il potere dell’Iron Fist, oppure riesce ad evocarlo solamente tramite le armi?

L’arrivo di Randall nello show, insieme all’introduzione di Wo Ao-Shi sono un chiaro segnale che la serie vuole esplorare tutta l’eredità della figura dell’Iron Fist e di K’Un-Lun…un ottimo punto di partenza per la terza stagione, che ad oggi non è mai stata confermata ufficialmente.

Cosa succederà a Mary Walker?

A nostro avviso uno dei personaggi migliori di questa seconda stagione è senza ombra di dubbio Mary Walker, interpretata da una Alice Eve in stato di grazia. Episodio dopo episodio possiamo scoprire il suo disturbo dissociativo dell’identità e le sue personalità multiple: troviamo Mary, timida, impacciata e con la passione per il disegno (e per l’acqua corrente) e Walker, spietata, brutale e violenta.

E’ solo nel finale di stagione che scopriamo che esiste anche una terza personalità, che ha salvato le altre due a Sokovia dopo una lunga prigionia. Anche se il nome non viene mai menzionato, possiamo sentire più volte termini come “sangue” e “sanguinolento”, di certo non a caso.

Anche questo è infatti un riferimento ai fumetti, dove troviamo “Mary” è timida, pacifica e tranquilla, “Typhoid” avventurosa, lussuriosa e violenta, e “Bloody Mary“, brutale, sadica e con l’odio verso tutti gli uomini.

Ma in tutto ciò potrebbe esisterne anche una quarta? Questo potrebbe essere facilmente un azzardo, ma nell’episodio finale possiamo vedere Mary canticchiare “Monday Monday” dei The Mamas & the Papas, gruppo composto esattamente da 4 componenti. Molti fan in tutto questo ci hanno visto un accenno ad una quarta personalità e lo stesso showrunner ha stuzzicato a riguardo, ma per ora solo una cosa è certa: si tratta di un omaggio (gradito) alla Run su Daredevil di Bendis e Maleev, dove Mary fischietta la stessa traccia.

Per quanto riguarda Davos?

Questa stagione è basata principalmente sulle storie degli anni #70 come Iron Fist #14/15 e Marvel Team-Up #63/64 dove Davos sottrae il potere dell’Iron Fist a Danny, venendo pian piano consumato e perdendone il controllo.

Considerando che secondo molti fan la terza stagione (se mai verrà confermata) potrebbe prendere spunto da Le sette capitali del paradiso di Ed Brubaker, è un bene che Davos sia rimasto in vita, dato che il suo ruolo è molto importante per la trama.

Infine un episodio degno di nota è una discussione tra Misty Knight e Colleen Wing, che scherzano su una partnership sotto il nome di “Knightwing“, in un chiaro riferimento all’agenzia investigativa che aprono nei fumetti.