Il nuovo titolo videoludico dedicato all’Arrampicamuri è finalmente uscito, sarà quindi questo il gioco definitivo dedicato al personaggio?

L’Uomo Ragno ha avuto una lunga storia videoludica: se consideriamo soltanto i titoli action in terza persona per console fissa, abbiamo a disposizione una lista di ben 13 giochi negli ultimi 18 anni, alcuni buoni, altri mediocri, alcuni ottimi ed altri assolutamente deludenti ed in occasione dell’uscita di questo tredicesimo titolo possiamo dire di avere tra le mani il miglior gioco dedicato al personaggio: Marvel’s Spider-Man, che prende gli elementi migliori di ogni versione del personaggio, dalla controparte cartacea a quella filmica, da quella animata a quella videoludica per riproporre il tutto in un nuovo universo narrativo appositamente creato per l’occasione.

Trama e personaggi

La trama è un aspetto fondamentale di questo gioco. La storia prende prende i migliori aspetti di tutte le trasposizioni cinematografiche. Elementi come i problemi di vita comune della trilogia di Raimi, l’aspetto romantico con una relazione ricca di chimica e colma di dialoghi reali tra due persone i cui sentimenti sono tangibili, uniti ai gadget e ad una accentuata caratteristica da amichevole Uomo Ragno di quartiere vengono presi e trasferiti nel contesto del gioco, che allo stesso tempo prende anche i migliori elementi fumettistici e li usa come base.

I personaggi e le loro dinamiche sono coinvolgenti, la loro costruzione, i loro trascorsi e le loro caratterizzazioni sono quanto di meglio si potesse chiedere. Peter Parker vive un grande conflitto nel gestire le sue due vite ma tenta sempre di fare la cosa giusta, Mary Jane tiene a Peter ma è conscia delle difficoltà di stargli accanto volendo anche vivere una vita soddisfacente perseguendo i suoi obbiettivi, May Parker si mostra in tutta la sua saggezza e ispira noi ad essere migliori, esattamente come fa con Peter, per poi arrivare a Miles Morales ed alla sua costruzione, mostrandosi come degno del futuro titolo di Spider-Man ma presentandosi come una persona a sé invece di una copia carbone di Peter, agendo seguendo il suo istinto e facendo ciò che pensa sia giusto, dimostrando carattere ma al contempo riportando i tratti distintivi che faranno di lui un eroe.

La relazione tra Peter MJ è assolutamente adorabile. I due hanno un rapporto vivo, ci spingono a tifare perché stiano insieme e non si limitano ad avere una relazione solo perché così deve essere, ma lo fanno in seguito di una costruzione del loro rapporto che li fa sentire reali, che ci fa sentire come entrambi tengano l’uno a l’altra.

Il rapporto con i villain secondari come Electro, l’AvvoltoioRhinoShockerScorpion è forse il più debole, non insopportabile ma di sicuro gestito in un modo poco approfondito e più basato sul fatto che quelli sono i villain e che devono combattere l’Uomo Ragno. La loro caratterizzazione rimane comunque invariata della controparte cartacea e non c’è mai un momento in cui vanno fuori personaggio. Di tutt’altro calibro è il rapporto con Mr. Negativo e con il villain principale del gioco di cui non sveleremo l’identità.

Per quanto riguarda Mr. Negativo la sua dualità è stata leggermente smorzata, dandoci delle motivazioni solide che portano al compimento delle sue azioni senza marcare fortemente la differenza che intercorre tra le due facce della medaglia, ed è forse grazie a questo elemento che riusciamo ad empatizzare con Martin Li nonostante la ferocia che lo guida, dandoci comunque un buon motivo per combatterlo senza sentirci in difetto.

Per quanto riguarda il villain principale ne parleremo brevemente così da evitare spoiler: questa versione prende anch’essa gli aspetti migliori di una trasposizione e la mescola con la base fumettistica portandoci un villain imponente e spaventoso, ma anche comprensibile. La sua storia è rimaneggiata, donandoci alcuni parallelismi con la realtà, ma senza mai rischiare di andare a snaturare il personaggio nella sua essenza, aggiungendo però qualche particolare in più dal punto di vista della caratterizzazione che renda il tutto più comprensibile ed al contempo tragico.

Ma passiamo in fine al personaggio principale: Peter Parker/Spider-Man. Come già accennato il conflitto nella sua vita si fa sentire e l’aspetto da uomo comune è presente come in poche altre trasposizioni, senza però snaturarlo rendendolo un personaggio piatto e bidimensionale atto solo a specchio per il pubblico. Peter è un ragazzo brillante, spiritoso, impacciato, gentile e premuroso, ma anche coraggioso e pronto all’azione con l’obbiettivo principale di aiutare più persone possibile. La sua vita è colma di problemi sia come Uomo Ragno che come Peter Parker, ma gli aspetti positivi non mancano e ci danno qualcosa per cui lottare. Le innovazioni ci sono ed i cambiamenti nella sua storia sono presenti, ma gli aspetti fondamentali del personaggio rimangono, ponendolo secondo chi vi scrive sul podio assieme alla sua controparte della serie animata The Spectacular Spider-Man come miglior trasposizione del personaggio ad oggi.

Le interpretazioni attoriali sono ottime. Il motion-capture è a livelli magistrali mostrandoci una vasta gamma di espressioni ed il doppiaggio è di ottima fattura. Un plauso va fatto a Jacopo Calatroni, interprete italiano di Peter Parker che si adatta perfettamente al ruolo, dando un’ottima interpretazione sia nei momenti tranquilli che in quelli di tensione.

Il gameplay

Per quanto riguarda l’aspetto puramente di gioco, il personaggio di Spider-Man è reattivo come non mai. I suoi movimenti sono fluidi, credibili ma spettacolari senza sfociare un un completo realismo che rovinerebbe l’esperienza diventando pian piano frustrante. Spidey si muove come una scheggia impazzita ed abbiamo il pieno controllo della situazione. Abituarsi alle meccaniche degli spostamenti tramite le ragnatele è quasi istantaneo, ma ciò non toglie che ci sia spazio di manovra per migliorare.

Un aspetto che ha dato non pochi grattacapi ai fan durante la campagna marketing è stata la descrizione della meccanica dello spostamento, di cui si è parlato come estremamente semplice ed intuitiva, in modo che chiunque prendesse in mano il controller potesse sentirsi in grado di vestire il ruolo di Spider-Man con sicurezza, facendo pensare che non ci fosse possibilità di dimostrare le proprie abilità ed il proprio miglioramento. Fortunatamente il gioco prende la direzione giusta e per quanto possa essere intuitivo l’andare in giro con le ragnatele avremo sempre modo di migliorare e di saper gestire questa meccanica al meglio. Questo particolare aspetto del gioco prende gli elementi migliori dei suoi predecessori come Spider-Man 2Ultimate Spider-ManThe Amazing Spider-Man e Spider-Man Web of Shadows per costruire la versione definitiva di questo punto fondamentale del gioco. Le animazioni sono spettacolari, la sensazione è di essere leggeri ed abili, in grado di superare qualsiasi ostacolo, sentendoci liberi di passare tra i grattacieli di New York City come i migliori atleti della terra.

Differente è invece la meccanica di combattimento, la quale prende molti elementi dalla nota serie Batman Arkham, che paradossalmente però ricordava molto il sistema di combattimento di Spider-Man 2. Anche in questo caso abbiamo un livello molto alto, la varietà di nemici con cui possiamo scontrarci è ottima e le animazioni creano delle sequenze mozzafiato, ma la differenza fondamentale sta nel fatto che ci voglia un po’ per padroneggiare al meglio questo aspetto; non che sia impossibile, ma viste le varie ondate di nemici che dovremo affrontare, spesso armate fino ai denti, Marvel’s Spider-Man ci metterà nella posizione di riflettere ed usare tutte le abilità a nostra disposizione per concludere lo scontro a nostro favore. Abbiamo a disposizione una vasta gamma di abilità, gadget (marchio distintivo di Insomniac quanto di Spidey) e mosse, tutto ciò che dobbiamo fare è allenarci ed essere migliori per sconfiggere sempre più nemici. Dopo aver padroneggiato queste abilità, soprattutto nella seconda metà del gioco, gli scontri a nostro avviso diventano più semplici, anche a difficoltà più elevate.

In aggiunta un particolare a cui non era stata prestata attenzione se non dopo i primi due titoli della Neversoft era il fattore “lancia-ragnatele”. Come molti di voi sapranno le ragnatele che l’Uomo Ragno classico tesse sono quasi sempre state sintetiche, create da Peter grazie alle sue abilità scientifica ed inserite in apposite cartucce, che una volta inserite in dei bracciali permettevano di proiettare le ragnatele grazie ad una pressione delle dita. Questi particolari gadget non solo servivano a mostrare il genio di Peter Parker, ma anche a fornire un espediente narrativo interessante, facendoli scaricare all’evenienza, o anche rompere, portando l’eroe a doversi confrontare con i suoi avversari o a doversi salvare in modi differenti dal solito grazie all’ingegno. Questo espediente narrativo non è stato come detto in precedenza mai incluso nei titoli dedicati al personaggio, se non nei primi due in cui il fluido si poteva scaricare col tempo portandoci ad andare in cerca delle cartucce, ma includere questo genere di meccanica sarebbe stato forse scomodo per i giocatori, quindi Insomniac ha deciso di tentare una via di mezzo, dandoci un limite con cui sono utilizzabili le ragnatele e portandoci ad aspettare brevemente che si ricarichino facendoci nel mentre usare le nostre abilità e di conseguenza calandoci ancor più nel ruolo di Spider-Man.

Meno interessanti sono i momenti in cui giocheremo nei panni di altri personaggi, soprattutto quelle dedicate ad MJ che sapranno molto di pilotato escludendo una variazione nella parte finale del gioco che aggiungerà un che in più al gameplay.

Secondo molti questo gameplay non da nulla di innovativo, ed in molti aspetti è così in quanto parliamo di diversi elementi ripresi da vari titoli, ma è la cura con cui è stato costruito che lascia stupiti. Ciò che andremo a fare durante le sessioni di gioco non sembra mai fuori posto ed anzi è perfettamente calato nel contesto di Spider-Man adattandolo a quelle che sono le esigenze del personaggio. Tornando a parlare ad esempio del combattimento, non avremo mai l’impressione di controllare Batman nonostante le similitudini nella struttura, in quanto le azioni sono completamente adattate a ciò che dovrebbe fare Spider-Man.

L’aspetto audio-video

Visivamente Marvel’s Spider-Man è una gioia per gli occhi. Il frame rate è stabile sui 30 fps su PS4, i giochi di luci rendono la scena reale e vivida così come i cambiamenti atmosferici, prestando una particolare attenzione al maltempo. Durante le tre fasi principali della giornata il cambiamento di illuminazione contribuirà non solo a settare il mood della vicenda, ma anche a mostrarci questa vastissima New York in diversi aspetti. Il livello di dettaglio è sorprendente e si nota la cura messa non solo nella costruzione della città in sé, ma anche degli abitanti che la rendono viva.

La coerenza tra le cinematiche ed il gameplay è ottima, non si nota un grande balzo ed in generale si ha la percezione di continuare ad operare nello stesso universo che poco prima ci era stato presentato grazie a delle ottime transizioni.

Un punto a sfavore anche se minimo va dato alla transizione del già citato motion-capure, ottimo nelle cinematiche e lievemente peggiore durante le sessioni di gameplay. Un punto fastidioso è riscontrabile nel fatto che spesso i personaggi non si guardino neanche durante i dialoghi, rendendo il tutto abbastanza strano ma non insopportabile.

Per quanto riguarda la parte audio, la magistrale colonna sonora di John Paesano si adatta perfettamente alle nostre azioni durante le sessioni di gioco con una particolare attenzione verso le missioni principali ed i momenti in cui ci sposteremo con le ragnatele. In quei momenti sentiremo le musiche seguirci perfettamente creando delle scene che farebbero invidia a molti film hollywoodiani. Meno prominente è l’attenzione verso i combattimenti in alcuni momenti di gioco, facendo risultare il tutto un gradino sotto all’atmosfera generale.

New York City

Questo aspetto racchiude molti punti visti in precedenza, ma merita indubbiamente un paragrafo a sé. Indubbiamente New York City è viva più che mai in questo gioco, anche se non abbiamo la possibilità di visitarla nella sua interezza.

Girando per la città abbiamo la possibilità di incontrare ogni sorta di persone, dai benestanti alle persone comuni, dai senza tetto ai lavoratori intenti a far roteare le loro insegne. Ognuno di loro avrà un modo diverso di reagire a noi, anche grazie all’influenza delle nostre azioni come ad esempio un mancato soccorso per un crimine, fattore che porterà eventualmente anche il buon vecchio J. Jonah Jameson a gettare benzina sul fuoco come suo solito.

Durante le nostre sessioni di gioco camminando per le strade possiamo renderci conto quanta cura sia stata messa nella costruzione di questo mondo di gioco; possiamo sentire ogni sorta di suono, dallo sfrecciare delle auto alle conversazioni delle persone, possiamo trovarci davanti a paramedici e poliziotti in soccorso di cittadini senza che venga richiesta la nostra presenza, possiamo persino battere il cinque alle persone, stringere loro la mano, farci selfie, sentirle stupite ed eccitate di vederci dopo essere arrivati a New York solo da una settimana. Certo, la città non reagisce come in un film e spesso si nota l’indifferenza delle persone durante gli scontri, ma c’è comunque una buona evoluzione nel rapporto tra il protagonista e la sua città.

In poche parole: Marvel’s Spider-Man ci presenta una New York che non è mai stata così bella e così viva.

Le missioni secondarie

Un aspetto da non trascurare in questo gioco sono le attività collaterali.

Grazie agli zaini raccolti in giro per la città abbiamo la possibilità di scoprire ancor più approfonditamente il passato di questa versione dell’Arrampicamuri, costruendo ancor più approfonditamente il suo mondo, la sua vita come Spider-Man ma anche come Peter Parker.

Alcune missioni ci porteranno a scontrarci ovviamente con dei nemici, criminali comuni, bande organizzate o veri e propri villain, altre invece ci metteranno nella posizione di aguzzare l’ingegno ed usare il nostro intelletto per risolvere la situazione, per poi passare ad alcune che ci porteranno ad essere come sempre l’amichevole Uomo Ragno di quartiere.

In conclusione

Marvel's Spider-Man

Marvel’s Spider-Man è senza ombra di dubbio il miglior titolo dedicato al personaggio. La storia è complessa, con un taglio nettamente cinematografico, condita di momenti divertenti, azione mozzafiato, colpi di scena ed un finale che trasuda un’atmosfera epica ma anche strappalacrime.

Il gameplay è fluido, reattivo e visivamente spettacolare. La storia principale ha una durata standard, ma grazie ad una mappa estremamente vasta e colma di attività, spostarsi da una parte all’altra ci porterà a mettere in campo il nostro senso di responsabilità per aiutare più persone possibili, rendendo il gioco ancor più longevo. Le skin alternative e le abilità sono estremamente curate ed in generale come detto in precedenza, il gioco è una gioia per gli occhi visivamente. Certo, sono presenti bug più o meno gravi, ma niente che possa rovinare la vostra esperienza.

Consigliamo assolutamente l’acquisto del gioco a tutti i fan del personaggio, in quanto secondo chi vi scrive: questa insieme a The Spectacular Spider-Man è la miglior trasposizione del personaggio e del suo mondo mai fatta.

Non ci resta quindi che attendere i DLC ed in futuro anche il seguito del gioco, fino ad allora sorvoleremo la città proteggendo New York nei panni dell’Uomo Ragno della Insomniac.