Dopo l’acquisto della divisione cinematografica della Fox da parte della Disney, nel Marvel Cinematic Universe potranno finalmente essere introdotti i Fantastici Quattro, ma come?

L’universo Marvel al cinema è più ricco che mai, con tantissimi nuovi personaggi finalmente a disposizione tra cui i Fantastici Quattro, assieme ai loro comprimari e nemici. Ma come potrebbero arrivare sul grande schermo? Quale sarebbe (secondo chi vi scrive) l’idea migliore per introdurre la prima famiglia nell’ormai vasto Universo Cinematografico Marvel?

Prendendo spunto da quanto abbiamo ipotizzato nel precedente speciale, proviamo ad ipotizzare come si svolgerebbe una trilogia dedicata ai Fantastici Quattro nell’MCU.

Il primo film:

Immaginate la situazione: San Diego Comic Con del 2018 (o del 2019, non vogliamo illuderci), panel dei Marvel Studios al Padiglione H. Kevin Feige sale sul palco e sorprende tutti i fan annunciando finalmente il nuovo film dei Fantastici Quattro, il primo all’interno dell’Universo Cinematografico Marvel

Sarebbe un sogno…ma cosa potrebbe succedere in questo film? Di idee ce ne sono tantissime, ed ecco alcune nostre teorie in merito.

Innanzitutto il villain NON deve essere subito il Dottor Destino, per il semplice fatto che i primi capitoli delle saghe cinematografiche moderne non mostrano in parallelo lo sviluppo dell’avversario e dell’eroe (come fu nel primo Spider-Man di Raimi) ma dedicano generalmente molto più tempo alla genesi del personaggio protagonista o del gruppo rispetto al villain della storia, che spesso e volentieri viene lasciato volutamente in secondo piano. Questo soprattutto dai Marvel Studios, che nei loro film solisti hanno sempre preferito concentrarsi sul percorso dell’eroe di turno.

Sarebbe quindi giusto inserire un avversario carismatico ma non una vera e propria nemesi, che funga da “motore degli eventi” per radunare gli eroi e farli combattere assieme in una sorta di prova del fuoco. Questo a meno che non si parli di un solo film stand-alone, ma nel contesto del Marvel Cinematic Universe è estremamente improbabile oggi come oggi, se non impossibile.

Quindi partiamo col primo punto di questo film.

Il Villain

L’avversario del gruppo per un primo capitolo, nel caso ci si volesse avvicinare alla controparte cartacea, dovrebbe essere senza dubbio l’Uomo Talpa.

Primo storico avversario del gruppo, lo scienziato Harvey Rupert Elder è stato per tutta la vita oggetto di derisione, sia per il suo aspetto che di certo non era esteticamente dei migliori, che per le sue teorie cospirazionistiche riguardo un misterioso regno del sottosuolo.

Durante un viaggio Elder viene a scoprire che la sua teoria non era tale, dato che trovò il regno del sottosuolo ed i suoi abitanti, al caro prezzo però della vista, in quanto i cristalli del regno del sottosuolo emanarono una tale luce da accecarlo.

In cerca di vendetta e rivalsa verso una società che lo ha sempre discriminato e schernito per il suo aspetto e le sue idee, l’auto proclamatosi Uomo Talpa tenta quindi d’invadere New York City con il suo esercito di giganteschi mostri, difeso dai suoi Talpoidi, creature non particolarmente sveglie ma comunque pericolose, ammantate di fango e dall’aspetto orripilante.

L’Uomo Talpa sarebbe un avversario perfetto per il gruppo, tormentato e capace di provocare compassione per la sua storia in cui, per buona parte è la vittima. Questo potrebbe in oltre portare un elemento di conflitto nel gruppo, in quanto Ben Grimm potrebbe comprendere appieno lo stato dell‘Uomo Talpa, data la sua condizione fisica e meditare in un primo momento di passare dalla sua parte.

Nonostante questo però, non è un avversario di estremo spessore per quanto importante, quindi vi si può dedicare un trattamento dignitoso nel corso della pellicola per poi vederlo sconfitto a fine film.

Il gruppo

Fattore importantissimo per I Fantastici Quattro è l’età dei personaggi.

I Fantastici Quattro sono infatti noti non per essere un gruppo di eroi amici di stampo più classico come possono essere I Vendicatori, ma principalmente per rappresentare una famiglia, allargata ma pur sempre una famiglia.

Sarebbe quindi da evitare completamente la scelta, già fatta nelle scorse trasposizioni cinematografiche, di riprendere uno stilema che richiama la versione Ultimate dei personaggi, ovvero di dare a tutti la stessa età.

Il gruppo è infatti spesso visto in questo modo dai fan e da alcuni dei personaggi dei fumetti: Reed Richards Susan Storm rivestirebbero il ruolo dei genitori, Ben Grimm quello del burbero zio dal cuore d’oro, mentre Johnny Storm il ruolo di un vero e proprio figlio scalmanato (nonostante sia fratello di Susan).

Questo tipo di dinamica familiare non si è mai vista veramente nei precedenti capitoli del gruppo e funzionerebbe piuttosto bene in un universo cinematografico come quello dei Marvel Studios…che hanno già “discrete” esperienze in ambito familiare grazie al grandissimo lavoro fatto da James Gunn con i Guardiani della Galassia.

Le origini

C’è da ammetterlo, le origini classiche dei personaggi non sono facili da trasporre.

Per chi non le conoscesse le riassumiamo brevemente: Reed Richards, scienziato con un forte spirito d’esplorazione, tenta di arrivare sulla luna prima dei sovietici, ma soprattutto prima del momento prestabilito, anticipando la procedura e rendendola più rischiosa, portando con sé il suo amico Ben Grimm, collaudatore e pilota, ma anche la sua fidanzata Susan Storm e suo fratello, Johnny Storm. I quattro subiscono un incidente nello spazio in seguito alla irradiazione dei raggi cosmici per via di una tempesta. La situazione è drammatica, i quattro tornano sulla terra con un atterraggio di fortuna, ma si scoprono profondamente mutati.

Reed è capace di allungarsi e contorcersi all’inverosimile, Johnny può trasformarsi a comando in una vera e propria torcia umana, capace anche di volare grazie alla propulsione delle fiamme, mentre Susan può curvare la luce intorno a sé per rendersi invisibile (più avanti scoprirà anche di poter creare dei campi di forza), ma il destino è malvagio con Ben, che si ritrova trasformato perennemente in un gigantesco ammasso di rocce arancioni dalla forma umana, con una forza spropositata.

Adirato con ReedBen prova a picchiarlo ma la rissa viene sedata. Poco dopo i quattro fanno giuramento di usare i loro doni a fin di bene per aiutare il genere umano, scegliendo i nomi di battaglia di Mr. FantasticTorcia UmanaDonna InvisibileLa Cosa, chiamandosi I Fantastici Quattro.

Ecco, come potete notare questa origine presenta evidenti ingenuità figlie della sua epoca, parliamo degli anni 60, quindi come potrebbe essere trasposta?

Un’opzione potrebbe essere di glissare sulle origini, raccontandole con brevi flashback di pochi secondi senza mostrarla nella sua interezza (dopotutto le abbiamo già viste in due film, discorso già fatto dai MS per Spider-Man), mostrandoci quindi il gruppo già nella sua interezza e con le loro abilità, magari non ancora consolidato per dare un minimo di evoluzione dei personaggi e della squadra nel film, con un approfondimento speciale sul passato di Ben per enfatizzare quello che ha perso dopo l’incidente.

Altra opzione potrebbe essere di adattare le loro origini, raccontando, come già fatto nelle altre trasposizioni cinematografiche, una versione che richiama alcuni punti dei fumetti come l’esplorazione spaziale e la testardagine di Reed nel voler a tutti i costi viaggiare nello spazio, nonostante la pericolosità di questo gesto.

Un punto importante, ma anche scontato al giorno d’oggi, sarebbe quello di giustificare la presenza di Johnny Susan nello spazio, come è già stato fatto in diverse trasposizioni e versioni fumettistiche, dando ad esempio a Susan la professione di scienziata e a Johnny quella di collaudatore come Ben, anche se magari molto più inesperto oltre che imprudente e scavezzacollo.

Le atmosfere

Un fattore estremamente importante nelle storie del quartetto, soprattutto nelle storie classiche di LeeKirby è l’atmosfera.

Stiamo parlando di tematiche e atmosfere fantascientifiche, con un gruppo di supereroi con super-problemi che esplora l’ignoto sconfiggendo le minacce più assurde e sconvolgenti e con un senso del fantastico propriamente detto, che è riuscito a stupire ed innovare per anni.

Proprio nella loro testata fumettistica veniamo a conoscenza di personaggi incredibili come Pantera NeraSilver Surfer, ne riscopriamo altri storici come Namor e minacce cosmiche come Galactus, gli Skrull e i loro nemici giurati I Kree, tutto con un’atmosfera sognante e solida nella sua stranezza, con colori sgargianti, umorismo, azione, liti continue nel gruppo, che però finivano per rafforzarli, nonostante a volte li dividessero per poco.

Tutto questo non è difficile da immaginare in un contesto come il Marvel Cinematic Universe, soprattutto dopo film come I Guardiani Della Galassia di James Gunn, ed è fondamentale che venga trasposta correttamente.

Il secondo film:

Questo secondo capitolo, nel caso si volesse continuare sulla linea degli eventi fumettistici, andrebbe ad introdurre un “finto” villain, da alcuni definito incompreso, da altri borioso, ma una cosa è certa, si parla di un personaggio fondamentale per il cosmo Marvel, parliamo di…

Namor, il Sub-Mariner

Namor, il principe di Atlantide, membro della squadra della seconda guerra mondiale conosciuta come Gli Invasori, è il primo personaggio supereroistico nato dalla casa di produzione Timely Comics, che più avanti sarebbe stata diventata la Marvel che tutti conosciamo.

Namor svanii dopo la fine della seconda guerra mondiale insieme al resto della sua squadra, per poi tornare più avanti nelle pagine del quartetto.

In questa sua prima apparizione Namor da prima è irriconoscibile, un barbone con una grave amnesia ma una forza stupefacente, che riacquista le proprie capacità e la memoria grazie all’aiuto di Johnny, che aveva riconosciuto in lui lo storico eroe.

Il Sub-Mariner quindi decide di tornare a casa, nella sua patria che aveva sempre difeso ed amato, Atlantide… trovandola però ridotta in macerie in seguito a dei test atomici. La rabbia di Namor era unica, il suo rapporto con il popolo di superficie, da sempre controverso, si era trasformato in un vero e proprio odio e desiderio di vendetta. Quindi attaccò la superficie, scontrandosi con I Fantastici Quattro e finendo per tornare alla sua deserta patria.

Più avanti avvenne l’incontro che portò alla luce la nemesi del quartetto: Namor infatti incontra Il Dottor Destino che gli propone un piano per sconfiggere il gruppo fomentando sentimenti di vendetta e morte, piano che alla fine gli si rivolterà contro e che porterà il gruppo e l’Atlantideo a cooperare.

Il Villain

Il nemico perfetto del gruppo per questo secondo capitolo sarebbe quindi Namor, che finalmente farebbe la sua entrata in grande stile nel Marvel Cinematic Universe da molti richiesta, in un modo controverso e tormentato come da tradizione.

Qui però, ai fini del filone narrativo che condurrebbe al terzo capitolo, sarebbe preferibile unire le due trame citate sopra, introducendo quindi Namor con l’amnesia, facendolo tornare ad Atlantide per poi trovarne le macerie ed unire il tutto al Dottor Destino, rendendo magari lui la causa della distruzione in gran segreto.

Destino potrebbe incontrarsi con l’Atlantideo per manipolarlo e fargli credere che sia tutta colpa del mondo di superficie.

Il vero villain quindi non sarebbe propriamente Namor, ma Destino che giocherebbe un ruolo da burattinaio, per così dire, manipolando gli eventi ma rimanendo nell’ombra, magari senza nemmeno manifestarsi completamente, rendendosi una minaccia importante e spietata agli occhi degli spettatori.

Il gruppo

Il quartetto in questo secondo capitolo potrebbe trovarsi ancora in fase di rodaggio, già funzionale ma non completamente.

Fattore importante potrebbe essere determinato da Susan che ha sempre avuto un debole per Namor nonostante l’amore nei confronti di Reed, che magari potrebbe essere caratterizzato come un qualcuno che tiene a Sue e la ama, ma che vive in un mondo tutto suo, un mondo di scoperte scientifiche e avventure incredibili, un mondo che però non ha sufficiente spazio per Susan che potrebbe vedersi trascurata, sentirsi messa in secondo posto. Questo fattore potrebbe portare ad una iniziale incrinatura nel quartetto, con una Sue che non solo difende quello che per il resto della squadra è una minaccia, un folle e pericoloso, ma che ne è oltretutto segretamente attratta, nonostante il rapporto duraturo con Reed che di certo, anche essendo una persona con un fulgido raziocinio, potrebbe stentare a mantenere la lucidità.

Questa situazione però, potrebbe benissimo essere risolta col concludersi della pellicola e portare quindi ad un ulteriore coesione del gruppo che ne uscirebbe più forte di prima, sia come squadra che nei rapporti personali.

Assisteremo ad un consolidarsi del gruppo, che per la prima volta ha a che fare con una posta in gioco altissima, ed all’esordio nell’MCU di Namor e soprattutto del villain principale della trilogia, il Dottor Destino.

Il terzo film:

Qui potrebbe avvenire il tanto atteso incontro con la loro nemesi, il più temibile dei loro nemici, che potrebbe attaccarli in un momento di sicurezza, in un momento in cui la loro coesione sembra massima, facendoci capire che i nostri eroi, nonostante abbiano affrontato diverse minacce di ogni genere, non sono invincibili.

Il Villain

Come detto sopra, nel terzo capitolo farebbe il suo ingresso la nemesi del gruppo, Il Dottor Destino, portandosi dietro due film in cui viene menzionato in un primo momento, per poi essere inserito nel ruolo di un sinistro burattinaio, presentandosi in tutta la sua pericolosità e con un background già affascinante, che non soffrirebbe di problemi di tempistiche.

Questo perché trattandosi del terzo capitolo ed avendo analizzato il gruppo nei  primi istanti, nei loro rapporti, nella loro prima missione ed avendoli ritrovati poi in un clima ostile, dove la sfiducia regnava sovrana per via di Namor, avremmo un quadro generale su di loro. Così facendo, i Marvel Studios non sentirebbero il bisogno di tenerli estremamente al centro dell’attenzione per tutto il tempo. Ci sarebbe quindi spazio per le origini del Dottor Destino, che potrebbero essere raccontate o mostrate tramite delle sequenze flashback, ma che otterrebbero un grande impatto anche grazie alla durata a loro dedicate, ma anche spazio per presentarci il personaggio, farcelo conoscere nella sua forma definitiva e farci comprendere perché chiunque dovrebbe temerlo.

Destino, per chi non lo sapesse ha delle origini che affondano gli artigli nell’occulto, ma che si riversano nell’unione di questo elemento con la scienza.

Compagno di università di ReedVictor Von Doom (questo è il vero nome di Destino), tenta un esperimento che fonde le sue conoscenze dell’occulto con la scienza nel tentativo di salvare l’anima della defunta madre, che lo aveva iniziato alle arti oscure essendo lei per prima una strega.

Reed, che vedeva Victor come un’insopportabile avversario non degno delle sue attenzioni, nota un errore nei dati del suo esperimento e glielo fa presente, ma Von Doom pieno di sé rifiuta il suo aiuto e da il via all’esperimento senza correggere i dati. Questo fallisce e viene sfigurato, al punto da risultare abominevole alla vista di chiunque. Come se non bastasse, in seguito all’incidente (che sarebbe potuto risultare fatale per lui e per altre persone), viene espulso dall’università ed ovviamente incolpa Reed del suo fallimento.

Vaga quindi per il mondo in cerca di conoscenze, trovando una setta di monaci in Tibet che lo istruiranno, lo chiameranno infine maestro e lo aiuteranno a creare l’armatura che lo caratterizzerà, fondendo la sua massima conoscenza di scienza e alchimia, ed infine applicandola addosso ancora rovente, facendola diventare una vera e propria seconda pelle.

“Il dolore è per gli esseri inferiori! Cosa può significare il dolore per Victor Von Doom? Mai sguardo mortale si poserà sul mio orribile volto! Da questo momento in poi non c’è più nessun Victor Von Doom! Egli è scomparso assieme al suo volto… ma al suo posto ci sarà un altro… più saggio, più forte! Più brillante e potente che mai! Da questo momento io sarò il Dottor Destino.”

L’autoproclamato Dottor Destino fa quindi ritorno alla sua patria Latveria, ordisce un colpo di stato e ne diventa dittatore, prendendo il controllo dello stato e rendendolo in parte un posto migliore grazie al suo sconfinato intelletto, al pari di quello di Richards.

Quindi, una volta narrate le sue origini si potrebbe presentare come la nemesi che porterà quasi alla sconfitta il gruppo, dopo averli studiati nelle loro avventure e grazie alla sua ricchezza, che gli permette di mettere a frutto le sue capacità intellettive creando armi pericolosissime. Potrebbe dimostrarsi l’avversario definitivo, colui che metterà sotto scacco l’intera squadra e li porterà a credere di non farcela.

A Destino verrebbe quindi resa giustizia, dopo le scorse trasposizioni spesso deludenti potrebbe dimostrarsi temibile ed interessante, un dittatore geniale e spietato, con un ego spropositato ma in parte anche giustificato date le sue abilità come politico, dittatore, stratega, scienziato, inventore, combattente e stregone.

Destino non vuole dominare il mondo per fini egoistici, ma per via del fatto che è convinto di essere la persona giusta, colui che porterebbe ordine nel caos grazie al suo pugno di ferro.

Il gruppo

L’introduzione del quartetto in questo film potrebbe richiamare a delle avventure avvenute off-screen, magari potremmo vederli in qualche viaggio intergalattico o interdimendionale, anche nel micro-verso perché no, vedendo quindi brevi spezzoni ad inizio film, per poi ritrovarli sulla terra in forma smagliante, al punto da credersi invincibili.

Nessuna minaccia li ha mai fermati. Tutti insieme, come una vera famiglia, hanno sempre affrontato l’impossibile uscendone vincitori.

Ma nel momento in cui si troveranno davanti Il Dottor Destino capiranno che il vero pericolo doveva ancora arrivare.

Sarebbe quindi giusto metterli in estrema difficoltà, non dar loro un attimo di tregua, portando l’esasperazione nell’aria e creando conflitti tra loro.

Il rapporto conflittuale tra ReedDestino potrebbe portare ed una frustrazione tale nei confronti di Mr. Fantastic che quasi lo costringerebbero ad arrendersi, se non fosse per la sua squadra, la sua famiglia, sempre pronta ad aiutarlo. Fantasticando un pochino, questo potrebbe anche far sentire impotente Reed, nel notare che il loro nemico sia sempre un passo avanti a loro e che quindi potrebbe risultare per lui impossibile proteggerli.

Tutto questo in un grande evento d’azione estremamente importante perché chiuderebbe questa prima trilogia sconfiggendo il più importante dei loro nemici, nonché uno degli avversari più temibili del cosmo Marvel.

Tutto questo però concludendosi con l’inevitabile sconfitta di Destino, che non andrebbe assolutamente ucciso ma solo sconfitto ed imprigionato, in modo da conservarlo per altri capitoli futuri.

In conclusione:

Queste sono tre idee per altrettanti film dedicati all’introduzione del quartetto più famoso dei fumetti nel vastissimo universo del Marvel Cinematic Universe, ma per certi versi non scalfisce di molto la superficie delle loro avventure.

Il gruppo ha affrontato nei tempi innumerevoli minacce, quindi sarebbe più che giustificato introdurli in film corali, magari in cui hanno a che fare con Galactus (perfino in veste di un eventuale villain principale dopo Thanos) e Silver Surfer, personaggio importantissimo ed estremamente profondo.

Questo potrebbe dar vita a svariate possibilità come nuovi capitoli, avventure in compagnia di altri eroi come L’Uomo Ragno, con il quale la squadra ha sempre avuto un rapporto molto stretto e al punto di considerarlo parte della famiglia, o anche eroi cosmici come I Guardiani Della Galassia e perché no, stregoni supremi che viaggiano tra le dimensioni come Il Dottor Strange.

Le possibilità sono veramente infinite, dalla guerra tra Kree Skrull ai viaggi nella Zona Negativa dove potrebbero incontrare il potente Annihilus, quindi noi non vediamo l’ora di vedere il gruppo nell’universo cinematografico, così da vedere quelle avventure che tanto hanno fatto sognare, nella classica atmosfera di una famiglia allargata e a tratti disfunzionale, che però si dimostra una delle migliori su piazza, nonché uno dei più grandi super gruppi di sempre.