I registi parlano della trasformazione di Steve Rogers.

Rispetto al primo Avengers i vari eroi dell’Universo Cinematografico Marvel sono cambiati dopo i vari eventi dei loro standalone, specialmente Steve Rogers, che è passato da patriota a rinnegato. Di certo un viaggio surreale per uno dei personaggi più importanti della Casa delle Idee.

The Winter Soldier, il secondo film della trilogia, è stato un capitolo importante per Steve che ha visto sgretolarsi tutto il mondo che aveva intorno a lui, trovandosi catapultato in una nuova realtà. The Winter Soldier inoltre è il film ha segnato l’esordio nell’MCU dei registi di Anthony e Joe Russo, i quali hanno portato Captain America fino a Infinity War, passando ovviamente per Captain America: Civil War e le sue pesanti ripercussioni.

Ora i due registi si sono concentrati sul percorso di Steve, parlando inizialmente del successo di The Winter Soldier:

A.Russo: “Sì, è stata una rivelazione per noi, ad essere onesti. Sapevamo perché volevamo realizzare il film, sapevamo cosa amavamo del personaggio, sapevamo dove volevamo portarlo e cosa volevamo fare con quel film, ma non sapevamo come nessun altro al mondo avrebbe risposto.  L’accoglienza è stata una convalida per me e Joe che dovremmo semplicemente restare fedeli al nostro istinto e alla nostra passione per il materiale. 

I due registi hanno quindi ammesso che Cap non era il loro personaggio preferito ma si sono divertiti nel prendere un personaggio per distruggerlo e ricrearlo:

J.Russo: Ci piace molto la decostruzione di un personaggio.  Arrested Development è basato sulla decostruzione, Community è uno show sulla decostruzione. Per Captain America, lo abbiamo già detto, non era uno dei nostri personaggi preferiti: piatto e fin troppo quadrato, quindi abbiamo voluto ridimensionarlo mandandolo in questo viaggio personale che vedrete continuerà in Avengers: Infinity War, dove passa dal personaggio più patriottico ad un vero e proprio rinnegato. In molti modi, rappresenta com’è che sentiamo riguardo al mondo e alla nostra stessa crescita e ai nostri principi, quindi è stato un viaggio molto personale per noi.