Il regista Alex Garcia Lopez descrive la sfida e le difficoltà nel realizzare il piano sequenza del quarto episodio di Daredevil.

Chi ci segue da tempo lo sa piuttosto bene: siamo grandissimi fan delle scene d’azione nei corridoi presenti in quasi tutte le produzioni Marvel su Netflix. Tutto è iniziato nella prima stagione di Daredevil, in cui vediamo il protagonista alle prese con dei criminali per salvare la vita di un ragazzo imprigionato. L’intera scena realizzata con una sola inquadratura in un singolo corridoio, è stata studiata con cura (omaggiando una celebre sequenza del film Old Boy) ed ha ispirato le successive produzioni supereroistiche.

Come anticipato da Charlie Cox, con la terza stagione della serie la produzione si è superata, realizzato un piano sequenza di ben 11 minuti nel quarto episodio, dove all’interno di una prigione Matt Murdock deve combattere detenuti e guardie corrotte pur di uscirne vivo, circondato da una vera e propria rivolta…il tutto senza interruzioni e senza tagli della camera (non ci sono neanche tagli nascosti).

Ora il regista di questo episodio, Alex Garcia Lopez, ai microfoni di Comicbook.com ha analizzato nel dettaglio questa scena, descrivendone la difficoltà di realizzazione e l’aspetto puramente tecnico.

Comicbook: Questa scena è stata pianificata tempo prima? Era nella sceneggiatura sin dall’inizio, oppure avete deciso di realizzare un piano sequenza in seguito?

Bella domanda…la programmazione delle serie TV è folle, sai? Hai soltanto 8 giorni per prepararti, lavorare con ogni settore, lavorare alla sceneggiatura, con gli attori. E poi ci sono le riprese…dipende dallo script, ma ci vogliono 9 o 10 giorni per girare.

I giorni di pre-produzione sono veramente intensi…ed intanto stanno girando un altro episodio. Ogni settore sta lavorando, tu devi essere velocissimo nel proporre idee e farti aiutare a raggiungere l’obiettivo prefissato. Solitamente ricevo lo script il primo giorno di pre-produzione, nel caso di Daredevil l’ho letto e l’ho adorato…verso pagina 11 o 12, leggo di Matt drogato in prigione che riceve una chiamata, parla con Fisk e combatte per uscire nel corridoio […].

In quel momento ho pensato “oh mio dio, è un’opportunità fantastica per fare un intero piano sequenza“. Ci ho pensato per un’ora, ho chiamato lo showrunner Erik Oleson. La sua visione era di fare un qualcosa del tutto diverso dalla stagione due con Elektra, i Ninja etc e rendere tutto più viscerale, brutale e legato alla prospettiva di Matt, Foggy, Fisk e degli altri personaggi principali.

Matt arrivato a quel punto è autodistruttivo, solo, isolato, in un viaggio suicida per abbattere Wilson Fisk, a qualunque costo. Non prende decisioni giuste, non ragiona e si ritrova in prigione dopo aver rubato il portafogli del suo amico, una decisione disperata che gli si ritorce contro.

Ma questa scena non è solo combattimento, Erik mi ha detto “tagliamo quando arriviamo agli Albanesi, giusto?” ed io ho risposto “No, continuiamo a girare”.

In quel momento Matt è senza fiato, sta quasi morendo, la droga peggiora il suo status e deve per forza fidarsi degli Albanesi, con cui ha un nemico in comune. […]

Ho proposto questa idea, Marvel l’ha adorata, Erik pure…ed ora come la realizziamo? Questa è la seconda parte.

Comicbook: a volte ci sono alcuni tagli nascosti in queste sequenze. E’ questo il caso?

No, no e no, ad essere onesto non c’è nessun taglio. Nella stagione 2 hanno fatto scene fantastiche di lotta, ma ci sono dei piccoli tagli, si notano. Noi abbiamo studiato un piano B, una sorta di pulsante di emergenza: quando inizia a suonare l’allarme della prigione, l’ambiente si illumina di rosso e nero. Rosso acceso e buio più totale. Avremmo potuto utilizzare l’oscurità per tagliare, ma non lo abbiamo fatto. Alla fine, il direttore della fotografia Chris LaVasseux ha anche aumentato la luminosità per far sparire questi momenti più oscuri.

E’ una sola ripresa, non abbiamo mai fatto tagli. 11 minuti di ripresa, sono onesto.

E’ stato un lavoro di squadra. Gary Stevens ed il suo team di stunt hanno studiato di continuo le coreografie con Charlie Cox, ma anche senza di lui. Mi hanno mandato dei video per chiedermi un feedback. Quindi abbiamo scelto la location, un giorno intero di ricerche in cui la produzione si è fermata…

Poi c’è un altro argomento importante: il cameraman. L’operatore del suono. Tutti i settori di produzione ad aiutare. Un altro giorno intero solo per studiare l’intera sequenza con tutti i settori e realizzarla. Ad esempio abbiamo nascosto piccoli bicchieri di sangue da far bene e poi sputare a Charlie. Le luci sono tutte vere, le esplosioni anche. Non ci sono effetti speciali, neanche per il fumo.

Il giorno successivo abbiamo girato. Solitamente si gira per 12 ore, ma non avevamo 12 ore, dato che lo stunt coordinator mi ha avvisato “è una sfida per gli stunt, possiamo chiedergli di girare solo un numero limitato di volte, altrimenti diventa troppo faticoso per loro“. Si sarebbero stancati troppo…qualcuno poteva rompersi un braccio o una gamba!

Un vero miracolo, abbiamo iniziato a girare presto, alle 6 del mattino…e ci siamo riusciti alla prima ripresa, dall’inizio alla fine, fin quando Matt entra nel taxi. Abbiamo urlato “taglia” e le persone hanno iniziato a singhiozzare dalla gioia. Abbiamo avuto alcune difficoltà all’inizio, alcune false partenze. Continuavamo a colpire i muri dentro l’ufficio, era molto difficile a livello tecnico…ma alla fine ci siamo riusciti.

Alle 7 del mattino eravamo tutti estasiati, abbiamo bevuto decine di caffè!

Successivamente abbiamo pranzato insieme e Charlie Cox mi ha detto “possiamo fare ancora di più”, volevamo perfezionare la recitazione durante l’incontro con gli albanesi. Quindi siamo tornati da pranzo e l’abbiamo girata un’altra volta. Era quella perfetta. Quella inclusa nel montaggio.